Renzi a 80 Euro: La festa è finita o meglio…non è mai cominciata

Altro che regalo o scossa economica, gli 80 Euro vanno restituiti. Il Re da e il Re toglie

Vi ricordate gli 80 euro (il bonus che il  governo Renzi ha elargito a molti lavoratori)? Preparatevi a restituirlo. Si avete capito bene P R E P A R A T E V I    A   R E S T I T U I R L O (abbiamo scritto in maiuscolo con separazione dei caratteri per far leggere meglio a chi non avesse capito subito). Ma come è possibile ciò direte Voi?

E’ possibile nel Paese dell’impossibile e dell’incredibile qualè appunto l’Italia. Ve lo spieghiamo in breve.  Il bonus che fu deciso di accordare ai lavoratori si basava su rilievi reddituali che il governo riferiva all’anno 2011. Chi in quell’anno risultava percettore di meno di 24.000 eu aveva diritto al bonus totale, chi percepiva fino a 26.000 eu aveva diritto ad un bonus ridotto. Il provvedimento (manco a dirlo approntato prima della tornata elettorale) accompagnato da grandi discussioni in parlamento e sulla stampa, alla fine fu approvato nell’ambito delle manovre adottate dall’esecutivo per dare una “scossa” all’economia e rilanciare i consumi.

immagine di renzi e degli 80 euroOvviamente anche in quell’occasione si parlò tra le altre misure di riduzione della pressione fiscale – fatto quasi certo ed imminente a detta del capo di gabinetto. Ebbene riguardo alla pressione fiscale, qualcuno mi sa dire se ne ha percepito la diminuzione? Con tutti quelli con cui mi confronto l’impressione è che non ci sia stata nessuna riduzione, né per le imprese né per i privati. D’altronde è il governo stesso che mentre fa percepire una riforma fiscale come imminente, dall’altro lato la rinvia sempre al prossimo esercizio adducendo le più svariate scuse, ma assicurando che LA COSA SI FARA’ E’ CERTO! Ma pure per fare questo si deve avere un’abilità! Sta di fatto che ad oggi non solo la pressione fiscale non è diminuita. Sicuramente sui livelli di soglia massima è quella “sanguigna” di tutti coloro che con onestà pagano le tasse e non ne possono più di sopportare un prelievo così oneroso – checi pone ai primi posti al mondo come livello di tassazione (a fronte del quale dobbiamo riscontare che non corrispondono adeguati livelli di servizi sociali).

Appurato che la riduzione delle imposte era ed è un fatto chimerico, almeno gli ottanta euro erano un fatto “tangibile”, una goccia d’acqua in un deserto, ma comunque rappresentavano qualcosa. Rappresentavano appunto, l’imperfetto è d’obbligo. Perché imperfetto e lacunoso sembrerebbe si sia rivelato il provvedimento se molti di coloro che avevano percepito il bonus (riferito ai redditi 2011) lo dovranno restituire per aver prodotto negli anni successivi redditi superiori a quelli di soglia.

In questi giorni dove si torna a parlare di 730 precompilato provate a visitare la rete sull’argomento. Vi è un gran parlare su molti siti internet di : “come restituire gli 80 euro”, “di “come rinunciare agli 80 euro” e via di seguito.

Si fa riferimento a tutti coloro che hanno guadagnato a causa di straordinari o di bonus di produttività ad esempio più della soglia di legge dei 26.000 eu. Questi hanno lavorato di più, prodotto di più, meritato premi ed altri incentivi – e allora devono essere puniti. Devono restituire il “regalo”. Fossi stato in loro per dignità avrei rifiutato sin dall’inizio quell’ elemosina e scritto una lettera al Presidente della Repubblica giustificando il rifiuto professandomi cittadino e non suddito mendicante a cui il padrone accorda gli avanzi del banchetto.

renzi80 3Vi sembra esagerato il paragone? Perché ne avete uno differente e meno umiliante?  E perché secondo voi 80 al mese (lordi tra l’altro) risolvono i problemi? Non vi sarebbe stato maggior rispetto della cittadinanza se al posto di questi bruscolini si fossero ridotte le tasse di cinque punti percentuali? Ma che lo diciamo a fare queste sono misure che si fanno quando si ha di fronte una cittadinanza non un “popolo di lazzaroni”. E così il “re” da e il “re” toglie! E sempre su internet potrete leggere come si paventino ipotesi di restituzione in un’unica rata di quanto percepito (a rate). Per la verità qualche giornale dell’opposizione già nel 2014 esprimeva dubbi sugli 80 euro e sul fatto che si poteva essere chiamati e restituirli. Voci rimaste inascoltate nel clamore della festa! Sta di fatto che la “restituzione” avverrà nel silenzio dei media, e soprattutto di quanti marciavano e marciano compatti dietro i vessilli del “governo del fare”. Nel frattempo le chiacchiere stanno a zero! L’Italia resta sorvegliato speciale tra gli Stati dell’Eurozona, tanto da essere additato come minaccia per la sopravvivenza dell’euro.  Noi non abbiamo chiesto e ottenuto aiuto esterno come Irlanda, Portogallo, Grecia, Spagna e Cipro ma abbiamo un rapporto debito/Pil oltre il 130%, una crescita potenziale molto debole e il credito all’economia non decolla perché il sistema bancario non riesce a smaltire i ca. 360 miliardi di crediti deteriorati. Insomma l’Italia è considerata vulnerabile ed è continuamente sotto osservazione delle agenzie che attribuiscono i rating agli stati sovrani. Di questo non si parla, o si parla troppo poco.

Come della restituzione degli 80 euro. I temi sono altri l’Isis, gli attentati, la minaccia al nostro quotidiano. La paura serve! Ma una persona e la sua coscienza possono morire in un attimo per una bomba, ma anche languire fino a spegnersi nel silenzio e nelle tenebre dell’ignoranza e della strumentale informazione (o disinformazione).

Un commento

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  • Malvenuto a Napoli
    6 aprile 2016 at 0:54 - Reply

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