Referendum: Manca ancora il 10%, fare presto

Secondo attendibili sondaggi il referendum contro le trivelle è vicino alla sponda del fiume. Napoli, domenica catena umana

Mancano nove giorni, bisogna convincere ogni giorno il due per cento di italiani indecisi o non aggiornati a recarsi alle urne domenica prossima per avere la ragione.

Il Referendum No Triv è importante per tanti motivi, soprattutto quello strategico.

no triv11Il Governo e i suoi partecipanti, partiti e gruppetti parlamentari hanno tirato fuori i denti del cemento del potere, fosse solo per questo bisognerebbe capire da che parte butta il vento, vincere significa togliere un pezzetto di certezza sulla loro arroganza, sulle loro bugie, sulle loro idee della politica come affare più che come Polis greca.

Bisogna organizzarsi, convincere, mai come in questi giorni ognuno di noi è chiamato ad un grande atto di responsabilità con se stesso e con la propria storia, partecipare a questa vittoria può significare dire un domani “ho partecipato al cambiamento

Un mese fa, secondo Umberto Oreste,  il comitato No Triv stimava la partecipazione alle urne al 15%, in soli trenta giorni si è raggiunto il grande risultato di portare dalla parte giusta il 25% degli elettori, è un grande risultato e non basta, bisogna fare un altro incredibile sforzo, convincere ognuno di noi dieci amici, parenti, o colleghi ad andare a votare, inutile parlare con chi la pensa come noi, una volta tanto siamo costretti ad entrare nel campo avverso, bisogna ragionare, spingerli, farli capire, farli comunque partecipare, che abbiano i coraggio di scrivere No sulla scheda, è importante anche questo, che la partita sia reale. onesta,  e non cominci dal trenta per cento a zero. Sarebbe più giusto che si cancellasse il quorum, sarebbe bello allora ascoltare le loro motivazioni, che partecipino e provino a vincere invece di lucrare tra malati, anziani, strafottenti e qualunquisti.

Parlare al telefono, nelle chat, negli autobus e ovunque, non fare come il Governo che mette la politica nel secchio della spazzatura contando sulla non partecipazione degli elettori, perché si sa, per loro la partecipazione alla decisione della vita del Paese è un fastidioso contrattempo.

Fioriscono ovunque iniziative in tutto il Paese, a Napoli ad esempio domenica si creerà una catena umana, cui pubblichiamo il comunicato.

Andare è segno di civiltà e di speranza, tutti insieme bisogna arrivare a quel 10% che maledettamente manca, non sarebbe bello dire a se stessi “ho vinto?”

no triv12Riceviamo e più che volentieri pubblichiamo

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Il 17 Aprile siamo chiamati a esprimerci sull’estensione o meno delle concessioni delle trivellazioni entro le 12 miglia marine ma, più in generale, anche a esprimerci sul futuro energetico che vogliamo per il nostro paese. Il governo Renzi, contrariamente a quanto afferma nei meeting internazionali, non sta facendo nulla per iniziare un percorso che preveda il progressivo abbandono del petrolio come fonte d’energia. Al contrario il suo modello di sviluppo energetico mette al centro gli idrocarburi e penalizza fonti più sostenibili, tutto questo soltanto per garantire gli interessi di poche multinazionali ai danni di tutte e tutti noi. Ebbene questo modello di sviluppo, che ha generato e genera guerre e devastazioni ambientali,non è più sostenibile né socialmente né ecologicamente.
Il 17 Aprile è una importante occasione per esprimere la nostra volontà di iniziare a cambiare prospettiva energetica e modello di sviluppo, la volontà di chi vuole vivere in pace con gli altri e con l’ambiente. Di quest’importanza simbolica il governo e i petrolieri ne sono ben consapevoli infatti stanno procedendo a un oscuramento mediatico che mai s’era visto nella storia dei referendum in questo paese.
Per questi motivi il 10 Aprile, a una settimana esatta dalla scadenza referendaria, scenderemo in piazza.
Partecipate, diffondete! C’è bisogno di tutte e tutti per vincere questo referendum!

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