Capodimonte: l’ingorgo insostenibile

Green Italia: a Capodimonte bisogna scegliere tra farne un parcheggio per auto o un polmone verde per la città

Approfittiamo di questo spazio per promuovere il nostro nuovo evento, CantoLibre presenta Lunedì 24 Giugno nel cortile del Maschio Angioino alle ore 21, lo spettacolo teatrale liberamente ispirato al “Il caso DIciottti” gli inviti si possono richiedere alla Redazioneo alla CGIL.

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Riceviamo e pubblichiamo di: Arch. Enzo Russocomitato tecnico scientifico Green Italia

Il contratto di sviluppo tra Comune, Regione e Governo, destina 90 milioni di euro per il centro storico di Napoli, individuando una serie di opere estremamente significative per il Centro Storico e soprattutto per la Sanità.

Le tipologie degli interventi (seconda uscita del metro della stazione Materdei a servizio della Sanità, sistemi ettometrici di connessione, zona a traffico limitato dei Vergini, riqualificazione dello spazio pubblico di strade e piazze) definiscono un modello urbano in sintonia con l’idea di una città ecosostenibile, in coerenza con la necessità di ridurre le cause e gli effetti dei cambiamenti climatici e in linea con gli obiettivi di molte città europee che perseguono la riduzione del traffico veicolare.

In tale quadro, non si comprende l’esigenza di destinare circa 500.000,00 euro per uno studio di fattibilità per un parcheggio di ben 2000 auto da realizzare nelle cavità di Capodimonte e per nuovi svincoli della tangenziale. La scelta appare in netto contrasto con la visione strategica che lo stesso Patto delinea, infatti, nello stesso tempo si destinano 90 milioni di euro per una rigenerazione urbana sostenibile ma si ipoteca un futuro investimento di circa 80 milioni di euro per la realizzazione di opere in palese contrasto con questa visione, per motivi ambientali, paesaggistici, trasportistici e economici.

Eppure, da una semplice ed onesta analisi preliminare del rapporto costi-benefici, emergerebbe in modo chiaro la “non fattibilità” dell’intervento, con il risultato di risparmiare 500.000,00 euro ed evitare che studi di fattibilità elaborati ad hoc possano “impegnare” l’Amministrazione e la Città per un esborso successivo di decine di milioni di euro. Queste affermazioni sono motivate dalla necessità del rispetto dei vincoli paesaggistici che tutelano gran parte delle aree oggetto di intervento, dalla necessità di un’equilibrata valutazione dei costi di realizzazione e di gestione, dalla necessità del rispetto di una cultura della pianificazione oggi, spesso, sacrificata alle velleità del navigatore di turno.

Nel merito dei vincoli paesaggistici, sarebbe ben strano che da parte della Soprintendenza possa essere rilasciata autorizzazione paesaggistica positiva per un intervento che modifica in modo sostanziale il tracciato storico dello Scudillo e impatta violentemente su un’area agricola che nel PRG di Napoli viene definita “Monumento dell’Agricoltura e del Paesaggio).

Nel merito del rapporto economico tra costi benefici, andrebbe innanzitutto individuato “il finanziatore” degli 80 milioni di euro. Se il parcheggio viene ritenuto di interscambio (ma non lo sarebbe) e quindi con tempi lunghi di sosta (con un turnover massimo di 2 auto al giorno per stallo) non vi sarebbe convenienza economica da parte dei privati nella realizzazione e nella gestione di un’opera complessa (edificio di nove piani all’interno di cave che necessitano di imponenti interventi di consolidamento e di impiantistica).

Se invece l’ipotesi è quella di affidare al Pubblico la realizzazione e la gestione, questa operazione potrebbe configurarsi come spreco di denaro pubblico poiché, nell’analisi delle necessarie alternative, la scelta degli svincoli e del parcheggio sarebbe perdente rispetto ad altre soluzioni di trasporto pubblico inserite nel PRG (funicolare dei due musei) in grado di garantire un più efficace, economico e capillare sistema di trasporto.

Ultimo aspetto, ma non per questo di minore rilevanza, è il fatto che la proposta del parcheggio emerge all’improvviso al di fuori di ogni strumentazione di settore, non avendo l’attuale Amministrazione rinnovato da tempo il Piano Urbano del Traffico e il Piano Urbano Parcheggi, scaduti nel 2006 e nel 2012, e non ancora approvato il PUMS Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, del quale si conoscono le sole linee guida del 2016 senza che sia mai stata avviata la parallela e indispensabile Valutazione Ambientale Strategica. Su questi aspetti va specificato che nel 2013 il precedente Assessore alla Mobilità Anna Donati trasmise all’attuale Assessore al Traffico e al Sindaco De Magistris, l’aggiornamento completo del precedente Piano del Traffico contenente, tra l’altro, specifiche indicazioni per i parcheggi di scambio.

In questo Piano veniva data priorità all’ampliamento dell’attuale parcheggio di Piscinola, nodo intermodale di connessione, attraverso la perimetrale di Melito, tra linea 1, linea MetroCampania NordEst, Asse Mediano, Tangenziale, Autostrade. Sulla base di queste riflessioni e contributi al dibattito in corso, è necessario che da parte ministeriale si congeli l’importo da destinare allo studio di fattibilità per consentire un sereno confronto pubblico per individuare la soluzione migliore per la città.

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