Piccola storia ignobile, la fine di Tiziana Cantone

Uccisa dalla barbarie del WEB. Morire di vergogna nel paese di mafiosi, evasori, mazzettari e corrotti

Intervento di Adolfo Ferraro, nostro collaboratore si, ma prima di tutto psichiatra, sulla terribile fine di una ragazza semplice e piena di fiducia verso il mondo

 

Il foulard con cui ha deciso di impiccarsi in una anonimo giorno di settembre del 2016 Tiziana lo aveva comprato tre anni fa , e quando lo aveva acquistato – scegliendolo tra molti altri perché credeva che le donasse al suo viso e al suo fisico da donna non ancora trentenne – non avrebbe mai immaginato che le sarebbe servito per portare a termine la sua vita in uno scantinato di Mugnano , periferia di Napoli.

fioriLa storia la conosciamo tutti : una serie di filmati amatoriali di performance sessuali che la ragazza aveva avuto la dabbenaggine di fare registrare e di inviare ad amici , un po’ per narcisismo e un po’ per sfida , e che – grazie a chi aveva deciso di divulgarle sul web – erano diventati talmente virali da farla riconoscere da tutti e soprattutto da fare diventare tormentone quel “Bravo-oh” che Tiziana aveva sospirato quando si era accorta di essere ripresa durante una fellatio.

Quei video osé sarebbero diventati la dannazione di Tiziana , che mai all’epoca avrebbe immaginato che un momento di intimità resa pubblica l’avrebbe portata a desiderare e a realizzare la sua morte.
Ma – vedi Tiziana – la tua bellezza provinciale e ingenua nella tua sfrontatezza , i tacchi alti su cui camminavi con difficoltà , le gonne da mercatino rionale che scimmiottavano i capi firmati , il parrucchiere una volta a settimana e soprattutto quel tuo sentirti vincente e decisa nell’affermare il tuo essere zoccola e traditrice , non ti è stato perdonato da chi aveva ridicolizzato il tuo piacere e il tuo essere donna , nella tua erronea convinzione di avere gli stessi diritti e le stesse possibilità dei maschi.
Tu non eri maschio , Tiziana , ma solo un oggetto sessuale di chi si sentiva forte nel dimostrare la sua potenza e capacità di umiliare il femminile e tu , ingenua , ti eri prestata a questo gioco , forse perché credevi che essere se stessa poteva essere anche motivo di orgoglio e poi perché avvertivi che la capacità di seduzione ti avrebbe resa accettata e vincente .
L’errore quindi non è stato quello di mandare il video ad amici che hanno tradito la tua intima comunicazione , ma di mostrare in quei video il tuo piacere e il tuo desiderio di essere donna.
E’ questo che non ti è stato perdonato.
Avevi chiesto il diritto all’oblio che , seppur riconosciuto pochi giorni fa da un tribunale campano , non era bastato a ridurre il senso di vergogna e di umiliazione che diventava dentro di te sempre più pesante e ingombrante.

cipressiE anche la tua morte non è servita a modificare il pensiero dei “benpensanti” : i commenti più frequenti sul web sono che te l’eri cercata , che se prendi quella strada a quei risultati arrivi , e che non conoscere i meccanismi virali del web è da imprudenti e superficiali , e sicuramente questo è vero .

Ma non ti hanno perdonato la tua voglia di vivere e il narcisismo ingenuo che ti faceva pensare di essere apprezzata , ammirata e forse desiderata per una sfrontatezza naif che ti sembrava la strada per ottenere una accettazione che invece ti era negata . Il tuo ingenuo delirio è stato immediatamente demolito dalla realtà di una comunicazione sempre più rapida e violenta che impedisce di capire e approfondire , e che porta a conclusioni rapide e violente.

Possiamo solo immaginare il senso di annientamento e di vergogna che hai provato ogni volta che vedevi ripetere il tormentone di “Bravo-oh” nelle varie parodie mediatiche che hanno intasato il web , e delle dinamiche persecutorie che si erano innestate in te dopo la divulgazione di quei video. E il dolore e il senso di annullamento che segue il risveglio da un delirio.

Noi però vorremmo ricordarti come ti abbiamo conosciuto . E non per perverso voyerismo , ma perché rappresentavi pubblicamente e orgogliosamente ( e ingenuamente) il piacere di una donna che si consente di essere tale.
E ti vogliamo bene per questo.

Il foulard con cui Tiziana si è impiccata e i video della sua intimità svelata sono stati gli elementi della fine della sua vita , ma quando aveva deciso di comprarlo e di farsi filmare ancora non lo sapeva

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