Pompei: fuori la verità!

Un’inchiesta de Il Fatto Quotidiano, tanto per non cambiare, svela i retroscena dell’assemblea sindacale di Pompei. Non fu a sorpresa ma annunciata da giorni

E come spesso accade ci è voluto Il Fatto Quotidiano a svelare i retroscena a dir poco scandalosi sulla giornata che alla storia passserà come lo sciopero selvaggio di Pompei.

La prima cosa che è sembrata strana dal primo momento è che un gruppo di lavoratori è stato virtualmente aggredito da organi di stampa e chiacchiere da bar.

Ma andiamo perr ordine.  Il 23 Luglio scorso alle 9 del mattino ci sono stati circa 2000 turisti accampati da ore fuori i cancelli degli scavi di Pompei, i cancelli restano chiusi perché “a dire” degli organi di stampa  improvvisamente e a sorpresa i dipendenti degli scavi dichiarano di essere in Assemblea.

pompei 3Da tutte le parti si levano alte le grida di sdegno, per il Presidente del Consiglio “è un danno di immagine irreparabile” Ed è vero, in tutto il mondo le immagini della fila di turisti fuori i cancelli fanno il giro.

Nel Paese i dipendenti vengono apostrofati come unici responsabili e affossatori della Repubblica, nessun organo di stampa e nessuna televisione si è chiesto “cosa davvero fosse accaduto” la cosa più semplice era cercare di rispondere a tale domanda e capire come era possibile che improvvisamente tutti i dipendenti mostrassero così scarsamente l’affetto per il proprio lavoro? 

Che tema trattava l’assemblea? E perché convocarla improvvisamenteche a detta di molti aveva tutto il sapore di uno sciopero selvaggio?

Per giorni poche informazioni trapelano nei giorni successivo,  attraverso il racconto e le dichiarazioni degli addetti ai lavori.  Il soprintendente agli scavi di Pompei il  prof. Massimo Osanna si dichiara “sorpreso” e “di essersi sentito pugnalato alle spalle dai suoi collaboratori e lavoratori” e conclude sempre le interviste con l’identica frase, “io non ne sapevo nulla”. 

Invece Il Fatto Quotidiano di oggi

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/28/pompei-assemblea-sindacale-selvaggia-era-autorizzata-da-giorni-soprintendente-stupito-diede-ok-ecco-il-documento/1911737/

narra un’altra verità, e la può narrare semplicemente perché la notizia se le è andata a cercare”. 

Una prima verità che esce è che l’assemblea era stata autorizzata da almeno 2 giorni e probabilmente se ne parlava da settimane.

A rafforzare maggiormente questa realtà è che ai lavoratori riuniti in assemblea è stato anche concesso l’utilizzo dell’auditorium, come dimostrano i documenti controfirmati dal Prof. Massimo Osanna.

Quindi nessuna pugnalata alle spalle, e stupisce che sia il Ministro alla Cultura, quanto il Presidente del Consiglio mai come questa volta abbiano parlato a sproposito.

autorizzazione-assemblea-POMPEI.pdf_page2_image2L’Assemblea è un diritto di tutti i lavoratori, senza distinzione, dal mondo dell’insegnamento a quello dell’industria passando per i beni culturali, ed è anche noto a tutti che i primi ad essere danneggiati da scioperi e assemblee sono proprio il lavoratori, danno verificabile nella busta paga.

A questo punto quindi la verità in merito a quella sciagurata giornata comincia ad essere un’altra; la più importante è che forse il Prof Osanna, il Sovrintendente, non abbia provveduto appena saputo dell’Assemblea e della concessione dell’Auditorium ad inviare un comunicato stampa a tutti, facendo in modo che negli alberghi, b&b e sui siti internet si sapesse l’orario della chiusura dei cancelli.

I rivoltosi di Pompei invece, come è constata dai documenti, avevano avvertito tutti delle loro iniziative, dal sovrintendente ai carabinieri e commissariati di zona, ma soprattutto anche l’Ufficio Stampa della sede degli scavi.  Ora,  delle due l’una: o non se ne sono importati oppure non hanno fatto quel che un normale Ufficio Stampa fa, ovvero divulgare la notizia, che tra l’altro è stata taciuta anche nei giorni successivi.

In realtà, il Prof. Osanna ha fatto di più, ha aperto lo stesso i cancelli ed è stato apprezzato da tutti per essersi assunto questa responsabilità, è stato apprezzato il suo coraggio e il suo alto senso del lavoro e del valore del suo incarico.

Purtroppo, maschinamente, la verità risulta essere altra: la mancanza di coraggio di dire la verità. È purtroppo questo lo hanno fatto in molti

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