Razzismo: oggi è il giorno zero

Manifestazione a Largo Berlinguer, interventi appassionanti e canti e balli, ma la battaglia vive di poche partecipazioni, ma da oggi si cominica a lavorare per un mondo migliore

Guardate bene la foto di copertina, è molto importante perché deve farci capire tante cose, oggi a Napoli, la città dell’accoglienza, si è tenuto un presidio a favore della Sea Watch e di riflesso a tutte le imbarcazioni che portano migranti dal’altra parte del mare

È una foto importante perché da questa immagine deve partire il nostro futuro, impegnarsi a far si che con oggi cominci un cammino che ci si augura non sia lungo, e che porti finalmente tanta gente a ribellarsi ad un potere ormai logoro e fallito, sin dalle sue fondamenta.

Oggi in piazza a manifestare a favore dei migranti eravamo pochi, forse troppo pochi e irrimediabilmente sempre gli stessi, appuntamenti presi come fossimo una famiglia e che ogni tanto ci si incontra.

Eravamo duecento, ad essere buoni 250, cioè l’equivalente di un paio di barconi che in questo momento sono in partenza dalla Libia per approdare sulle nostre spiaggie, a cercare solo la vita, nulla di più, nulla di meno.

Oggi per la nostra “famiglia” deve cominciare un percorso che porta alla civiltà, eravamo impreparati a dover fronteggiare una battaglia simile, noi credevamo che il razzismo fosse stato sconfitto, e così dimostriamo che sono inutili a volte le manifestazioni contro l’olocausto e roba simile, noi non avremmo mai immaginato di dovere riprendere delle battaglie da un sapore così antico che abbiamo letto sui libri di scuola e mai avremmo immaginato di viverli.

Tutti i grandi cambi epocali nascono nel silenzio, così fu per l’abolizione della schiavitù negli USA, in principio erano quattro gatti a manifestare, poi lentamente divennero una fiumana, ai poteri americani stravolti dalla marea umana non restò altra scelta che abolire la schivitù.

Erano pochi in Inghilterra quando William Wiberforce, pastore evangelico e deputato del parlamento cominciò la sua battaglia trentennale per l’abolizione prima della tratta degli schiavi e trent’anni dopo della schiavitù in tutta l’Inghilterra e le sue sterminate province in tutto il mondo.

La prima volta che il deputato inglese organizzo un convegno in una casa privata tra un te e qualche pasticcino erano 14 persone, così cominiciò la sua battaglia che l’ineludibile corso della storia portò all’abolizione del delitto più grande del mondo, trattare gli esseri umani come schiavi, e solo per il diverso colore della pelle.

Ed erano poche decine di persone che negli USA decisero di appoggiare Rosa Parks, afroamericana che si sedette su un autobus togliendo posto a un bianco, Rosa venne arrestata e fuori il carcere di Montogomery in silenzio manifestarono una ventina di persone, eppure da quelle venti persone nacque un movimento che avrebbe scardinato tutte le logiche razziste e aperto una strada nuova per i diritti civili negli Usa, che li avrebbe portati infine ad avere un presidente Afroamericano.

Erano poche e derise le suffragiste, questo il temine giusto, perché suffragette era offensivo e era adatto più a donne di facili costumi che a delle impegnate e militanti della politica, quando   Mary Wollstonecraft cominciò la marcia del voto universale a uomini e   donne. guardate questa foto scattata a Londra, erano meno di dieci!

Mary vinse la sua battaglia portando nelle strade di Londra più di un milione di persone e anche in quel caso la marea popolare sconfisse un regno popolato da maschilisti e prepotenti, nel Paese e nelle abitazioni private.

Così come si sono vinte quelle battaglie si vincerà anche questa, quando leggeremo i libri di storia ci sembrerà incredibile sapere che un Ministro della Repubblica Italiana decide di multare chiunque salvi in mare una vita.

Ma il problema non è Salvini, che come un attore di teatro recita un parte odiosa, da perdente della storia, un nostalgico nel vero senso del fascismo e in particolare di Benito Mussolini, leggetelo ed ascoltatelo bene, prende dal duce il lesico più bieco e retrivo, sulla Ue, “molti nemici molto onore” sulla Tav che si deve fare per forza “volere è potere” perfino nelle parole che bonariamente lancia a quelli che lui chiama “i ragazzi di Casapound “che comunque hanno un alto senso della Patria”  parole che come direbbe Gaber “se ascoltate da uno di onesti sentiimenti avrebbe la gran voglia che gli saltassero i denti”

La manifestazione in se è stata molto bella, tanti a parlare da un microfono accasionale e a tratti gracchiante, con interventi ricchi di passione, poi al termine una danza etinca probabilmente africana, ma con qualche venatura degli estinti indiani, che ha fatto piacere ai pochi presenti.

Il problema è il nostro, di tutti, non è Salvini, ne chi lo ha votato il problema è in noi, la nostra complicità nell’agire con poca convinzione, la paura di crescere e vincere.

Questa fotografia di cui parlavamo deve far crescere la nostra famiglia, impegnarsi perchè tra poco non saremo nelle piazze a difendere la giustizia solo in duecento, ma due milioni di persone che sentono l’odore fetido di chi a qualsiasi titolo lucra sulle spalle di disgraziati che vengono da noi, perché l’occidente ha spremuto e contina a farlo, le loro terre e loro non hanno più nulla.

Dobbiamo crescere, costruire da questa foto la marea popolare che costringerà chi ha il potere e chi no a farsi da parte, a cedere il passo ad un mondo moderno, giusto, senza differenze,e soprattutto senza paure

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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