Raffaele Paura: noi e le carceri. È un mondo che fa schifo!

Un sistema inutile che non serve a nulla, il mondo fa schifo, l’inutilità della privazione della libertà, il lavoro, nero e le bombe sul Giappone. La bellezza? È un fatto di classe!

Leader incontrastato del Centro Storico, l’Anarchico che si ribella occupandosi di diritti civili, la sua opinione, da uno che ha vissuto l’esperienza sul tema delle carceri, un’intervista lunga che si snocciola partendo dalle carceri per arrivare ai grandi temi che gli fanno dire senza giri di parole che il mondo così com’è fa schifo.

Per parlare del problema dei carcerati ho il dovere di fare una premessa…

Noi siamo abituati a discutere delle cose che succedono, mai delle cause, noi meridionali viviamo da sempre una situazione comunque di emergenza. Francamente il Ministro della Sanità mi fa sorridere quando parla di Sanità, lui sorretto da un  centrosinistra che ha provveduto a smantellare tutto il sistema sanitario che precedentemente era universale.

In carcere si vive male, anzi malissimo, le malattie sono curate con antidolorifici e cose che “scemuniscono” .

Diciamo che la soppressione delle visite dei loro cari è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, il problema è la vita carceraria, vivono come macchine, uno addosso all’altro, un bagno comune per dieci, dodici persone, e allora mi chiedo, che cordone sanitario volete mantenere? Vivono respirandosi addosso, i loro carcerieri fanno turni di lavoro, escono ed entrano, finora l’epidemia del Coronavirus non si è ancora affacciato, ma cosa si sta facendo per evitare i contagi? Un Paese che ha fermato tutto, dallo sport alle attività ricreative perfino fare la spesa quotidiana è diventata un rischio, ma i carcerati devono pagare e pertanto nessuno se ne frega, e so bene che il pensiero comune della gente è che – comunque se la sono cercata.-..

Il carcere è una struttura militare e come tale la si può governare solo in due modi, o con la repressione o con farmaci che “scemuniscono” gli stessi per starsene buoni.

Il carcerato vive in una condizione ai limiti della vita, non c’è socialità, non ci sono attività culturali o ricreative, la sessualità è negata, e ora anche le visite dei parenti, che possono portare infezioni, ma allora dove si vuole arrivare? Ma perché non si può misurare la febbre a chi entra come si è fatto per altre situazioni? Dico aeroporti, stazioni ferroviarie, siamo di fronte una situazione estrema.

Per non parlare poi di Poggioreale, dove tutti i detenuti che ci passano lo definiscono un inferno, non ci sono regole, non c’è ricreazione, spazi culturali, c’è solo repressione, ma a che serve la repressione?

Io vivo sognando una società che non abbia bisogno del carcere, anche perché è dimostrato, e Beccaria ne parla, che le punizioni non servono a niente, nell’Ottocento c’erano le fustigazioni in pubblico, poi la tortura, che c’è anche oggi, ma la svolgono di nascosto, prima era ufficiale e a nulla servivano, oggi c’è non solo la privazione della libertà, ma anche la violazione di diritti umani. Ed è negata anche costituzionalmente, il carcerato non ha gli stessi diritti sanciti dal primo articolo della Costituzione, e allora di cosa parliamo?

Probabilmente hanno anche sbagliato nei metodi della rivolta, ma io penso che ribellarsi sia più che giusto, il carcerato al pari di tante altre categorie ha il diritto a ribellarsi, ha il diritto di sognare di scappare da quella situazione, Poi la rivolta, le suppellettili rotte, i roghi e il resto fa tutto parte di un comune percorso, non mi scandalizza e non credo che sia grave, il fatto grave sono le cause che hanno portato a tutto questo. E mi chiedo, quanti sono i morti? Chi sono? Perchè sono morti? Per parlare di carceri bisogna necessariamente parlare di tutta la società, altrimenti il discorso è monco.

Nonostante è un personaggio con cui spesso non mi sono trovato d’accordo mi sono piaciute le parole di Samuele Ciambriello, che con i detenuti ci vive, la sua proposta la trovo intelligente, dare i domiciliari a chi non ha grandi pene, sono la maggioranza della popolazione di oltre sessantamila carcerati, servirebbe almeno a svuotare i padiglioni, è difficile trovare altre soluzioni, io non ne ho, io mi limito ad osservare, non ho ricette nè le voglio avere, mi sento un anarchico e ripeto per me le punizioni non servono a nulla, io sono un sognatore e la società che immagino io è anni luce da quella che viviamo, fatta di tifosi, faccio un esempio, il ragazzo di quindici anni dei quartieri spagnoli, ma io non riesco a stare da nessuna delle due parti, il ragazzo ha sbagliato e anche il carabiniere, ma l’episodio rientra nel crisma di questa società, i Quartieri Spagnoli, nonostante l’attuale Amministrazione grida ai quattro venti che fa per loro un sacco di cose, nella realtà vive nella più totale indifferenza e abbandona, e le tante Associazioni che hanno cercato di fare qualcosa hanno dovuto chiudere perché senza fondi per continuare. Cosa è offerto ai familiari e a quei ragazzi? Nulla, vivono nel Far West, tra capi zona e polizia repressiva, non hanno altra scelta per campare, e non conoscono regole, né civili, né sociali.

Questo Virus è vero che sta violando il nostro territorio, ma è pur vero che non si guarda l’altra parte del problema, si sa che a Napoli il turismo si mantiene sul lavoro nero, qualcuno si sta chiedendo, con la chiusura di bar e ristoranti che fine fanno tutti i ragazzi che ci lavorano e da qualche giorno lo hanno perso? Per inciso, aggiungo, anche mia figlia vive questa condizione.

La nostra è una società divisa per classi, tutto è un problema di classe, anche la bellezza è un fatto di classe, una donna se è ricca può ambire a migliorare il suo aspetto, una povera non può neanche aggiustarsi in dente, ergo, avrà prima o poi una susseguenza di problemi, a cominciare dallo stomaco, questa società così com’è fa schifo, è tutta non da riformare, ma da rifondare, il danaro ormai è la cosa più importante all’ordine del giorno, così come tutto, ad esempio, c’è qualcuno che sta pensando ai senza fissa dimora? Loro forse non sono a rischio virus? Chi ci sta pensando? Nel nostro piccolo noi ci stiamo dando delle regole, e continuiamo le nostre attività di salvaguardia, nonostante per motivi di ordine pubblico, oggi non si può pranzare alla “Taverna a Santa Chiara”, di Nives Monda, che da mesi si occupa di questi che ingiustamente sono considerati ultimi, loro hanno cucinato e noi abbiamo trasferito il pranzo a Santa Fede Liberata, che facciamo li lasciamo digiuni perché c’è il virus?

La democrazia rappresentativa ha fallito tutti le sue prerogative, è inutile se non dannosa, bisogna trovare un altro sistema, io non sono un legislatore, non posso dare nessun suggerimento per il futuro, se non quello di affermare così come stanno le cose, non è una frase fatta, ma questo mondo, così disegnato fa veramente schifo.

Mi fa schifo tutto, anche il cosiddetto Processo di Norimberga, che sarebbe servito per punire, mi spiegate a chi e a che cosa è servito? Ma qualcuno si è mai posto il problema di giudicare chi ha gettato le bombe su Hiroshima e Nagasaki dove in pochi attimi sono morti quasi mezzo milione di civili? Ma le guerre a chi servono? Certo non ai poveri, mai un povero ha tratto benefici da una guerra, mai, è una storia per ricchi e grandi economie. Certo non per aiutare i poveri che tali erano prima e tali restano dopo.

Tornando alle carceri, perché io ho vissuto quella esperienza, e comunque ogni esperienza ti arricchisce, dirò che sarebbe giunto il momento di fare scelte drastiche, a casa quanti più è possibile, ma non per pietismo, ma per necessità, le carceri sono zeppe di immigrati e spacciatori con pene non tanto alte e molti vicino il fine pena, si cominciasse da loro, svuotiamole, così lo Stato darebbe un segnale forte, non acquistando dalla Cina  mascherine o altre stupidaggini simili, e rompere anche tutto il commercio che gira intorno ad un carcerato.

Quando io ho vissuto quella esperienza le carceri erano diverse, c’era una grande solidarietà tra i detenuti, oggi è una guerra tra poveri disgraziati ma la differenza tra le carceri del Nord e del Sud continua ad esserci, profondamente diverse. Ditemi chi cambia dopo un’esperienza vissuta a Poggioreale, ma poi perché dovrebbe cambiare dopo un certo periodo di privazioni come quelle sopra descritte?“. 

Grazie a Ferdinando Kaiser per il corredo fotografico

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