R-ESISTERE PER RI-NASCERE AI TEMPI DEL COVID19 E PER LA LIBERAZIONE

L'esperimento di Piscinola, Integrazione contro disumanizzazione,. la globalità dei linguaggi

“La nascita non è mai sicura come la morte. È questa la ragione per cui nascere non basta. È per rinascere che siamo nati“. Sembra che l’abbia scritta Pablo Neruda. Non ho voglia di verificare. Mi fido questa volta dell’oceano a volte magmatico del web.

In questo tempo di auto-isolamento (o per alcuni quarantena), per contrastare la pandemia da COVID19, tutti noi stiamo vivendo il rischio/opportunità concreto/a o di disumanizzarci ancor di più di quanto ci disumanizza di solito la società mercantile-capitalistica o di attingere alle nostre (a volte sconosciute) risorse umane per reinventare sia il nostro vissuto individuale sia la relazione sociale collettiva.

In tempi di grave crisi è risaputo che la stessa crisi non colpisce in egual modo le persone: chi vive in una villa con verde attorno è sicuramente meglio attrezzato ad affrontarla rispetto a chi – in 4 o 5 per giunta – deve condividere 60-70 metri quadrati senza magari neanche un balconcino; non ne parliamo poi di chi ha perso il lavoro rispetto a chi è relativamente garantito nei suoi diritti sociali e di lavoro.

C’è poi una specifica fascia di persone che sono ancor più drammaticamente colpite dalla situazione di auto-isolamento casalingo e sono quelle persone che vivono in una condizione (di più o meno grave) disabilità psichica, sensoriale e/o fisica.

Chi scrive ha quotidiana relazione (professionale ma soprattutto umana) con queste persone (e con i loro familiari di prossimità o caregiver) e devo purtroppo constatare l’alto rischio di regressione psicofisica che stanno correndo i bambini, i giovani e gli adulti con grave disabilità. Un argine (solo alcune volte efficace) lo costruiscono familiari (ahimè soprattutto solo le mamme…) volenterosi e tenaci, ma se la comunità tutta non supporta questi/e eroi/eroine casalinghi/e, quanto tempo resta ancora per veder evitato il baratro della depressione/regressione (delle persone con disabilità e dei loro familiari e caregiver)?

Qualcosa va assolutamente fatto, dobbiamo reinventare un modo per riannodare i fili della relazione sociale, di quella soprattutto umana, dello sguardo e dell’abbraccio amicale, fra le persone di tutte le età e caratteristiche. Come fare?

Un modo che stiamo da poco sperimentando è il seguente: realizzare progetti artistici collettivi tramite i social networks, ma anche programmare e attuare incontri audiovisivi collettivi tramite le piattaforme audiovisive, che gratuitamente consentono di collegare in contemporanea perfino 100 persone.

Da Piscinola, zona ancora purtroppo “periferita” dell’area nord di Napoli, parte una prima iniziativa, un progetto popolare dal titolo “INTEGRAZIONE contro DISUMANIZZAZIONE.

Nell’Alfabeto dell’Integrazione tutte le lettere sono uniche e preziose”, con il quale un folto gruppo di mamme, nonne, zie, papà, zii, nonni, giovani, bambini, insieme a chi si trova in grave stato di disagio o che ha una condizione di disabilità psicofisica (più o meno grave), lancia messaggi a tutta la popolazione del pianeta Terra per lottare insieme contro la disumanizzazione e per l’Integrazione di tutte le diverse potenzialità umane. Ma non solo: si realizzeranno anche video incontri collettivi (letture di testi, eventi partecipativi, brevi lezioni, …) per riabbracciarci con lo sguardo attraverso le telecamere e i microfoni dei nostri cellulari e pc.

Il progetto è ideato e realizzato, oltre che dal sottoscritto, anche da Giulia Biancardi e Pasquale Biancardi (tutti e tre MusicArTerapeuti, cioè esperti della disciplina denominata “Globalità dei Linguaggi”, la cui ideatrice e caposcuola è la prestigiosa pedagogista Stefania Guerra Lisi) con la collaborazione di Elvira Cervelli, Teresa Ciancio e Anna Di Mauro. Il sostegno è fornito dalla Cooperativa Umanista MAZRA, dall’APS “Centro MaMu – Arte e Cura nella Globalità dei Linguaggi”, dall’Organizzazione di Volontariato “Vulenno Vulà’ Onlus” in qualità di ente capofila della rete di associazioni che stanno attuando il servizio “Agenzie di Cittadinanza” del Comune di Napoli presso la Municipalità 7.

Il primo messaggio è stato lanciato proprio nel giorno di Pasqua: “R-ESISTERE PER RI-NASCERE” (Messaggio001) ed è un messaggio molto attinente sia in riferimento alla festività religiosa, sia in riferimento alla dimensione laica della lotta contro le più o meno gravi difficoltà della vita. Non so fino a che punto il messaggio è stato pensato anche in vista della prossima ricorrenza del 25 aprile: voi che dite?

 

 

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