PARLIAMO DI BANCHE, ANZI NO, DI BANCARI

Taglio delle filiali e dei dipendenti; 40000 sono i lavoratori delle banche mandati a casa

Scritto da Marcantonio Russo, Sinistra Anticapitalista

Il tema delle banche ricorre spesso nei telegiornali e le notizie più comuni riguardano le crisi del settore, caratterizzato da imbrogli colossali sui quali indaga la magistratura, inefficienza dei controlli da parte della Banca d’Italia, taglio delle filiali e dei dipendenti; 40000 sono i lavoratori delle banche mandati a casa.

Partiamo da un assunto: in questa società le banche sono essenziali per qualsiasi impresa, economica o non. Un tracollo o crisi di una non è una “semplice” crisi di un’azienda più o meno grande, ma ha gravi ripercussioni sulle finanze e attività  di privati o imprese. L’ultimo episodio relativo alla Banca Popolare di Bari, sembra mostrare la disinvoltura con la quale si decide del futuro di risparmiatori ed imprese: l’Amministratore Delegato è  Vincenzo de Bustis, tempo fa a capo Banca del Salento  che trasformò in Banca 121, con vendita di prodotti finanziari “incerti”, per i quali ne uscì indenne; la banca fu venduta a Montepaschi, sembra ad un prezzo sopravvalutato, comunque de Bustis ne uscì indenne e fu  accolto con grandi onori in MPS, poi passò a Deutsche Bank  e per un po’ con una finanziaria straniera per poi tornare alla sua vocazione pugliese e alle sue amicizie politiche locali e nazionali con Popolare di Bari. Si aspettano sviluppi. Qualcuno ha ravvisato riferimenti al passato, mai passato del tutto, dei legami ambiente bancario-finanziario, servizi deviati, massoneria, stragi impunite.

Altra notizia del giorno la ristrutturazione di Unicredit con la chiusura di 450 sportelli e 6000 dipendenti in Italia: una strage di posti di lavoro in una situazione di azionariato in ascesa: cioè tagliare posti di lavoro fa crescere il valore delle azioni e gli azionisti valgono per la banca molto più di clienti e dipendenti.

Ma i dipendenti delle banche come se la cavano, sono sempre quei lavoratori privilegiati invidiati da tutti gli altri? Per anni sono stati realmente una categoria di privilegiati, soprattutto nelle aziende maggiori: contrattazione di 2° livello che migliorava notevolmente un contratto nazionale già ottimo, sul piano normativo previdenziale ed economico, alta rappresentatività sindacale che li garantiva nei confronti delle direzioni; comunque già passando alle banche locali ciò cambiava parecchio, discriminazione di genere in primis. Ora, in tempo di crisi, tutto ciò è cambiato, sia per “sanare” aziende dichiarate in crisi, o, semplicemente, per garantire un livello di profitto elevato in una economia globale in crisi. Oltre a sacrifici economici ad esclusivo carico dei dipendenti (i manager hanno contratto ad personam, con premi di ingaggio e di buonuscita astronomici a prescindere del loro operato, benefit personali invariati) c’è una incertezza non solo della permanenza al lavoro, prepensionamenti più o meno onerosi, ma tutto il modo di lavorare è cambiato.

In atmosfera greve si è spinti all’individualismo e alla competitività fra colleghi, col lavoro sempre più personalizzato e responsabilizzazione fuori luogo del dipendente. È tutto improntato alla vendita, anche di prodotti di dubbia qualità se non sconfinanti nella truffa, con oppressione da parte dei superiori per tendere a budget irraggiungibili. In questo settore si manifesta il cosidetto stress lavoro correlato: senso di inadeguatezza del lavoratore rispetto alle aspettative dell’azienda; ci si colpevolizza per ciò che non si riesce a fare. Si spazia da semplice disturbo psicologico a patologie psichiatriche, somatizzazione del disagio, genericamente definito, depressione. È in aumento il consumo di psicofarmaci e ricorso a terapie del caso. Generosamente le banche danno a sempre più dipendenti cellulari e portatili (progetto di una banca dotare ogni lavoratore di cellulare aziendale), con i quali sono raggiunti tramite SMS, WhatsApp, collegamenti skype, e redarguiti se li spengono dopo l’orario di lavoro. Riunioni di lavoro nelle quali vengono strigliati e derisi alla presenza del gruppo per la loro incapacità, sempre dopo aver finito il turno lavorativo. Ufficialmente il lavoro straordinario è azzerato, invece è solamente non retribuito, i dipendenti si trattengono al lavoro con una volontarietà “indotta” senza registrare le ore straordinarie.

Transfering online. gesture of finger pressing Bank Transfer button on a computer keyboard

Il lavoro è sempre presente nella mente del bancario, tant’è che, già previsto nel contratto vigente, “il diritto alla disconnessione” è maggiormente considerato nella bozza del nuovo CCNL. Si registra un costante calo degli iscritti al sindacato; a fronte della diminuzione dipendenti, anziani e sindacalizzati, i pochi nuovi giovani, figli di questi tempi, individualisti ed  incolti politicamente, se anche si iscrivono al sindacato, lo fanno solo per fruire dei servizi offerti, rifiutando coinvolgimento personale nell’attività sindacale.

Queste note estremamente sintetiche e forse omissive naturalmente sono generiche; come in ogni comunità ci sono punte di eccellenza per coerenza e rispetto dei colleghi ma anche punte di perfidia; ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare.

Marcantonio Russo, Sinistra Anticapitalista

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