Regionali, due liste a Sinistra, non è scandalo

Non è la prima volta che più liste concorrano per seggi, è sempre successo, solo che i risultati erano diversi, alla fine lavoreranno insieme per migliorare la vita. Dove va il cuore del Sindaco?

Manca poco al voto delle Regionali in Campania, nonché  quello del referendum costituzionale, atto ad amputare una parte della rappresentanza in cambio, di niente, vantaggi economici inesistenti e solo una battaglia di “dispetto” a chi è investito dal potere di rappresentanza, una mussoliniana lezione di vita a chi campa di preferenze. Il motivo  è poco nobile e incomprensibile, bisogna votare No, senza alcun dubbio.

Ha suscitato polemiche e ilarità, che in Campania ci siano due liste di Sinistra, e che non si sia riusciti a trovare un accordo per arrivare alla presentazione di una sola lista.

Non è uno scandalo nè una iattura, le due liste non hanno trovato accordi, perchè non tanto le idee, ma le strutture politiche hanno diversità ed anche profonde tra loro.

Non è uno scandalo, e sempre, nel passato in qualsiasi ramo istituzionale, dal Parlamento passando per Regioni e Comuni, le liste alla sinistra del centro, erano due se non addirittura tre, e tutte con successi sulla loro strada.

Per lungo periodo le liste di Sinistra nel Paese erano tre, PCI, PSIUP E PSI, (quello della prima ora, di Pertini e Lombardi)

Erano tre liste che però quando si lottava avevano lo stesso obiettivo, se c’era da combattere per il divorzio, tutte e tre si univano, così come su tanti altri temi. Nessuna di queste liste aveva meno del 5 % dei favori nazionali, anzi anche grazie a quel sistema elettorale che recitava “Un partito ha rappresentanza in Parlamento a fronte della conquista di un solo quoziente in tutta Italia”, il Psiup ad esempio, era il partito della Sinistra che grazie ad un solo quoziente conquistato a Milano, faceva scattare tanti altri deputati di altre circoscrizioni, secondo analisti, in alcune sezioni del PCI in Milano, per non disperdere voti, il partito invitava i suoi iscritti a votare Psiup, erano altri tempi e la solidarietà sembrava fosse infinita. la differenza tra allora ed oggi è solo nei risultati finali, le due liste di sinistra insieme non raggiungeranno la doppia cifra.

Lo scandalo delle due liste in campo parla di Terra e Potere al Popolo, liste e partiti con programmi che fanno capire, che se come ci si augura entrambe avranno rappresentanza Regionale, certamente nel palazzo, condivideranno le stesse battaglie con gli stessi principi…proprio come facevano i predecessori del PCI-PSI-Psiup.

Il gruppo di Terra porta la matrice di lotte a caratura internazionale, come la sfida dell’ambiente, e a tal proposito uno che con Chiara Capretti, ed altri sono la storia attuale dei movimenti di libertà di questa Regione. Raniero Madonna, rappresentante forte di questa lista ci spiega :

“Perché votare Terra? Perché oggi l’ambiente è la questione centrale non solo per la Campania, ma l’intero pianeta. Di fronte a questa emergenza, nessun’altra lista si pone il problema di una rivoluzione delle priorità e dei metodi del fare politica.

Noi invece abbiamo il privilegio di una posizione maturata nella pratica in decenni di esperienza con i comitati in difesa della salute e dell’ambiente sul nostro territorio”. È la rappresentazione del Progetto Terra, che alza il livello dello scontro, e visto che in Campania, tra fiumi inquinati, ecoballe, sistemi fognari, danni acustici, antenne pro leucemia, le questioni ambientali sono tante, certamente la loro presenza volterà su questi interessi, e appunto certamente troverà sponda dai parenti di Potere al popolo.

Raniero Madonna prosegue nella sua descrizione: “Terra, infatti, nasce da un loro appello, raccolto poi da realtà di base, sindacati, partiti, associazioni, collettivi, che hanno voluto rinunciare al proprio simbolo per dare vita a un percorso condiviso”. E quindi da forse la chiave di lettura del mancato accordo tra le due liste: “Non è il momento dei personalismi, ma quello di mettersi in gioco in una sfida più grande, nella consapevolezza che i mutamenti climatici hanno un impatto molto diverso sulle classi sociali, sulle nazioni ricche e quelle povere, diventando un ulteriore elemento che inasprisce le differenze”. E poi ne ha anche per il malaffare: “ Gomorra ha raccontato a livello mondiale il meccanismo grazie al quale la riduzione dei costi dello smaltimento dei rifiuti industriali per le aziende del nord ha significato l’avvelenamento della nostra regione.

Allo stesso modo, a livello planetario, l’imposizione delle monocolture nei paesi del terzo mondo da parte delle multinazionali, finalizzata al consumo alimentare dell’occidente, ha privato enormi masse di poveri della tradizionale agricoltura di sussistenza, incrementando esponenzialmente i flussi migratori forzati.”

È questa una visione più internazionalista, guardare oltre il nostro giardino, aprire il pensiero a tutto il mondo, l’ambiente è salvo solo se tutto il mondo si adopera, e vedere il gruppo Terra, lanciare questo tema forte è encomiabile, Terra non lancia solo la sfida in Campania, ma ovunque. Poi Raniero Madonna entra nel tema delle incomprensioni e spiega che “Terra pur amando gli alberi e la natura non fa giardinaggio, ma è animata da una profonda esigenza di giustizia sociale.  Non è una sostenitrice delle verniciature -bio di facciata- che mantengono inalterati i meccanismi di sfruttamento, come abbiamo appreso con disgusto appena qualche giorno fa dall’inchiesta che ha portato sotto sequestro la Straberry di Milano, che produceva sì gustosi frutti di bosco naturali, ma attraverso lo sfruttamento semischiavistico dei lavoratori immigrati.”

Attenzione quindi anche di apertura sociale, Madonna insiste nel dire che “ Terra crede che un rapporto qualitativamente nuovo con l’ambiente non può essere separato da una forte istanza egualitaria, da un nuovo modello di sviluppo e di distribuzione della ricchezza”. E quindi il pensiero centrale di cosa fare nella Regione: “In Campania, condurremmo perciò una lotta senza quartiere a chi avvelena la nostra terra, ma allo stesso tempo saremo in prima fila nelle lotte per il reddito, contro il lavoro nero e sottopagato, per il diritto all’abitare e le libertà civili senza distinzioni etniche, di credo religioso e orientamento sessuale” per concludere con quello che potrebbe essere lo slogan per queste elezioni “Terra è la scelta di chi vuole guardare al futuro, riconnettendo persone e ambiente.”

L’altra lista è Potere al Popolo, e la differenza strutturale tra i due è che Potere al Popolo si sente più Partito che centro di aggregazione di diverse entità politiche, più legata al territorio, e con una struttura che ricorda quella del vecchio PCI, nel loro partito ci sono camere del lavoro, centro di aiuto sociale, comprendere e condividere i problemi di ingiusta natura dei cittadini, e una forte, anzi, fortissima presenza sul territorio, e il caso Covid, tutti a casa, lo ha dimostrato.

La similitudine al vecchio PCI è che Potere al Popolo eguaglia quel “modo di essere”se hai bisogno di imbiancare la casa cerchiamo al nostro interno un imbianchino e vi metterete d’accordo se ci son problemi economici, si è rotto il vetro? Il compagno vetraio ti aiuterà a sostituirlo, questo era il PCI questo a mio avviso cerca di essere “Potere al Popolo” se il PCI proponeva le -Feste dell’Unità, Potere al Popolo promuove feste incontri, tavole rotonde per catturare l’interesse dei cittadini. – personalmente l’unica cosa che non mi piace di questo gruppo è proprio il nome, non mi piace nè potere, tanto meno popolo., ma questo è solo un mio problema.

Figura onesta della sinistra partenopea, di peso assai simile a quello di Raniero Madonna è Chiara Capretti che esordisce con pizzico di orgoglio per il risultato di alcuni sondaggi: “Secondo i primi sondaggi, siamo la quarta forza in campo per queste regionali in Campania. Una forza costruita sulla coerenza e la visione che ogni giorno portiamo avanti – con o senza elezioni – nelle Case del Popolo, nelle attività sociali gratuite, nelle battaglie che affrontiamo sui territori per il lavoro, l’ambiente, la salute, la lotta alle discriminazioni. Questa per noi è la Politica, quella bella, emozionante, che si costruisce intorno agli interessi della maggioranza, intorno ai gesti di solidarietà, intorno alla dignità di chi alza la testa di fronte alle ingiustizie e alle prepotenze per difendere la propria comunità, i propri diritti, i propri valori”.

Capretti si dice stanca di avere solo belle proposte ma: “bisogna innanzitutto costruire con umiltà e determinazione la credibilità e l’organizzazione per portarle avanti. In Campania abbiamo una classe dirigente incapace e corrotta che va mandata a casa, con i soliti Pomicino, Mastella, De Mita e decine di altri squallidi personaggi che da troppo tempo bloccano il vero sviluppo della nostra terra”. La preoccupazione di Potere al Popolo è più politica, se per Terra l’ambiente è l’adrenalina, per Potere al Popolo le conquiste socioeconomiche sono di vitale importanza, e si chiede: “Davvero vogliamo regalare il Consiglio Regionale solo a questi biechi personaggi? Davvero vogliamo cedere alla rassegnazione e pensare che è tutto inutile, tutto da screditare? Noi siamo abbastanza pazzi da pensare che non sia così”. Ma la Capretti insiste con il motivo forte per cui bisognerebbe votare loro “se ci fosse anche un solo consigliere di Potere al Popolo in quel palazzo, con la forza della nostra comunità alle spalle, avremo l’opportunità di controllare questi farabutti e costruire l’inizio di un’altra storia per la nostra Regione. E ci sarebbe da divertirsi”.

In tutta questa disputa il ruolo del Sindaco diventa un punto centrale, dove batte il cuore del Sindaco?  La logica dovrebbe fa propendere per Terra, perché in quella lista ci sono nomi a lui cari, Salvatore Pace, (colui che secondo le voci di corridoio sarà il predestinato alla sua preferenza), poi Paola Pastorino, Antonio Luongo, Carmine D’Aniello Stefania Fanelli e infine la “fiancheggiatrice” Maite Iervolono, di “Napoli in Comune a Sinistra”, e spesso vicino alle sintesi del Sindaco.

de Magistris ben conscio che, ammettere la sua preferenza potrebbe cambiare le carte in tavola e forse anche il risultato, non si sbilancerà, e non è neanche improbabile, che alla fine, benché ci siano in Terra diversi candidati quota Dema, il sindaco alla fine non faccia cadere la sua scelta proprio su Potere al Popolo, per dare valore a persone che in città hanno comunque fatto la storia degli ultimi anni, nella politica, quella vera, in città.

 

 

Pubblichiamo per completezza l’appello di due candidati al Consiglio Regionale di Terra e Potere al popolo

 

Gennaro Tesone, batterista e fondatore degli Almamegretta, che dagli anni ‘90 fino ad oggi, rappresentano una delle migliori realtà musicali tra le formazioni della scena alternativa italiana e con un profilo internazionale, spaziando tra molti generi musicali, dal reggae al dub, dall’hip hop al funk.

“Ho accettato la proposta di candidarmi come indipendente alle prossime elezioni per il Consiglio Regionale con Potere al Popolo perché credo che ci sia bisogno di trasformare la scadenza elettorale in un’occasione per far emergere i temi e i problemi legati alla cultura nella nostra terra. Bisogna arginare il degrado e la mancanza di idee e iniziative che hanno trascinato la Regione in uno stato di emarginazione provinciale e periferica. La Campania deve ritornare ad essere un punto di riferimento attivo della vita culturale internazionale. Non possiamo più vivere di solo passato, bisogna guardare avanti. La Campania deve essere già futuro”.

 

 

 

Carmine D’Aniello

Perché votare Terra? Sarebbe sufficiente dire che Terra è l’unica lista che parla di coinvolgimento dei cittadini nella progettazione politica. Lo stesso programma elettorale è nato e si è sviluppato con il contributo e le proposte dei cittadini stessi. Votare Terra significa fare una scelta ecologista, significa dare priorità alla tutela della salute dei cittadini e dei diritti dei lavoratori, significa portare in Consiglio Regionale temi trascurati ma importanti come il diritto alla casa, cambiamento climatico, ciclo virtuoso dei rifiuti, lotta al consumo di suolo, acqua pubblica. Perché votare Carmine D’Aniello? Perché sono un Ingegnere edile, un musicista ed un attivista delle lotte ambientali, ed ho ben chiaro come vengono gestiti gli appalti pubblici e le pianificazioni territoriali, di come si favoriscano gli interessi di pochi e la speculazione edilizia. Vivo sulla mia pelle il ruolo marginale che viene attribuito alla cultura dalla politica e la mancanza di tutele per i lavoratori dello spettacolo. Votare me, votare Terra, significa proporre una vera opposizione, significa portare venti anni di mobilitazioni nel Consiglio Regionale, contro coalizioni che sono già sedute intorno allo stesso tavolo.

 

A questo punto l’augurio è che queste liste di compagni lavorino alacremente per vincere la loro battaglia e entrambe entrino nel Consiglio Regionale, va da sè che in quel caso l’unità sarà cosa certa, Auguri di riuscire

 

 

 

 

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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