PERCHE’ RISCHIARE DI ANNEGARE?

I loro Paesi sono e continuano ad essere depredati, e l’unica cosa che viene offerta ad un giovane è il nulla. non resta che scappare e rischiare di annegare

Riceviamo e pubblichiamo di:  Marco Sbandi, Casablanca, luglio 2019

Centinaia di giovani donne e uomini, e anche bambini, annegano ogni anno nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere le coste europee, partendo dal Marocco. Perché questo tentativo frenetico, questo partire ad ogni costo, da parte di marocchine/i e da africani occidentali ?

I motivi sono tanti: nel nord del Marocco, nella regione del Rif, il reddito dipende dalla pesca, dalle miniere abbandonate, dai salari nelle industrie, e infine dal commercio di droghe leggere per bilanciare la magra rendita agricola.

La pesca rende sempre meno a causa della concorrenza delle flotte europee, statunitensi, cinesi e giapponesi, attrezzate spesso in modo industriale.

Le miniere di carbone sono abbandonate da anni, ma continuano a causare morti perché minatori improvvisati, spesso giovani, si avventurano nei cunicoli con la speranza di recuperare qualche chilo (o anche meno) di minerale da rivendere.

L’agricoltura, a causa degli accordi commerciali internazionali, rende sempre meno in quanto il prezzo vincente è quello dei proprietari di latifondi con meccanizzazione spinta (soprattutto statunitensi) e il costo del lavoro sui terrazzamenti e di terreni semi-aridi diventa troppo alto sul mercato. Nelle fabbriche aperte nelle zone speciali (Tanger) prevalgono spesso i contratti verbali

Che espongono i lavoratori alle truffe imprenditoriali sul salario, la pensione, gli incidenti sul lavoro e le malattie professionali (difficilmente riconosciute dalla assistenza sanitaria). Operaie e operai a costi minimi e orari di lavoro massacranti, sono parte del regalo che i governanti fanno ai capitalisti stranieri per spingerli a stabilirsi sul territorio marocchino.

L’altra parte del regalo è costituita da esenzioni fiscali, decennali.

Infine per chi riesce a trovare i mezzi economici per studiare c’è molto spesso la disoccupazione perché alle imprese conviene assumere analfabeti più che laureate o laureati.

Se questa è la situazione nel Rif, nelle regioni del Medio, Alto e Anti Atlante le cose non cambiano troppo.

Tra le cime dell’Atlante o sulle pendici, l’unica possibilità di lavoro è nella agricoltura, ma le terre sono sempre più ambite da gruppi agro-industriali che riescono a premere per l’espulsione delle coltivatrici tradizionali locali. Se l’agricoltura non rende perché delle grandi imprese dovrebbero interessarsi ai terreni agricoli? Perché anche in questo caso i gruppi stranieri si impiantano in condizioni finanziarie di favore :acqua a costo ridotto, terreni a costo ridotto, colture destinate alla esportazione e finalizzate ad obiettivi estranei al Paese e alla auto sufficienza alimentare, facilitazioni burocratiche, etc. In Marocco è in atto una contro-riforma agraria che sta destinando per legge terre“collettive” (e lavorate tradizionalmente da donne di generazione in generazione) ad imprenditori che dichiarino di volerle farle rendere, anche se del tutto estranei alla Regione. Si tratta delle terre“soulaliyates”, concesse dalla monarchia lo scorso secolo a comunità montane in cambio del sostegno contro famiglie rivali, e oggi nel mirino di grandi aziende.

Se ciò non bastasse, non bisogna dimenticare che esistono ancora le bidonvilles, quartieri di capanne in lamiera che sorgono a macchia di leopardo tra le distese dei quartieri di cemento. La propaganda ufficiale dice che le bidonvilles sono in via di eliminazione e che agli abitanti viene assegnato un alloggio, ma non dice che mentre le bidonvilles erano al centro della città o in riva al mare,  gli alloggi destinati in alveari di cemento sono spesso in periferie vicine alle discariche ufficiali e non e dunque non meno insalubri degli originari.

Inoltre se lo Stato fornisce gli allacci (acqua, luce, etc) alle imprese immobiliari che sfrutteranno i terreni delle bidonvilles perché non offriergli stessi allacci e una ristrutturazione degli alloggi agli abitanti delle bidonvilles ?

Infine va sottolineato un dato burocratico: oggi avere un visto è pressocché impossibile se non si ha un parente europeo. Ovvero i  ricongiungimenti sono ostacolati e bisogna dimostrare di avere tanti soldi che un pensionato sociale italiano non percepisce in tutto l’anno.

Allora emigrare per una giovane o un giovane marocchino è una avventura che deve cambiare la vita finché si ha l’energia per rischiare e ricominciare, come una lotteria che rassomiglia ad una roulette russa, che può portare ad un relativo benessere o alla morte in mare.

Se restano in Marocco le strade possibili sono fare il soldato, l’imam o il delinquente.

Se qualcuno a sinistra ha ancora dubbi sulle biografie delle e dei migranti, la storia tragica di Hanane, giovane avvocato fucilata su una barca da un giovane della Marina Marocchina, è significativa: figlia di ragazza-madre operaia tessile… !!!!

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