Non gliela diamo

Una città che corre verso il voto, crescono le iniziative per una grande sinistra che faccia cose di sinistra

La memoria potrebbe essere corta, ma quello che sta accadendo a Napoli è davvero singolare.

Quel che più sorprende è l’accanimento contro l’attuale amministrazione da parte di soggetti che in un modo o nell’altro rappresentano il vecchio.

Napoli andò al voto tra cumuli d’immondizia, ma non era solo la spazzatura, il problema era sopratutto la questione morale, finanzieri che entravano e uscivano dal palazzo, e in tempi precedenti manette che scattavano come l’inesauribile lancetta di un orologio.

C’era di tutto, dal voto di scambio, dai parcheggiatori abusivi i quali erano impiegati regolarmente e mensilmente retribuiti dalla camorra, per passare all’uso indiscriminato di auto blu e scorte di sicurezza, un’Assessore vomerese ogni mattina per andare a Palazzo San Giacomo si serviva di ben tre auto, la sua blu e due della polizia che avevano disposizione a proteggerlo, ma da chi? Certo non dal popolo che si mostrava indifferente, rassegnato per quanto accadeva intorno perché apparentemente non poteva esserci nessuna soluzione.
Era questa solo la faccia interna del Palazzo mentre la città versava in un degrado pazzesco, oltre i cumuli d’immondizia le cui immagini giravano il mondo. Basti pensare che in quel periodo un’artista napoletana, Rosanna Borgo, sfidò città e istituzioni lasciando in mare per giorni una scultura da lei costruita servendosi solo di rifiuti.

Una totale indifferenza verso la questione dei beni Comuni, che a Napoli aveva il significato: “Se sono comuni, vuol dire che non sono di nessuno”.

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Il traffico, grazie a sistemi di circolazione che mutavano secondo l’umore dell’Assessore di turno, lasciava la città interdetta. A questo va aggiunta anche la scellerata idea di costruzioni d’inceneritori e privatizzazione del più importante bene comune che esista, l’Acqua.

Era una città da “mazzetta”, non c’era manifestazione, da quelle parrocchiali a quelle di Piazza Plebiscito che non veniva messa sotto la lente d’ingrandimento d’ispettori di Polizia e finanzieri.

Perfino il Teatro San Carlo fu abbandonato a se stesso e rischiò addirittura la chiusura delle attività.

Oggi sentiamo critiche da persone che appartengono alle caste del vecchio ma il vecchio è appunto quello che ci siamo lasciati alle spalle.

Quando ci furono le elezioni, il PD propose la candidatura a Primo Cittadino di Morcone, le sue promesse erano la continuità del lavoro svolto dalla Iervolino, peraltro lasciata sola anche dai suoi stessi amici e compagni di cordata, quindi il candidato di Forza Italia, o meglio di Berlusconi, Gianni Lettieri, entrambe le formazioni avevano il controllo totale degli elettori della città.

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Le promesse di de Magistris non erano parole gridate al vento con slogan per lo meno approssimativi; de Magistris trovò spazio perché costruì un mosaico di sinistra, con Rifondazione, una lista civica, il cosiddetto “Movimento Arancione” , e l’IDV, suo partito di appartenenza. Il programma fu postato su internet e aveva pochi punti ma chiari, il primo era uscire dalle emergenze, che non era solo quella dei rifiuti. La lista da lui capeggiata metteva al primo posto del suo programma il cittadino, la cui assenza dai programmi dei suoi concorrenti era appunto un’emergenza.

http://www.partitodelsud.eu/2011/04/punti-di-programma-di-luigi-de.html

Lasciò molto l’amaro in bocca la scelta di SEL, partito di Sinistra che attraverso un voto popolare, forse mal gestito, si aggregò al carrozzone del PD, fu un grossolano errore che tolse dai giochi un partito che si sarebbe potuto rilevare fondamentale nella crescita della città.

Negli ultimi tempi stiamo assistendo a un attacco violento che è cominciato attraverso la via giudiziaria per fatti che poco o nulla hanno a che fare per la sua stessa carica ed è continuato con risibili campagne da pettegolezzo di strada fino alle comiche notturne, cassonetti della spazzatura in città che all’alba misteriosamente si riempivano di rifiuti provenienti dalla provincia.

Il vecchio ha cercato, con diversi mezzi, di privare la città di un Sindaco eletto con oltre il 60% di consensi della città, meglio di lui ha fatto solo il primo Antonio Bassolino, liberatore di Piazza del Plebiscito e del G8.

Umberto Ranieri a oggi è l’unico vero politico che potrebbe dare fastidio al Sindaco che tra pochi mesi sarà “uscente”. ranieriEppure fa stupore sentirlo parlare di degrado, d’incapacità e di mal governo; Ranieri è del PD ed è si accanisce in invettive contro il Sindaco di Napoli quasi a copiare le parole di Lettieri, che certamente non toglie il sonno né al Sindaco, né ai suoi più stretti collaboratori.

Quella che stiamo vedendo a Napoli sembra una strana e curiosa alleanza, tutti contro uno solo, ma perché? Per amor patrio? Possibile?

Eppure Ranieri con il più grosso partito alle spalle sta pensando di risolvere il problema creando una lista civica: e se uno che ha la protezione di quel Partito pensa a una lista civica c’è solo un motivo, vorrebbe vincere ma sa che il Pd è impresentabile in città e allora si fa ricorso alla lista civica in modo da nascondere il suo simbolo dietro un altro recante il Maschio Angioino o il Vesuvio e la scritta Per Napoli.

Con de Magistris la città ha avuto uno slancio, appare più bella, più ricca di cultura, vengono da Berlino, Parigi, Tokyo, Madrid e S. Francisco per vedere il PAN, il Museo Nazionale e le strade del centro storico, che ci piace ripeterlo è un teatro a cielo aperto.

L’acqua è rimasta pubblica, anzi è stata creata l’ABC, i beni comuni son diventati finalmente di tutti, l’attuale amministrazione ha dato un valore politico a gruppi di cittadini che si sono costituiti in comitati civici, sono usciti dalla scomunica della politica i centri sociali, alla cui politica di mestiere danno tanto fastidio solo perché luoghi forieri d’idee e attività, talvolta sostituendosi alle assenze dello Stato e perché fanno politica, quella vera, quella dedita al cittadino e senza alcun “rimborso” o stipendio, tutto questo ha dato fastidio, per alcuni di costoro oggi stiamo vivendo nel periodo del terrore, basti pensare che per l’aspirante Sindaco Lettieri oggi a Napoli le emergenze sono i centri sociali e i Rom!

Certo, immaginare che in cinque anni tutto si sarebbe risolto poteva apparire in principio abbastanza velleitario, sono molti i problemi della città irrisolti, il Sindaco aveva promesso di avvicinare la periferia alla città, questo non è avvenuto, ieri per andare da Piazza Amedeo a Ponticelli ci sono volute due ore e mezzo, è una cosa purtroppo normale, quando passa il 192 chi attende stappa spumante imbottigliato a Lettere, ma va anche detto che tutto ciò che riguarda il settore trasporti non è esclusiva competenza del Sindaco. La stessa raccolta differenziata ancora non è arrivata a una normale condizione di città d’avanguardia, ma certo è che è migliorata di molto.

Sono rimaste eluse le questioni legate ai lavoratori socialmente utili, e anche il progetto scuole materne comunali ha avuto una brusca arrestata, ma non per questo si può dire che la città versa nel più totale degrado e abbandono, dirlo è qualunquismo o peggio, vera demagogia.

bagnoliAlla luce di tutto questo è forse giunto il momento, prima che sia troppo tardi, che a Napoli veda la luce una sinistra forte e che nasca dal basso, anzitutto dai comitati cittadini, dal volontariato infine dai partiti storici della sinistra, sono in corso dei tentativi, sono necessari.

Napoli è cambiata, e anche i napoletani, questo è l’aspetto più importante, e tutti hanno capito che a Bagnoli è in corso qualcosa che più tiene alla larga il Sindaco meglio è, ma i cittadini sembra abbiano capito che Bagnoli è la riproposizione di Napoli90, fiume di denaro e appalti.

Resta che Napoli è città di storia fantastica e plurimillenaria, musei, panorami mozzafiato, teatri, gruppi di artisti, fantasia al potere, ospitale con gli immigrati,  e tantissime ambizioni, bisogna preservare tutto questo da attacchi di chi vuol riportare indietro la città per farne lo scempio e la cassa di prima, un inesauribile commercio, non gliela diamo!

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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  • Non gliela diamo 2:  Vittorio Vasquez, i miei distinguo
    18 settembre 2015 at 1:29 - Reply
  • napoli. coppeto, vomero, notte, vendola,
    8 ottobre 2015 at 19:07 - Reply
  • Non gliela diamo 4: Giuseppe Aragno “occorre la disobbedienza civile”
    20 ottobre 2015 at 11:27 - Reply
  • Non gliela diamo 5: Carlo Faiello: allargare il centro della città
    24 ottobre 2015 at 12:09 - Reply
  • Non gliela diamo 6: Rua Portalba -de Magistris come Berlinguer-
    31 ottobre 2015 at 12:49 - Reply
  • Non gliela diamo 7: Pino De Stasio: nulla più a sinistra di noi
    13 dicembre 2015 at 16:19 - Reply
  • Non gliela diamo 9: Elena Coccia “la vittoria è certa!”
    23 febbraio 2016 at 12:36 - Reply
  • Non gliela diamo 10: Fucito –la vittoria è possibile-
    3 marzo 2016 at 10:25 - Reply
  • Non gliela diamo Carmine Maturo con de Magistris è anno zero
    17 marzo 2016 at 15:14 - Reply
  • Non gliela diamo12: Chirico–ll più bel Municipio del mondo!
    21 aprile 2016 at 8:29 - Reply
  • Non gliela diamo – spot
    7 maggio 2016 at 15:16 - Reply

    […] Non gliela diamo […]

  • Non gliela diamo fine: Nino Daniele -Napoli sarà la capitale dell’illuminismo-
    5 giugno 2016 at 4:17 - Reply