Referendum: troppo adulti per piangere

Il bicchiere è mezzo pieno, primo avviso per de Magistris, ma un italiano su tre ha "disobbedito"

Siamo troppo adulti per poter piangere, ma dobbiamo pure avere la capacità di ammettere che quello che è venuto fuori dalla giornata di ieri ci fa male, ci da sofferenza e dolore.

In particolare fa male a noi napoletani il verdetto, le avvisaglie si sono avvertite  nelle manifestazioni che mano a mano il Comitato NO Triv e i Collettivi, e i singoli cittadini, semplici e appartenenti al mondo dello spettacolo e della cultura hanno dato vita in città e regione, poche le presenze e scarsa partecipazione.

Perfino la Manifestazione di chiusura a Largo Banchi nuovi, organizzata dal Comitato No Triv, da Zero 81 e noi di Cantolibre, ha racimolato poche centinaia di spettatori, seppure  con la presenza dei migliori artisti del panorama partenopeo.

È antipatico in un giorno come questo cercare responsabilità e scusanti, ma i vari tavoli che si apriranno nei prossimi giorni dovranno e molto discutere sul cosa è successo.

sindaco8Il Referendum di per se ci da per certo un risultato a proposito del famoso bicchiere.

Noi di Cantolibre lo vediamo mezzo pieno.

Mezzo pieno perché il dato elettorale dice che chiaramente il popolo antagoniosta cresce a dismisura, è prossimo al sorpasso della politica vista come affare.

In questo referendum ci sono stati i Partiti che hanno preferito lavarsene le mani o utilizzarlo a fini di correnti interne e,  quella vera Sinistra che la politica la vede come interesse civico, a differenza dei Partiti che vivono della politica.

Così come ci lascia attoniniti il risultato Campania -Napoli.

Non c’è stato il previsto “traino de Magistris” delle due l’una è buona, o il Sindaco e il suo staff non si è impegnato fino alla morte per questa partita e sta conservando le forze per la Champion League che si svolgerà sugli stessi schermi elettorali a Giugno, o la seconda: il Sindaco è stato partecipe di quella che dai politici di professione vine a sproposito citata come disfatta.

de Magistris  e il suo staff farebbero bene a preoccuparsi e usare pochi toni trionfalistici per Giugno, la città oggi non lo ha seguito e di brutto, potrebbe essere questo un avviso, da non sottovalutare.

capone 10Questo Blog è spesso stato vicino al primo cittadino, ma sinceramente ci ha colpito un comportamento diciamo quantomeno “distante”  l’assenza di manifesti per la città, come invece è accaduto in Puglia e Basilicata, volantini per la strada che ammettessero che la giunta era per il Si, non ne è abbiamo visti, le stesse tavole rotonde e comizi  cui hanno partecipato i componenti della giunta si contano sulla punta delle dita, i promotori e i fautori del Si sono stati lasciati soli, moralmente e soprattutto economicamente, tutto portato avanti con pochi soldi pervenuti come al solito da quelli che meno hanno ma che moralmente sono attaccati al Paese più di chiunque altro.

Se contiamo le persone anziché le schede scopriamo che c’è un pianeta in una crescita inarrestabile, che saranno in pochi a praticarlo a tempo pieno ma in molti a seguirlo, un campano su 4 è disobbediente al sistema vigente, basta tornare indietro di dieci anni per vedere quanto il movimento sia cresciuto nella nostra terra. Questo voto non è contro Renzi, ma contro Renzi, il suo passato e il suo futuro, questa politica si vede oggi contro un terzo del Paese.

Questa “parte della terra”  sta crescendo, al punto da sfidare in un referendum tutti gli apparati dello Stato, dal Premier all’Assessore dell’ultimo Comune, dal Presidente De Luca che ha fatto della Campania il feudo per Renzi, e presto dovrebbe passare all’incasso  politico., dai grandi giornali alle televisioni pubbliche e private legate al mondo del petrolio.

Ma il lato del bicchiere mezzo pieno è che un movimento che parte dalla val di Susa, per arrivare a Messina, che fa politica e non si accontenta solo di subirla è in cresciuta, ieri un italiano su tre è andato a votare sfidando i diktait di chi si crede di comandare.

Il voto fa capire che, mettondo da parte le divisioni, le antipatie, le gelosie, le minime differenze  si può fare di più ad esempio vincere

Grazie a Ferdinando Kaiser per il corredo fotografico

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