NULLADIESINEDIE: Ina Ripari al We Space di Willy Santangelo

GENEROSA, RIBELLE, RIVOLUZIONARIA, E IN PIU' FIMMINA DEL SUD

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Riky Brown

Da decenni oramai viviamo e stentiamo nell’era e nell’universo delle cose, delle merci, del consumo. La reificazione ha invaso l’intero nostro orizzonte esistenziale, come anche quello dell’arte. Ed è per questo che molti artisti, al termine del loro percorso, come ultima fase evolutiva, abbandonano i loro strumenti materiali (pennelli, scalpelli, colori, tele, pietre e quant’altro) e rendono la loro arte quasi impalpabile, coincidente con quanto non è mercificabile né consumabile: con loro stessi, il loro corpo, i loro gesti meditati e compiuti in maniera ultima e irripetibile, intervenendo sullo spazio e sul tempo.

E quando sei artista, donna e meridionale, in una società come quella italiana, spesso indifferente all’arte, maschilista e nord-centrica, allora i tuoi gesti devono essere anche più pregnanti, carichi di significato.

È partendo da questi impegnativi presupposti che la palermitana Ina Ripari, il 15, 16 e 17 aprile terrà alla Galleria We Space di Willy Santangelo (in Vico del Vasto a Chiaia 52 a Napoli) NULLADIESINEDIE, un evento a cura di Rita Alessandra Fusco articolato in varie performance collegate tra loro, in un discorso semplice e complicato insieme.

Le performance previste per l’evento saranno:

 

15 aprile – EVADUEPUNTOZERO;

16 aprile – TracimAzione con Carla Merone;

17 aprile – Segni.

 

Ina Ripari da anni fa poesia visiva, realizza libri d’artista, mail art, collage. Esplorando il significato dell’essere umano, della sua vita su questa terra, declinandolo secondo le risonanze femminili, Ina Ripari ricerca e individua principi etici che ristabiliscano la nostra umanità ed è sempre agita dall’impellenza di comunicare all’esterno questi principi faticosamente (e precariamente) individuati perché l’arte è anche – e soprattutto – comunicazione. Se poi sei Donna, del Sud – e nei suoi gesti, spesso il sud si trasfigura e quasi non è più un luogo geografico bensì uno stato d’animo – allora l’urgenza è più forte.

Le performance di Ina Ripari ci ricordano chi siamo, in che direzione vogliamo andare, ci ripetono che è vietato fermarsi perché tutto scorre e palpita. Tutto “È”.

 

 

 

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