RIVEDREMO SOLDATI TEDESCHI PER LE VIE DI NAPOLI?

La Germania modifica profondamente la politica militare. Dal dopoguerra l’esercito tedesco (DeutschesHeer) funzionava essenzialmente in ambito NATO. e ora?

Sta cambiando, senza che se ne parli troppo, il quadro militare europeo. La Germania, infatti, sta modificando profondamente la propria politica militare. Dal dopoguerra l’esercito tedesco (DeutschesHeer) funzionava essenzialmente in ambito NATO, praticamente senza alcuna autonomia rispetto al potente alleato USA.

Oggi, però, molte cose sono cambiate ed altre stanno cambiando: la Germania è senza dubbio, la maggiore potenza economica europea, ed aspira ad una sempre maggiore autonomia politica rispetto agli USA, come evidenziato dalla recente dissociazione rispetto alla questione del nucleare iraniano. Certo in questa rinnovata aspirazione di protagonismo nella geopolitica, la Germania trova in Europa partner nel PESCO (cooperazione militare strutturata permanente) e fuori di Europa concorrenti, in primo luogo la Francia, storica potenza imperialista in Africa e Medio Oriente.

Ma nessuna potenza economica e politica della storia non si è dotata di un potente strumento militare, ed è quindi logico che la Germania recentemente ha intrapreso una poderosa politica di riarmo. Ne è la riprova la recente legge finanziaria tedesca, che stanzia alle spese militari nel 2019, ben 43 miliardi di euro di spesa su un totale di 356, con un notevole incremento rispetto agli anni precedenti; nel contempo per garantire il pareggio di bilancio, vengono tagliati gli investimenti sulle energie rinnovabili e le spese sociali come il fondo di garanzia a favore dell’integrazione dei migranti.

Questa legge deve passare per il Bundestag alla fine di novembre ed i pacifisti si stanno organizzando per protestare: in questo mese si sono svolte già 50 manifestazioni pacifiste in altrettante città, in risposta ad un appello Comitato Pacifista Federale.  Una petizione in questa direzione ha ottenuto 120000 firme. Gli aumenti delle spese militari vengono giustificati per rispettare gli impegni presi in sede NATO, su richiesta di Trump, di portare al 2 % del PIL il bilancio della difesa.

Alcuni mesi fa, è stato svelato un documento riservato del governo che fissava la fine delle partecipazioni militari alle missioni NATO e l’inizio di una strategia militare estera “sovrana e paritaria” rivolta esclusivamente agli interessi economici tedeschi. Già attualmente le forze armate tedesche sono le maggiori in Europa (285000 effettivi, più 359000 riservisti). L’esercito tedesco consentirà l’arruolamento non solo ai cittadini tedeschi ma anche ai cittadini di un paese europeo, nello spirito di integrazione del PESCO. Il nuovo esercito tedesco tende naturalmente, a proiettarsi nella storica area di influenza tedesca, cioè l’Europa Orientale, e soldati tedeschi sono tornati recentemente, dopo 70 anni in Lituania e donazione di armi tedesche sono state offerte al Kossovo.

Tutto ciò dovrebbe creare preoccupazione anche tenendo conto che le caserme tedesche sono diventate un covo di nazisti come rivelato da un rapporto del MAD (Servizio di Intelligence Militare) alla ministra della difesa Ursula Von DerLeyen.

In attesa che «chi esibisce la svastica venga buttato fuori dall’esercito», come chiede la deputata Linke, Ulla Jelpke, è disgustoso leggere il rapporto che riferisce di bandiere rosse con la croce uncinata appese alle pareti dei dormitori, di  canzoni nazirock emesse dalle radio di ufficiali e graduati, di video postati sul web dalla caserma scanditi da «Heil Hitler» e dai canti delle SS.

Di tutto ciò dovremmo preoccuparci anche a Napoli dove quanto riportato dal rapporto MAD, potrebbe succedere nella sede della costituenda Scuola di Guerra Europea la cui realizzazione è stata decisa nella nostra città in base ad un accordo siglato dal Sindaco De Magistris con la precedente ministra della difesa Pinotti e delle autorità europee. E’ per questo che pacifisti napoletani hanno intrapreso una petizione popolare per tentare di bloccare la costituzione della scuola di guerra che sta ricevendo centinaia di sottoscrizioni (Fb: Napoli Città di Pace).

https://www.facebook.com/napolicittadipace/

Umberto Oreste Sinistra Anticapitalista

Biochimico attualmente in pensione. In passato ha lavorato presso istituti universitari e del CNR. Tra i suoi interessi scientifici l’evoluzione delle molecole immunitarie, l’adattamento degli animali marini alle variazioni ambientali. Ha collaborato con strutture di ricerca estere ed è autore di numerosi articoli su riviste scientifiche internazionali. Partecipa all’attività politica di Sinistra Anticapitalista.
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