Per salvare l’Europa occorre una missione impossibile: Unire la Sinistra

Il passo falso di Podemos non intacca la necessità di costruire una nuova sinistra europea con un profilo nettamente “anti sistema”

PODEMOS UNIDOS -,una sinistra, forte e unita che sappia dire NO all’austerità e convincere che occorre ricominciare ad indebitarsi e spingere keynesianamente e decisamente sulla crescita.

«La patria eres tú»,  questa la parola d’ordine utilizzata da Paolo Iglesias durante la campagna elettorale. «La patria sei tu», lo sappiamo, un concetto tabù per la  Sinistra, ma che il leader di PODEMOS ha sfidato con coraggio pur di allargare i confini elettorali del suo movimento, anche se  non è bastato ad evitare il risultato deludente.

Bocciato dall’elettorato spagnolo il coraggioso tentativo di evitare alla Spagna “ingegneristiche” coalizioni come quelle create in Grecia o in Italia, pur di fare muro contro ogni tentativo di governi alternativi a quelli dell’austerity.

pod2Il risultato ha diviso le opinioni e gli osservatori politici, tra coloro che pensano che abbia pesato la poco digerita alleanza con Izquierda Unida, o la vicinanza di Pablo IGLESIAS al “traditore” Tzipras, o/e le ormai evidenti scintille tra le correnti interne a PODEMOS, quelle tra pablistas ed errejonistas.

I primi vicini ad Iglesias, e che in molti definiscono come l’ala “populista” e “immagine” del movimento, ed i secondi invece vicini al numero due del partito VIOLA,  Inigo Errejón, l’anima intellettuale di PODEMOS.
Altri invece sostengono che il risultato rispecchi la volontà del popolo “bue e semianalfabeta”, che in assenza di un’alternativa chiara e netta, tra il populismo di destra e di sinistra tende a rifugiarsi nella conservazione, fino a gettarsi nelle braccia dei propri aguzzini. Il risultato spagnolo e per certi versi anche quello della BREXIT,provano la riuscita di una sola “internazionalizzazione” oggi in Europa, quella delle classi borghesi dominanti, mentre quella dei proletari di marxista memoria, stenta ancora a materializzarsi.Tanti sono i fattori, ma i principali sono da ricercarsi sicuramente nello smarrimento del senso di una lotta di classe e prima ancora della presa di coscienza di “classe” da parte dei“nuovi” proletari. Una classe lavoratrice dilaniata da divisioni continue e sistematiche,lasciati soli dalla moderazione di un Sindacato che non ha saputo offrire loro nessuna prospettiva di lotta in difesa di legittimi diritti, a lungo minacciati e poi cancellati. Una sinistra che in Italia soprattutto, vive una grande difficoltà,a cominciare dall’incapacità di ritrovare una connessione sentimentale con il proprio popolo, smarrita e priva di risposte adeguate, fino a lasciare alla destra più populista, anche lotte come quella alla legge Fornero, ma  generalmente chiudendo gli occhi davanti a disparità sociali sempre più somiglianti a quelle tra Patrizi e Plebei.

pod4Da un lato la massa degli impoveriti, i depredati dei risparmi di una vita, la classe lavoratrice sguarnita di qualunque diritto e dignità dai Job ACTS, i giovani che stentano ad intravedere spiragli per i loro progetti di vita in assenza di un futuro certo, tutti sembrano inesorabilmente condannati ad una miseria che appare sempre più inarrestabile. Dall’altro invece, il blocco delle elitè dominanti, consolidate dalla TROJKA e da tutta la pletora di maggiordomi politici, lacchè ed affini che a catena popolano i Parlamenti nazionali,trasformati in maxi uffici di protocollo della TROJKA, fedeli esecutori di interessi di lobbies, multinazionali e potentati economici-finanziari, e che addirittura stanno ridisegnando le nostre Costituzioni piegandole ai loro interessi.
In questo quadro, il senso di impotenza determinato dal non riuscire ad incidere e determinare un cambio di rotta delle politiche di austerity, la contemporanea perdita di sovranità nazionale, rende ulteriormente più difficile una lotta proficua a quelle disparità sociali che stanno strangolando unicamente le classi lavoratrici, i giovani ed i pensionati, con l’effetto indesiderato di riaccendere nazionalismi, percepiti dai popoli come unica possibilità rimasta per recuperare potere contrattuale eri-motivare una lotta di classe, ovviamente con tutti i rischi di effetti collaterali ed indesiderati che i nazionalismi portano, come la  xnefobia e le lotte tra poveri.
pod1Un grande intellettuale di Sinistra come il regista Ken Loach, in una recentissima intervista ha dichiarato che “L’UE è un progetto neo-liberista, una spinta verso le privatizzazioni e la deregolamentazione delle garanzie per i lavoratori, ma se lasciamo l’UE, sappiamo che i singoli governi si muoveranno sempre più verso l’estrema destra… mettendo sempre più gli interessi delle grandi imprese in primo piano. Insomma, credo che a conti fatti si combatta meglio dal di dentro, soprattutto se facciamo alleanze con altri movimenti di sinistra europei.”

Forse è bene ricordare soprattutto ai più giovani, che l’Italia non è piombata in questa situazione solo per effetti derivanti dalla crisi iniziata nel 2008, ma il processo disgregativo del tessuto democratico è partito da molto più lontano,incentrato sulla realizzazione del progetto pduista, il “Piano di rinascita Democratica. Decenni di progressiva restrizione degli spazi di condivisione democratica dei processi decisionali, nei parlamenti come nelle strutture intermedie, nei Sindacati come nei luoghi di lavoro. Anni scanditi dagli OSANNA ai sistemi elettorali maggioritari, mai contrastati, e che hanno permesso l’indebolimento di identità politiche e culturali popolari, in favore di una semplificazione politica offerta come sacrificio sull’altare della governabilità,fino a completare il disegno che Nietzsche  definì “La scemenza Parlamentare”: La necessità della dissoluzione delle sovranità nazionali e della costruzione di una sola, grande unica volontà, attuata anche mediante una politica di marionette (1886).

Nuove forme di dittature soft che hanno agevolato la gestione di una crisi epocale del Capitalismo a colpi di austerity, senza trovare alcun ostacolo, tranne rarissime eccezioni come le esperienze di città come la Napoli del Sindaco  De Magistris, dove si stanno sperimentando forme di governo autogestito ed azioni politiche di contrasto ai tentativi di scempi diinteri pezzi di territori nella città come per Bagnoli.

pod5Un disegno autoritario che in Italia potrebbe essere ulteriormente rinforzato  con l’approvazione delle riforme costituzionali J.P. Morgan-Renzi,previste ad Ottobre. In caso di  vittoria del  “SI”assisteremmo a vari fenomeni che destano non poche preoccupazioni, come il nuovo Federalismo previsto da RENZI, che accentuerebbe il carattere centralista del Governo, mettendo a sistema quello che oggi avviene con il Decreto “SBLOCCAITALIA”. L’ulteriore restringimento degli spazi democratici tramite lo svilimento del ruolo, del significato e per la composizione del futuro Senato, una legge elettorale che garantirebbe al Presidente del Consiglio una maggioranza granitica.Passeremmo di fatto, da una Repubblica parlamentare ad un Premierato surrettizio,esponendoci a pericolose derive autoritarie future.Il tutto magari suggellato da una sofisticata ciliegina sulla torta, come il ritrovarci un Luigi Di Maio Premier,pronto a governare la “normalizzazione” dell’Italia, con il valore aggiunto di apparire perfino un atto RIVOLUZIONARIO!

Umberto Laperuta

LabManager Dipartimento di Biologia della Federico II. Presidente ODV "Noi&Piscinola", compagni di viaggio del Teatro Area Nord. Tutta la mia passione a sostegno del TAN, terzo teatro comunale di Napoli, unico centro culturale in tutta l'Area Nord della città. Aspettando i tempi della politica, intendiamo contribuire ad unire la città ed i suoi quartieri attraverso la promozione culturale ed artistica, pur consapevoli che: "Ad ogni problema complesso corrisponde una soluzione semplice..... ma è quasi sempre quella sbagliata!!
No commento

Lascia risposta

*

*