Oggi è Primo Maggio: Condoglianze

Sfruttamento alla massima potenza, Più del 10% rispetto ad un anno fa di morti per lavoro. Il ruolo dei crumiri di oggi

Sarebbe un racconto terribile, simile a quello di un film riguardante la storia di un Paese non più sull’orlo del fallimento, ma ben oltre.

Il problema però non è solo sul nostro suolo patrio, ma ovunque e a tute le longitudini, Europa, Americhe, Asia, Australia e Africa. Si muore ovunque, perché ovunque vince la logica del capitale e dello sfruttamento dei ricchi a vantaggio dei poveri.

Dal 1 Gennaio ad oggi 1 Maggio, 220, dico duecentoventi famiglie sono state colpite dal lutto di un componente di famiglia perché è deceduto sul posto di lavoro, a questi vanno aggiunti tutti quelli che si ammalano sul luogo di lavoro, dai mali più semplici, a mali incurabili come il cancro.

In questi ultimi gioni la morte che più ci ha colpito è quella di un carpentiere prossimo ai 70 anni, che invece di occuparsi dell’educazione e dei giochi da svolgere con i nipoti, si è dovuto arrampicare su un ponteggio, ha perso l’equilibrio ed è caduto perdendo la vita subitaneamente avanti il figlio e amici e conoscenti.

Che storia si dovrebbe mai raccontare di questo Paese, che come ovunque ha dato un “valore” al denaro, oltre quello squisistamente economico? Il settantenne morto ha dovuto dimostrare allo Stato di essere lucido per potere ancora guidare l’automobile, ma non ha dovuto eseguire nessun test per verificare se era lucido per salire a oltre trenta metri di altezza ed operare, ma non è follia questa?

C’è poco da festeggiare in un Paese che vive nel “valore” del denaro fino a ben oltre lo sfruttamento, i ricchi, bontà loro, danno da mangiare a tanti…giovani minorenni ed anziani, le paghe sono più che sottostimate.

È in corso una guerra furiosa tra poveri, ragazzi di venti anni e meno che per potersi pagare la sottovivibilità devono umiliarsi a fare i baristi, i portatori di merce, far provare scarpe e vestiti ai clienti, rompere le scatole per telefono a gente ed, essere mandati a quel paese da persone poco sensibili che non sanno che dietro quella cornetta c’è un essere umano che lavora per essere umiliato e offeso,prima dai probabili clienti e alla fine del mese da uno stipendio che non supera mai i venti euro al giorno, e gli va anche bene…

Forse il problema è anche la “coscienza” di tanti uomini e donne che accettano a malincuore qualsiasi paga e lavoro, Marx direbbe che se nessuno accettasse di essere sfruttato a quelle condizioni, il capitale sarebbe costretto a diventare più umano, ma la povertà è in guerra, e anche 200 euro al mese servono comunque a pagare una bolletta di luce o gas sempre più alta, il mercato sta spremendo un limone senza più succo, si sta cercando di fare utile con la buccia, come fosse la creazione di un limongello.

Il capitale sta uccidendo il mondo, lo sta rendendo grigio come un racconto di Orwell, non c’è più colore, passione, voglia di futuro, voglia di migliorarsi, quanti non vanno a cinema e teatro da anni, ci lamentiamo tutti che si leggono pochi libri, ma dove sono i soldi per comprarli? A volte 4 euro sono utili per salvare il piatto a mezzogiorno, come si può pretendere che si spendano in cultura? La nostra unica cultura è data dalla televisione che si barrica dietro grande fratello o concorsi ad eliminazione, non per inclusione, eliminare da più fascino, perché chi perde fa più audience.

Qualcuno si chiede come saremo tra dieci anni? Ancora più poveri, ancora pià malati, ancora più aggrediti dalla logica del danaro, con case spoglie e grigie. Le pensioni non esisteranno, e le paghe saranno ancor più basse, chi si preoccupa di tutto cio? La politica? Ma quale? Quella dei politicanti di oggi? Da coloro che non sono in grado di sedersi a un tavolo e ammettere che la misura è colma e bisogna cambiare e 360 gradi il corso delle cose?

Venire a raccontare che questo sia un giorno di festa è davvero roba da televisione, la logica “dello spettacolo deve continuare”

E responsabili siamo noi, noi tutti, qualche giorno fa non pochi sono stati colpiti dalle notizie di stampo calcistico, trentamila persone sono andati a Capodichino di notte ad aspettare i “ragazzi” del Napoli, reduci dalla vittoria di Torino, e da contraltare solo 3000 persone a protestare contro il debito che sta mettendo in ginocchio la nostra città. festeggiare è bello e giusto, ma lottare dovrebbe essere un obbligo civico, per salvare il nostro futuro

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