Piazza oh cara!

Domani manifestazioni mondiali per un pianeta più giusto, piazze gramite ovunque, la voce del popolo arrivi nei palazzi

Bisogna comprendere una cosa è chiara, la manifestazione che domani sfilerà per le strade della capitale non è contro qualcuno, ma per. Per avere un pianeta più giusto, più equo, più solidale e per allontanare al più presto lo spettro della fine del mondo.

La posta in palio non è solo l’estinzione di alcuni mammiferi, come gli orsi o i lupi, e svariate centinaia di insetti che compongono l’ecosistema, ma tutto il pianeta, con esseri luoghi e il resto di preziosissime cose che lo compongono. E così la piazza, come sempre diventa campo di battaglia per far cambiare idee e percorsi a chi ha in mano le chiavi degli Stati, convinti che in quel fazzoleto di terra che appartiene a tutto il mondo, ci possa fare quello che più gli aggrada.

Non è una lotta di poco conto, e bisogna ammettere che fino a qualche ano fa poco o nulla si sapeva di cambiamenti climatici e ambiente, e quei quatro gatti che se ne occupavano erano visti come folkoristici personaggi in cerca di autore. Oggi la situazione è diversa, il pianeta rischia davvero il punto di non ritorno, secondo esperti di fama mondiale abbiamo solo dodici anni di tempo per non finire improvvisamente.

È giusto manifestare la rabbia e la preoccupazione di un intero sistema che salta, esclusivamente per colpa di qualcuno che invece di avere 100 milioni da parte ne vuole molti di più. La manifestazione si preannuncia epocale, di quelle di altri tempi che hanno costretto i governanti a cambiare la direttrice segnata, così fu per lo statuto dei lavoratori, per finirla col numero chiuso alle università, per difendere diritti Costituzionali che correvano il rischio di essere cancellati, senza la piazza non si sa davvero dove si sarebbe andati a finire.

Una manifestazione che rapresenterà tutte le Regioni che compongono il nostro Paese, e così accadrà anche in altre parti, la manifestazione di domani è mondiale, inamissibile che i governanti non vedano, ascoltino e si mettono al lavoro per quello che sono pagati a fare.

Anche Napoli farà la sua parte, circa venti pulman partiranno da diversi punti della città per portare a Roma giovani e meno giovani, nonni e nipoti, e tra pulman, auto piene, e treni, non ci saranno meno di 2000 napoletani, ed è tanto, in un periodo cui le manifestazioni non raggiungono le poche centinaia di persone, quando tutto va bene. Un giorno solo di idee opinioni, a quanto pare senza bandiere e senza sigle, una decisione apparentemente discutibile, ma dagli organizzatori così è stato voluto, la preoccupazione che qualcuno voglia appropriarsi di questo esercito di pace che si muove, è molto forte.

Le manifestazioni e a volte anche le contestazioni, sono il sale della democrazia e l’unica possibilità di cambiare le cose partendo dal basso, cosa sarebbe oggi il mondo senza proteste e pretese? Allora si che saremmo ancora al medio evo, che i detrattori fanno a gara a nominare perché ci fu un cambiamento climatico che raffreddò il pianeta, ma si sa che a quei tempi, l’unico problema del pianeta non era lo sfruttamento delle risorse e l’emissione del peggio del peggio nell’atmosfera, bensì le eruzioni vulcaniche che per lungo tempo oscuravao il sole, ma i ghiacciai erano sempre li, fermi e granitici e le foreste continuavano ad esistere, oggi per profitto tutto questo sta scomparendo, è il motivo più grande per cui la piazza di Roma si riempirà di noi

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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