Padre Alex  Zanotelli: che l’acqua non sia il nuovo petrolio

A me interessa l’acqua, il resto sono chiacchiere. Non cerco poltrone, non rispondo al veleno che ho dovuto ingerire. De Magistris? Mi ha deluso!

Il contributo di Padre Alex Zanotelli è stato raccolto venerdì 30 settembre.

In quei giorni in città il dibattito sull’acqua più che tale sembrava una rissa scatenatasi in un mercatino rionale, tra polli e ortaggi.

Abbiamo preferito non gettare questo documento nel vespaio di parole, parolacce accuse, a tratti anche tirando fuori aspetti personali. Era un clima che non ci piaceva e che non volevamo partecipare.

Pertanto, abbiamo deciso di comune accordo in redazione e nella Onlus “CantoLibre” di non gettare nel mezzo della disputa un’opinione autorevole come quella del reverendo Alex Zanotelli, che probabilmente avrebbe acuito ancor oltre il veleno versato. Oggi il clima ci sembra più tranquillo, pertanto affidiamo a chi di dovere questa bella riflessione, (come al solito non interrotta alle domande),  augurandoci che ne faccia buon uso.

lLa redazione di Cantolibre.

 

È successo quello che non doveva accadere.

Un Sindaco che per la prima volta in Italia, ha rispettato e applicato il volere popolare espresso in un referendum, che ha portato l’ABC in azienda speciale,  allora, questo Sindaco che ha fatto approvare in Consiglio Comunale uno statuto molto bello, avviando uno dei processi di democratizzazione più alta, e lasciando entrare nell’azienda, persone che vengono dalle battaglie e dalle esperienze di lotte sull’acqua libera, è stata di per se una cosa grande.

zano3È stata un’esperienza molto espressiva che ha rafforzato la nostra idea: si scrive acqua si legge democrazia.

Tutto è stato bruscamente interrotto, perché? Il motivo per me va sempre ricercato nella maledetta politica, perché il Sindaco in campagna elettorale per essere eletto aveva fatto una promessa in chiave elettorale, aveva, infatti, promesso a 107 operai di San Giovanni di assumerli in ABC per fare il ciclo integrato, com’è giusto, anch’io, anche noi lo vogliamo il ciclo integrato, però l’assunzione di questi operai avrà un costo di circa 30 milioni di Euro, Il Presidente Montalto ha detto: “Bene, e dove sono i soldi?” Il Sindaco, infatti, gliene garantiva a fronte dei trenta solo quattro. Per fare questo si sarebbe dovuto cercare i soldi mancanti dove? Semplice, nell’alzare le tariffe e mandando in crisi l’ABC, aggiungo che l’anno precedente erano stati tolti 16 milioni di euro all’azienda stessa.

Ma il Sindaco da quella gente deve avere avuto una bella barca di voti, perché si è trovato comunque costretto ad assumerli e subito, per mantenere fede a quell’impegno elettorale, rimandando altre richieste e istanze, come i problemi dell’area metropolitana.

Questo è solo l’aspetto “vivo” della questione, sul lato umano sono deluso, molto, se penso a Montalto e quei quattro collaboratori che per un anno e mezzo hanno lavorato gratis, che sono stati una risorsa anche per il brand della città, mi risulta siano stati anche amici, non hanno ricevuto una telefonata, un invito per parlare ed essere avvertiti di quanto sarebbe successo, ma l’hanno trovato sbattuto di mattina sul sito del Comune. Beh! Per me è roba disumana.

Per comprendere bene la questione basterebbe leggere quello che ha scritto Gennaro Esposito, è a quell’articolo che dovrebbe rispondere il Sindaco.

http://www.cantolibre.it/abc-acqua-pubblica-a-scadenza/

zano5A sentirmi dire che io cerco poltrone, beh, vivo in un campanile, che dire? è una cosa che mi ha fatto male, mi è dispiaciuta, mi ha offeso, ma che volete mi metta a rispondere, io in tutta la mia vita non ho mai cercato non dico poltrone, ma anche uffici, ho sempre rifiutato qualsiasi proposta mi fosse giunta, aggiungo che io per primo quando devo parlare con qualcuno faccio la fila come gli altri. Ma non voglio rispondere al fango che mi è arrivato. Non cerco poltrone per me né per altri, voglio bene a Montalto, lo stimo ed è un grande lavoratore, ma di lui m’interessa poco, così come m’interessa poco il Sindaco, a me interessa l’ACQUA, punto.

Quando fu votata in Regione la legge sull’acqua, insieme ai 5stelle occupammo l’aula che poi fu sgomberata. Per volere della maggioranza la legge andava votata senza discussione. Dopo la votazione, fuori dall’aula mi recai dalla Presidente per dirle “Signora Presidente un giorno i suoi nipoti la malediranno per quanto lei ha contribuito a far votare”.

Che cosa è la legge regionale? io affermo che l’acqua è la cosa fondamentale che abbiamo,  e ora cosa c’è? Che stiamo arrivando a un unico gestore, il cosiddetto Eic, che gestirà un po’ tutta l’acqua della regione, ma il problema sono le fonti, ecco perché Montalto ha ragione nel dire che l’attacco è sulle fonti. Questo tipo di passaggio cosa comporta? Che una volta accentrato, l’Eic, potrà tranquillamente affidare l’Acqua a una o più multinazionali. Già sta succedendo questo, in Puglia l’acquedotto pugliese ed, Emiliano e l’acqua pubblica.

Per la Puglia si stanno costituendo delle piccole multinazionali del Nord Italia come l’IRE che stanno tentando in un loro economico processo, di tirare dentro anche le acque del Serino con Benevento e Avellino. Chi c’è dietro tutto questo? L’ACEA, che sarà affiancata in quest’operazione da una grande e famosa multinazionale.

zano6Non è possibile che il Sindaco non sappia queste cose, il cammino con lui in questi anni non è stato facile, a tratti impervio, una fatica enorme. Non è possibile che non si sappia che tutto questo processo, con le leggi che si sono date, porterà alla privatizzazione, la realtà è che le multinazionali esaurito il petrolio avranno una fonte di reddito ancora maggiore, l’acqua, tutto questo è inaccettabile per una società creata a misura d’acqua.

Perché il Sindaco nei suoi primi cento giorni abbia fatto un’operazione del genere non riesco ancora a spiegarmelo, non ho un’opinione, o forse sì, credo che a de Magistris o gli dici di sì, oppure è come se lo toccassi su una questione personale. Non vedo perché un Sindaco non possa dire, mi sono sbagliato o questa cosa così non va, ma da lui non l’ho mai sentito.

Io avrei voluto che si ponesse il problema dell’acqua in altri modi, invece di pensare all’unione delle due coste con lo stretto di Messina, che per me è l’unione di due cosche, perché non si fanno grandi opere su come riparare una rete idrica vecchia e che ha bisogno di veder riparati 300 kilometri di tubature? Queste sono le grandi opere, le grandi scommesse vincenti, riparare la rete idrica necessita molti più posti di lavoro, posti anche più stabili rispetto a quelli impiegati nel ponte sullo stretto.

Magari i movimenti si unissero sotto una sola bandiera, oggi il mondo della stampa ovviamente non parla di noi e dei nostri temi, ma v’immaginate un giornale cittadino che fa un articolo che può danneggiare una multinazionale che in parte lo sostiene?

I movimenti si dividono in troppi interessi stretti, quello sull’acqua, quello sui rifiuti, quello sul lavoro, se tutte queste forze fossero unite, e non si dividessero a causa di personalismi dettati dalla politica le cose andrebbero meglio.

zano4La grande pecca dei comitati è che ognuno è per sè, ma questo concetto avviene anche all’interno degli stessi comitati, allora chi è dentro perché cerca visibilità, chi perché vuole essere eletto, chi perché ha determinati progetti, e quando ognuno va avanti per i propri interessi, ebbene si spacca tutto. Prendiamo per esempio, il grande movimento sull’emergenza rifiuti, che poi ha portato alla memorabile manifestazione di qualche anno fa di un fiume in piena, che fine ha fatto? Diviso e spaccato da contraddizioni interne,  dissolto a causa di personalismi di alcuni persone che si credevano leader di un movimento che per definizione non dovrebbe averne.

 Non si ha idea di quante volte ho cercato di indire riunioni e incontri tra tutti i comitati, è un’impresa difficilissima.

Io credo che Napoli potesse essere una metropoli che andasse in tutto il mondo con un progetto realizzato unico, in controtendenza con un mondo che mi è lontano, che mette al primo posto il profitto, l’apparenza.

Vivo in un quartiere, dove sono in lotta due famiglie, tra camionette di militari che non servono a niente e nessuno, se non per inquinare una cartolina, fuori il sagrato di una chiesa, militari che imbracciano mitra, e non è Sudamerica questo?

Sono felice di aver conosciuto e frequentato Don Gallo, è stata una bella amicizia, lui era una persona molto libera, aveva la capacità di essere uomo di chiesa ma di sentirsi profondamente libero nel suo consesso. Siamo diversi, io sono più legato a un senso di spiritualità lui invece s’ispirava al Vangelo e di conseguenza gli veniva meno questo mio senso di spiritualità.

zano2La chiesa potrebbe e dovrebbe fare molto di più, non ho difficoltà ad ammettere che a tratti è assente dalle vere problematiche della gente e del mondo.

Quello che mi preoccupa dei giovani del mio quartiere è che prima s’ispiravano alle storie dei boss o guappi, oggi la loro ispirazione proviene dall’Isis, è grave, tutto questo è prodotto dall’assenza di valori e ideologia che dovrebbe essere la vena portante dell’universo. È la cattiveria il male da abbattere.

C’è tanto da fare per questo mondo che definire sporco è poco, la guerra ad esempio, è considerata ancora una risorsa quando invece dovrebbe essere il primo dei tabù, il danaro, la prepotenza, perché no, la prostituzione, che si può essere una scelta, ma il più delle volte è una scelta che si è costretti a subire. La grande sfida culturale dovrebbe essere l’abbattere il superficiale, quello che luccica e altro non è che qualche brillantino.

Quella a Napoli sull’acqua poteva essere una piccola grande goccia che sarebbe annegata nel mondo del profitto e dell’indifferenza, magari prestando un effetto domino, peccato aver perso quest’occasione

 

Si ringrazia Ferdinando Kaiser per il corredo fotografico

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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