Persone- Giovanni Pagano: l’alternativa siamo noi

Contributo alla discussione dell'attivista di Zero81: Non ci sono valide ragioni per votare a maggio. È cambiato molto poco. Il sistema è al collasso. Massa critica

Giovanni Pagano, attivista di Zero81, spiega la sua visione di oggi e come sarà, una riflessione franca e sincera, Giovanni è indubbiamente favorevole a qualsiasi tipo di discussione, l’ha dimostrato anche nell’ultimo forum del 14 novembre che l’ha visto non solo partecipativo, ma anche prezioso nell’organizzazione di un avvenimento che potrebbe gettare le basi per qualcosa di nuovo in città.

Per dovere d’informazione va detto che l’intervista è stata registrata prima dei fatti di Francia, per cui nella sua lunga dichiarazione non c’è un solo rigo a riguardo degli attentati di Parigi.

pagano copPreferisco essere chiamato attivista e non militante, per militante s’intende un’appartenenza a un partito, a un sindacato, l’attivista è invece colui che vive il territorio in prospettiva collettiva, io provo ad avere una tensione attiva. Faccio parte di un’organizzazione che parla a 360 gradi del mondo, che ambisce ad un contesto che abbia normative in cui siano i territori a dire quali sono le priorità e come affrontarle, senza doversi per forza riferire ad alcuna organizzazione ufficiale; noi siamo tutti presenti come persone all’interno di un progetto con altri cittadini e abitanti di quartiere, senza volere avere la presunzione di rappresentare qualcuno, ambiamo ad un municipalismo con storia anarchica di matrice spagnola, o a confederalismo curdo o zapatista. Io mi sento partecipe a un progetto di democrazia diretto e radicale.

I miei compagni ed io non siamo per una democrazia rappresentativa, non per niente si chiama regime-democratico, io sogno di togliere quella parola, regime.

Oggi si delega qualcuno a rappresentarti per 4 o 5 anni, noi crediamo invece che la vera democrazia sia quella che parte dal basso, affrontare tema per tema a secondo delle necessità. Sono contrario allo Stato Nazione, oggi gli Stati hanno sempre meno potere, oggi non decidono i governi, ma la BCE e multinazionali, l’esempio della Grecia ci deve far pensare, nonostante Tspiras abbia avuto la maggioranza degli elettori, non ha avuto la possibilità di fare quel che credeva di voler fare. Oggi i governi non hanno potere, ma certamente contano di più i marchi e le banche che gli Stati, su questo non ci sono dubbi, la realtà è sotto gli occhi di tutti.

Massa Critica è un progetto che così come il processo fisico porta una massa a collassare per poi produrre qualcosa di nuovo, noi vorremmo far emergere le contraddizioni che possano condurre la massa al collasso per far sì che questa poi produca meccanismi nuovi, dal basso.

La crisi è strutturale e Massa Critica è un’occasione per mettere in campo nuovi progetti che possano ristrutturare il sistema creato da questa crisi, che sta riducendo le libertà individuali, i diritti civili, e i salari.

pagano 3Con lo slogan “decide la città”, massa critica si contrappone alla vecchia concezione della politica della rappresentanza: ogni qual volta c’è bisogno di dover decidere è la città che lo fa.

Il Sindaco resta in carica solo 5 anni, invece noi vorremmo arrivare al punto in cui ogni volta che c’è da prendere una decisione su qualche problema lo si fa dal basso, devono essere i cittadini a scegliere.

In massa critica una delle domande che ci stiamo maggiormente ponendo è come si fa attività politica senza diventare un mammut burocratico come oggi è un partito.

Per quanto riguarda la comunicazione noi proviamo a sfondare quel muro per far si che la cosiddetta comunicazione virale o di base intervenga nella comunicazione ufficiale, non è detto che ci riusciremo ma ci proviamo.

Fino a dieci anni fa la padrona assoluta dell’informazione era la televisione, ricordiamo le frasi, l’ho sentito alla televisione, l’ha detto la televisione… oggi per fortuna non è più così, attraverso i social è possibile, soprattutto per i giovani, accedere ad un tipo di informazione più partecipativa, meno pilotata.

pagano 4Uno dei quesiti fondamentali nelle nostre assemblee è come costruire un’organizzazione sociale senza per forza andarsi a misurare con il meccanismo della delega.

La nostra esistenza è tutta sfruttata, utilizzati come pedine continuamente, siamo spinti a consumare, senza contare che dobbiamo sempre pagare, la sanità, i servizi pubblici, l’affitto, l’università, la politica dovrebbe porsi queste domande, perché accadono episodi di violenza? Il problema non è tanto perché accadono, ma cosa spinge alcune persone a praticare la violenza, che comunque la si voglia dire è sempre una pratica che nessuno di noi vorrebbe affrontare. La violenza è negativa, soprattutto quella fatta contro se stessi, penso ai tanti suicidi che avvengono ormai ogni giorno, viviamo un senso di precarietà quotidiana, siamo davvero al collasso, il sistema ha il cancro al cervello e non vuole morire.

Il conflitto fa parte della democrazia. La nostra generazione vive male, soffre molto, ci chiedono di essere sorridenti, buoni, e soprattutto di fare parte di questa società consumando il più possibile, ma come facciamo a consumare se non abbiamo risorse per farlo? Cercano di farci sentire poveri e inutili, non ci riescono, anche per questo i ragazzi si avvicinano a noi, facciamo tante attività, da quelle culturali a quelle finemente sociali, abbiamo il concetto dell’idea di essere utili soprattutto agli altri, si avvicinano a noi perché si è davvero una persona, utile e necessaria per tutti.

Per terminare il discorso sulla violenza vorrei dire che al di là di tutto se proprio devo scegliere dico che è meglio tirare un sampietrino contro una vetrina, che suicidarsi perché senti che non hai più domani; la vetrina si ripara, la vita non torna.

I danni che questa generazione sta sopportando, chi li pagherà? Chi restituirà gli anni di sofferenza passati perdendo tutto?

Delle elezioni che si terranno a Napoli, ebbene personalmente sono sempre stato astensionista, ma la mia scelta non è di etichetta, ma semplicemente perché non credo a questo tipo di rappresentazione per delega, il Sindaco e tutte le altre cariche hanno un tempo limitato nella loro durata, i problemi di una città o di una nazione non durano il tempo di una legislatura.

pagano6Non vedo quale dovrebbe essere il motivo che a Maggio potrebbe portarmi alle urne, certamente le passate elezioni facemmo un documento che andava contro sia Morcone che Lettieri, su de Magistris lasciammo il giudizio sospeso, i primi tempi non ci hanno soddisfatto, ma dopo che la legge Severino l’ha costretto ad andare per strada devo ammettere che è cambiato molto, oggi possiamo dire che alcune aperture o scelte del Sindaco hanno suscitato in noi qualche interesse: è un Sindaco antifascista che non ha mai parlato con gruppi fascisti folkloristici alla Casa Pound, non ha effettuato né sgomberi, né licenziamenti nella macchina comunale, sicuramente ha le mani pulite, ci piace il comportamento che ha assunto su Bagnoli e sull’acqua, ma è figlio della delega, e a noi è proprio l’istituto della delega che non piace.

Comunque, restano irrisolte le questioni legate al terzo settore e la questioneGESCO che ha in mano settori importanti e strategici in grado di direzionare le politiche.

Io credo che il nostro sia un Paese da rifondare dalle fondamenta, ad esempio il meccanismo dell’astensione, è sbagliato che i non voti vadano lo stesso a persone che poi si trovano a governare su un elettorato di circa la metà dell’intero corpo elettorale, non è giusto, io non voto ma qualcuno comunque mi rappresenta, chi dovrebbe curare questi guasti? I parlamentari? E immaginate che loro votino una legge che li limita nei loro tornaconto? Non scherziamo! Per loro la politica è una professione, io non la penso così.

Se siamo arrivati alla situazione attuale è dovuta proprio al centro sinistra, questa crisi è cominciata negli anni 80 quando il PCI e la DC inventarono i governi di solidarietà o di coalizioni tra partiti che in origine avrebbero dovuto avere pensieri diversi sul come governare il Paese. Per i candidati l’importante è che voti anche il due per cento degli elettori e ricevere una delega, mica cosa fare di quella delega.

Dal centro sinistra è nato tutto il peggio che ci porta oggi a essere un Paese in difficoltà. Renzi è solo la chiusura di un cerchio che è cominciato da Treu in poi.

Chi ha smantellato lo statuto e i diritti dei lavoratori? Chi ha cancellato l’articolo 18? Chi ha stanziato fondi per finte missioni di pace? Con quelle risorse economiche si sarebbero potute fare tantissime cose, chi ha causato tutto questo? I governi di centro sinistra!

La Sinistra italiana oggi qual è? Hanno sponsorizzato e finanziato guerre, credo che sia giunto il momento di ribaltare il senso della parola sinistra.

pagano 7A riguardo di Fassina che dire? noi nella nostra idea abbiamo la voglia di costruire qualcosa di nuovo, di utile, siamo del parere che è un cantiere aperto a tutti, chiunque può prendervi parte, dare il suo contributo da qualunque storia provenga, però senza pensare di potere avere nelle mani la nostra rappresentanza.  Non si può avere fatto sfaceli fin l’altro ieri e oggi proporsi come leader del cambiamento, è un’azione dal sapore comico, purtroppo.

Noi del Laboratorio Occupato Zero81 non siamo solo un luogo ove c’incontriamo, noi abbiamo una rete di centri sociali, di case occupate, ovunque c’è un’emergenza conclamata arriviamo noi, siamo molto diversi dai nostri fratelli maggiori degli anni 90.

I servizi di Zero81 vanno dallo sportello medico il martedì e il giovedì, allo sportello di assistenza ai precari il lununedì, martedì e venerdì giorno in cui è aperto anche lo sportello legale. Il martedì e venerdì dalle 16.30 alle 18.30 c’è invece il doposcuola per i bambini del quartiere

Vorrei una città ove i cittadini non abbiano paura, non è più sopportabile questa guerra tra poveri, non ci piace l’uso della forza contro gli ambulanti, contro chi non ha tetto, contro chi si ribella per necessità perché è l’ultima arma rimasta prima del suicidio.

Il mondo deve essere bello, per migliorarlo c’è solo da augurarsi la fine del capitalismo e tutti i guasti che ha causato.

 

Per tutte le altre attività si può visitare la pagina fb di Zero81 il cui link è https://www.facebook.com/Zer081/  o il sito http://www.zer081.org/

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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