Rendere verde la Città Metropolitana di Napoli…una visione per la nostra sopravvivenza

Partecipazione consapevole per regolamenti ed un Piano coerente

Riceviamo e pubblichiamo da  Guido Liotti Lo Sguardo che Trasforma – esperto di processi partecipati per il Paesaggio –  Presidenza Gente Green/Green Italia Campania

 La consapevolezza riguardo al tema del contrasto al Climate Change ci porta a stabilire nuovi e incisivi approcci alla tematica del verde in aree metropolitane. Come ben sappiamo il verde in città se non ridotto solo ad ornamento ma ben progettato e curato favorisce molte funzioni utili per un rapporto armonico con l’ambiente costruito. Il verde nel suo insieme alberi, arbusti, prati, siepi, coltivato, tutto il verde ornamental in tutte le sue composizioni come  parchi di varie scale territoriali, verde orizzontale, alberature, siepi, verde degli spazi di risulta, coltivazioni, frutteti, verde privato da balcone o piccoli giardini in tutte le sue forme e dimesioni, ma anche il verde verticale, i tetti giardino, i giardini monumentali, ecc. ossigena, con la sua “sudorazione”, mitiga le ondate di calore, assorbe polveri sottili, riduce l’impatto delle bombe d’acqua riduce i rumori, rasserena, definisce il Paesaggio, nutre, offre materiali utili e consente di fare infinite cose di qualità imersi nella bellezza…e assorbe CO2 certo non un’inezia in questo tempo di nuove consapevolezza del problema da noi causato.

La Città di Napoli ma piu in generale tutto il territorio della Città Metropolitana deve decidere seriamente che direzione prendere in tempi stretti per poter continuare a pensare al suo futuro.

Il documento dell’IPCC presentato alla recente COP24, la conferenza Mondiale sul Clima in Polonia ma ben colto e comunicato più che dai “decisori” dalla giovanissima e determinata ragazzina svedese Greta Tunberg ci proietta in uno scenario di responsabilizzazione completamente diverso rispetto solo a pochi mesi fa. Non vi tedio sul fatto che anche senza la precisione delle ultime ricerche e l’esperienza diretta con i primi consolidati effetti dei nostri danni, noi ambientalisti strorici andiamo parlando di questa cosa, sempre piu consapevoli, da almeno 50 anni cogliendo anche i suggerimenti di comitati scientifici illuminati come il Club Roma.

Ma triste, cosa dire… l’avevamo detto!…e “Non abbiamo un pianeta B” come giustamente ora ricorda l’Onda Verde Civica che si presenterà con grande energia alle europee di Maggio ed a proposito se ti va firma l’appello su www.ondaverdecivica.it/ come anno fatto molti artisti ambientalisti e intelletuali.

Ma ora sono sopratutto i giovani eroi stimolati dalla “tosta principessina” Greta che hanno finalmente preso il testimone decidendo di affrontare con grande coraggio il Mostro come nei migliori Fantasy…altro che Narnia, Signore degli anelli e Harry Potter messi insieme.

Il Mostro come ricordo spesso è la tentazione della rimozione profonda collettiva del problema che colpisce tutti noi adulti a tutti i livelli …i “decisori” reagiscono solo a specchio con un sentiment diffuso su questi temi.

A questi ragazzi va data una risposta coerente in tempi brevi e vi confesso questa risposta la esige anche il ragazzo ambientalista che convive ancora in me e in tanti “vecchi” amici che battagliano da anni su tali temi.

E dobbiamo essere maledettamente pragmatici per dare delle risposte e indicare una strada corretta, In questo senso è particolarmente prezioso parlare di un grande Piano del Verde come “grimaldello” utile anche per sviluppare tutte le altre azioni di contrasto e adattamento legate al Climate Change come la riconversione energetica su fonti rinnovabili, la riduzione dei consumi, gli interventi strutturali su mobilità urbana e più in generale una vera riconversione verso l’economia circolare oltre alla riduzione e recupero del suolo consumato e inquinato, il contrasto al dissesto idreogeolico, le progettazioni massicce per gli adattamenti inevitabili per il clima cambiato.

Ritornado al Verde questa materia delicata chiede grande serietà e confronti onesti e realmente partecipati. A Napoli si sta cercando di recuperare il ritardo degli ultimi anni anche grazie ad una saggia distribuzione di deleghe. Atal proposito va salutata  con piacere la presa di responsabiltà  di Ciro Borriello e la liberazione finalmente di qualche risorsa economica grazie ai fondi residuali sbloccati  della Città Metropolitana.

Si sta mettendo mano come richiesto da anni al primo fondamentale passo, la stesura di un regolamento del verde pubblico e privato della Città e paralellelamente creando anche le occasioni di controllo di tutta la comumità per una prima interessante operazione di piantaggione (non piantumazione come ben ci ricorda qualche amico agronomo) e di riqualificazione di molti Parchi cittadini che versano in pessimo stato.

Il Regolamento in fase si stesura da pochi mesi, nasce anche dalla valutazione delle migliori pratiche di città confrontabili alla nostra, da parte di un gruppo di lavoro volontario, diviso per tavoli tematici che vede ottime competenze locali, fin ora poco ascoltate se non per qualche sperimentazione sporadica: architetti paesaggisti agronomi, pedologi, partecipatori, educatori ambientali ma anche tanti soggetti appassionati che operano nel concreto da anni tutti coinvolti anche in una grande operazione di ascolto e di crescita colettiva con la Comunità e dovrà passare il vaglio del Consiglio comunale a breve.

Mi sento di poter anticipare che tale strumento oltre a mettere un freno una volta per tutte alle tante stupidaggini denunciate in questi anni come le potature folli, zero cura, le gestioni sconclusionate di alcune aree affidate la manutenzione a tampone e sbagliata, le aiuole adottate per finta, guarda già ad un Piano del verde  di respiro metropolitano.La proposta di Piano, già definita nei suoi elementi generali/linee di idirizzo è stata curata  di alcuni attori molto attivi nei tavoli citati e mi riferisco tra altri in particolare all’architetto paesaggista Francesco Escalona, già Presidente del Parco dei Campi Flegrei e referente del Comitato scientifico di Gente Green. Per intenderci meglio parlo della proposta alla quale il Sindaco di Napoli si è già ispirato in questi giorni per lo slogan O.B.C. (Ossigeno Bene Comune). Siamo molto fiduciosi che possa essere adottata e risutare a breve  una matrice fondamentale per il nuovo Piano Strategico della Città Metropolitana.

Se la cosa avverà con un forte mandato politico, si potrà procedere alla stesura definitiva del Piano consentendo di orientare in modo saggio i fondi residuali di quell’Ente e una parte cosistente dei prossimi fondi strutturali europei su scenaricoerenti con quella che deve essere l’unica priorità per tutti noi una seria e profonda riconversione ecologica del nostro territorio.

Non è più tempo per giocare ed in questo quadro non si possono più sopportare improvvisazioni da parte anche di soggetti anche interni all’amministrazione comunale che potrebbero rallentare questo sano processo… non c’è più tempo.

Il mio pensiero va anche alla scala più locale, penso alla Villa Floridiana, al Virgiliano al Parco di Camaldoli ma limitandosi solo alla Città anche ai parchi regionali che la attraversano il Parco Metropolitano delle Colline di Napoli ed il Parco dei Campi Flegrei, come  potenziali aree modello per di gestioni innovative ben incardinate in questo quadro e certo non oggetto di piccoli bottini elettorali da parte di qualche consigliere comunale egotico e con visioni ristrette, o anche associazioni che pensano ai loro “orticelli”,  bisogna capire una volta per tutte che qui si parla d’altro questa cosa richiede la partecipazione di tutti su una visione di maggior respiro.

Il percorso è in salita, ma sono sicuro che il Mostro dello scetticismo causato dalla rimozione profonda del quale parlavo in precedenza andrà finalmente sconfitto affrontandolo determinati e con coerenza.

Per noi del “Manifesto del Verde di Napoli” (promosso da Gente Green, WWF e Legambiente) lanciato qualche anno fa è una bella avventura che stiamo seguendo insieme a tanti amici di altre associazioni. Oggi è bello pensare che stiamo tutti trasformando quel percorso in salita nel comodo  sentiero dorato (del mondo di Oz) per i giovani che stanno con coraggio seguendo l’esempio di Greta...è davvero un bel pensiero credetemi

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