Potere al popolo, il viaggio è cominciato

Senza paure e timori reverenziali presentata stamattina lista e obiettivi al Modernissimo

È una presentazione tra fuochi artificiali quella di Potere al Popolo al Modernissimo stamattina, un cinema che porta fortuna a molti dela politica napoletana, prima di vincere le elezioni de Magistris e i suoi, passarono a battesimo tra le mura di uno dei cinema più popolari di Napoli, nel cuore del Centro storico.

Non è sbagliato affermare che ad occhio e croce saranno passate almeno mille persone, se non tutti elettori, almeno interessati al progetto, il Modernissimo è sempre stato pieno dei suoi 500 posti tra seduti, anche a terra, a questi si devono aggiungere la fiumana di coloro che passavano solo per vedere l’inizio del Viaggio.

Lo spazio antistante il Modernissimo era già gremito di gente sin da almeno mezz’ora prima, mentre al suo interno “i ragazzi” così vengono affettuosamente definiti i promotori di una delle più grandi novità della politica italiana, preparano i tavoli per la raccolta firme e gadgets da vendere a scopo autofinanziamento.

I temi al’interno sono infocati, caldi, appassionati, e la platea è sempre attenta, dal primo agli ultimi degli interventi che hanno sempre avuto il piacere e rispetto (cosa abbastanza insolita) di parlare a uno scenario pieno zeppo.

I vari oratori hanno dibattuto tutti sul “proggetto” e del motivo di questa lista cui c’era bisogno in questo Paese come l’aria.

“Se si parla di cultura di governo, noi siamo quì”, racconta Danilo Risi, “noi abbiamo studiato, abbiamo risolto il problema dell’immondizia, ma non tanto per nostra capacità, ma perchè non erano capaci di farlo gli altri, noi abbiamo passato mesi a studiare e capire come risolvere il problema, che evidentemente tale non era”

Gli oratori e per lo più candidati toccavano i temi cari ad una sinistra rosso antico, ma sempre attesa nel Paese come il Messia a Israele, una sinistra che si occupi della povertà, della terza età, dei giovani, della criminalità, del dire besta al malaffare. Una sinistra che ci sappia e voglia fare, Una sinistra che sappia dare appalti senza abbinarli a mazzette e buste.

All’esterno del cinema come spesso avviene si formano capannelli di persone che dialogano su quanto accade dentro.

Per il Segretario di Rifondazione Comunista a Napoli Gabriele Gesso “Rifondazione è quì, senza se e senza ma, è stata una scelta voluta da tempo che finalmente abbaccia totalmente le Sinistra, e indipendentemente da come andrà a finire noi possiamo dire che il 5 Marzo saremo ancora quì, ad occuparci dei temi, che è nostro dovere seguire e vincere”, Gabriele Gesso parla anche della diaspora che ha colpito per quasi la metà il cammino dell’ultimo partito che come simbolo ha la falce e martello. “non è una diaspora, sono scelte diverse, alcuni passarono con Sinistra Italiana nel suo processo fondativo, poi confluita in quella che altro non è che una lista elettorale e basta. Io chiedo ai compagni che hanno scelto una strada diversa dalla nostra e da quella del Partito, come faranno a coesistere con persone che oggi lanciano alcuni dei nostri stessi slogan, mentre fino ad ieri sono stati complici nel far passare leggi e norme che hanno aumentato il divario tra ricchezze e povertà. Noi dall’esperienza Ingroia abbiamo imparato molte cose, intanto in politica le operazioni aritmetiche non funzionano quasi mai, e poi dietro e avanti la lista Ingroia non c’era nulla, ovvio che finisse non bene”.

“Il progetto che abbiamo battezzato oggi” continua il segretario “ha il significato che finalmente dopo anni di vuoto a sinistra c’è chi pensa a riempire quello spazio, e si sappia, non abbiamo nessuna intenzione di chiudere bottega dopo il voto, noi ci saremo sempre e molto più di prima, riguardo al fatto di aver convinto astensionisti convinti, a cambiare scelta, beh, dirò…questo neanche è vero, alle ultime due ammministrative di Napoli in tanti hanno votato ed eletto l’attuale giunta, e altri aspettavano solo l occasione per cui Parigi valesse una messa, e oggi è questo è il giorno giusto”

Intanto dentro Marcella Raiola emoziona la platea, parla da insegnante, delle difficoltà che la scuola vive abbandonata a se stessa, e alla difficoltà di vivere in un Paese precario in tutto. Francesco Maranta apre una polemica con la Ministra Lorenzin “me se hai tagliato posti e letti come fai poi a lamentarti che nelle corsie degli ospedali ci siano le barelle? Se non è cialtroneria questa qual’é?”

L’ultimo intervento invece è di una candidata che aggiorna su un luttuoso caso di cronaca “mentre venivo nel quartiere Sanità un basso è andato in fiamme, una povera vecchina 80enne e morta carbonizzata per proteggersi dal freddo, viveva male ed è morta peggio, anche per lei e quelle come lei noi ci siamo”

La manifestazione ha termine dopo un paio di ore di dibattiti e applausi convinti, c’è un’aria di festa e coscienze pulite, e larghi sorrisi, il viaggio per la rimozione delle macerie a sinistra è cominciato, è ora che il progetto venga costruito… Auguri

 

Le foto sono di Ferdinando Kaiser

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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