Oggi moriva Aldo Moro, uomo di Stato, ma anche Peppino Impastato, ragazzo del popolo

La notte del nove Maggio 1978 veniva trovato senza vita il corpo di Peppino Impastato, il suo omicidio fu oscurato dall'assassinio di Aldo Moro

Il pomeriggio del 9 Maggio 1978 in Via Caetani  a Roma veniva ritrovato il corpo senza vita del Presidente della D.C Aldo Moro.

Durante la notte precedente intanto veniva consumato uno degli omicidi più cruenti della Mafia in Sicilia, Peppino Impastato appena trenta anni, uomo colto, libero e impegnato su tanti fronti contro mafia e potere, veniva assassinato in un modo assolutamente feroce, e in seguito fu messa in regia una terribile scenografia che voleva fare apparire il suo barbaro assassinio come un attentato che durante la preparazione  finì in tragedia.

Giuseppe, meglio conosciuto come Peppino Impastato, figlio di mafioso, venne ucciso in un vile attentato sempre della famiglia mafiosa.

La storia racconta che fu drasticamente allontanato da casa per le sue idee e azioni contro il malaffare e la prepotenza mafiosa.

radioautProprio quell’anno fu candidato al Comune nelle liste di Democrazia Proletaria,  un Partito che oggi non c’è più e che aveva anche una piccola rappresentanza parlamentare e, benché morto giorni prima fu simbolicamente eletto a pieni voti uscendo come il primo degli eletti.

Impastato camminava come uomo libero per le strade della sua città, Cinisi, pieno di iniziative e con il chiodo fisso di creare fastidi e danni alla Mafia, aprì anche una radio libera che combatteva il marcio che in quegli anni si mescolava al potere malato di danaro e terrore, scriveva testi teatrali e dalla sua radio lanciava invettive contro il malaffare che regnava come padrone quasi assoluto del territorio.

Tutti gli organi di stampa quella mattina parlavano del gesto di un attentatore che durante il suo lavoro di destabilizzazione ci rimise la sua vita piena di affetti e interessi.

Il suo corpo fu trovato martoriato sui binari della ferrovia sotto una carica di tritolo.

I suoi amici e familiari, scontrandosi con la cruda realtà delle famiglie mafiose riuscirono a far emergere la verità, e il giudice Chinnici con la supervisione di Antonio Caponnetto nel Maggio del 1984 finalmente ristabiliscono la verità, Giuseppe Impastato fu assassinato per volere della mafia, purtroppo non si seppero mai i nomi degli assassini.

Rocco Chinnici poco tempo dopo fu anch’egli vittima della mafia, quasi certamente gli assassini furono gli stessi di Peppino.

Ancora oggi ,a 40 anni dal suo omicidio,modenacity il nome di “Peppino” gode di fama e credibilità grazie sopratutto ai movimenti antagonisti che ne hanno fatto la loro bandiera e il gruppo musicale dei Modena City Rambles  dalla sua storia ne hanno tratto una stupenda canzone, “i cento passi” canzone che lentamente è diventato inno, prima alle Manifestazioni del Primo Maggio, poi contro la Mafia.

Dai “Cento passi”fu realizzato  anche un  un film multipremiato e di grande spessore, prodotto con il contributo economico della RAI, e per la regia di Marco Tullio Giordana

Il film fu  candidato al Golden Globe come migliore film straniero e vincitore a Venezia come miglior sceneggiatura, scritta da Claudio Fava.

Il titolo “cento passi” fu scelto a proposito, infatti rappresentano la distanza tra la casa di Peppino Impastato e quella del boss mafioso Gaetano Badalamenti, uno dei più temibili boss della Mafia e,  probabilmente proprio da quella casa fu dato l’ordine, prima di rapire, poi uccidere e infine creare quella orribile scenografia sui binari di una ferrovia che che ancora oggi è meta di antagonisti che si recano a cantare e a posare fiori che rappresentano i petali della libertà e di un territorio affamato di giustizia

 

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