Per la difesa del diritto alla salute dei cittadini

Per la salvaguardia dei diritti dei lavoratori della sanità pubblica e privata

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

di Pietro Oliva, Sinistra Anticapitalista

Che la sanità pubblica in questo paese è stata completamente ridimensionata, riducendola nel suo ruolo originario solidaristico ed universalistico, lo affermano inesorabilmente i dati statistici. Si è passati dal diritto alla salute per tutti, al diritto solo per alcuni, secondo il reddito e le possibilità economiche.

sanita_soldiCito qualche dato: nel 2015 il sistema sanitario nazionale (SSN) è stato finanziato per circa 109 miliardi di euro rispetto ad un fabbisogno di 111 miliardi. Il disavanzo di 2 miliardi È stato compensato dalle regioni con l’aumento di tasse locali, aliquote fiscali, ticket sulle prestazioni. Circa 12 regioni su 20, per evitare il commissariamento hanno agito seguendo questo percorso. Ma il disavanzo sanitario ha inciso anche sul calo delle spese per il personale riducendolo, sulla farmaceutica convenzionata e sui medici di famiglia; non è un caso che 11 milioni di italiani rinunciano a curarsi.

Rispetto a questo scenario, il governo Renzi nel DEF prevede che nel 2017, su un fabbisogno di 115 miliardi, ne finanzi solo 113. Questo ennesimo e grave taglio lineare sarà scaricato sulle regioni soprattutto su quelle 12 che già sono fuori dal SSN. Ma, udite! udite! Renzi prevede che solo dal 2025 usciremo dal definanziamento e la sanità potrà ritornare a crescere.L’operazione chirurgica è riuscita, ma il malato è morto“. E’ il caso di dirlo.

Finalmente una buona notizia. La Lorenzin, ministra della sanità ha dichiarato in modo entusiasta che ci sono i nuovi LEA. I LEA sono le prestazioni garantite dal SSN a titolo gratuito, oppure con i ticket. In Campania, dove il commissario è ancora impegnato dal rientro del debito accumulatosi negli anni precedenti, è lecito pensare che il debito pregresso risulterà essere un macigno per la qualità dei LEA che saranno raggiunti in Campania. Se a ciò sommiamo il taglio lineare sopra citato ed il turnover bloccato da dieci anni, il quadro risulterà essere ancora più desolante e preoccupante.

La Campania è una di quelle regioni dove la sanità è stata ceduta quasi completamente ai privati.

Il 30% dei posti letto è privato, (in Lombardia, conosciuta come regione dove il privato primeggia, è il 28%); inoltre riabilitazione, case di cura, radiologia, laboratori di analisi, diagnostica in Campania sono prestazioni prevalentemente a carico dell’ospedalità privata, la quale assorbe il 17% del fondo regionale sanitario, circa 1,5 miliardi. Il settore privato minaccia 2000 licenziamenti per la mancata firma dei contratti con la regione, e, se ciò dovesse avvenire, oltre ai licenziamenti, si passerà all’assistenza indiretta con prestazioni totalmente a pagamento.

Sinistra Anticapitalista chiede con forza: logo_print

  • la centralità della sanità pubblica,
  • la fine dei tagli lineari voluti dal governo Renzi,
  • la fine dell’esperienza commissariale per un ritorno della gestione ordinaria,
  • il ridimensionamento del privato con un accreditamento solo per coloro che offrono prestazioni di qualità, che realmente sono in grado di competere con il pubblico,
  • il ritiro dei licenziamenti, il rispetto dei contratti e dei diritti dei lavoratori del settore privato,
  • lo sblocco del turnover nel settore pubblico.
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