Non gliela diamo 6: ‘E Zezi -de Magistris come Berlinguer-

Musica, politica, passione, Massimo Mollo e Marzia Del Giudice, -presenti in tutti i sogni-

È una storia di grande amore quello tra Marzia del Giudice e Massimo Mollo, fondatori del popolare gruppo “Rua Portalba”.

I due qualche settimana fa hanno compiuto 40 anni di carriera con un altro gruppo, gli E Zezi di Pomigliano d’Arco.

In quell’rua portalba4occasione, noi di Cantolibre parlammo di “passaggio di consegne” tra Marzia e sua figlia Martina.

Marzia sta combattendo con stoica passione, accompagnata da Massimo, Martina e i tanti amici cui sono circondati un male subdolo, la “distonia spasmodica”, un male che appare soprattutto tra cantanti, chitarristi e strumentisti a fiato in un periodo che varia tra l’età dei 30 e i 50 anni, le donne sono più esposte a questo rischio neurologico.

Marzia però è sempre presente, se non come cantante come ideologa e consigliera, e afferma che per il passaggio di consegne ancora non si è deciso nulla.

Il nostro ultimo disco “Rua Portalba Storia di uno” prodotto da “produzioni dal basso” tramite crown founding, è stato un successo e continua a esserlo, soprattutto per la novità in senso discografico, due dischi all’interno della custodia, uno vergine da masterizzare e con stampato -masterizzami e regalami-.

Abbiamo cominciato la nostra storia d’amore e d’arte nel 1989, -eravamo giovani artisti felici poi Massimo mi convinse a cantare per i Zezi, e dopo 5 anni ci sposammo-.

‘E Zezi sono uno dei gruppi che per primi ha riscoperto nella musica la tradizione e la felicità della cultura popolare quando nel Paese a dettare legge erano i cantautori.

Non è facile essere artisti a Napoli, anzi, molto difficile, siamo considerati saltimbanchi, o guitti, ma nel senso buono della parola, il guitto è un uomo che lancia pensieri e spensieratezza, il guitto non è un perditempo, ma un grande interprete dei tempi correnti.

Abbiamo vissuto momenti felici, indimenticabili, sia nel privato sia nel pubblico, abbiamo avuto grandi momenti di gioa così come di dolore, abbiamo semplicemente vissuto.

Se Marzia si è formata musicalmente ascoltando gli Inti Illimani perché  –le loro melodie mi coinvolgevano, mi rendevano triste e al tempo stesso felice di combattere, di amare, di non pensare al peggio-, Massimo invece, si è formato in famiglia, -mia nonna e papà erano la mia televisione, ogni sera entrambi si sedevano nel salotto buono e suonavano per ore le canzoni calabresi, era il mio divertimento, non potevo non crescere come musicista vivendo in una situazione simile, mi appassionava tantissimo e mi dicevo, quando sarò grande anch’io voglio suonare, scelsi la chitarra come strumento base-.

Soddisfazioni c’è ne siamo tolte, il fatto di avere girato il mondo rappresentando Napoli ci ha fatto indubbiamente piacere, oggi? La verità è che stiamo pensando di smettere, abbiamo avuto quello che potevamo ricevere, seminato tanto, ma indubbiamente come spesso accade nel nostro mestiere raccolto meno.

Il concerto più bello della nostra vita è stato al festival di Nantes “Les allumes”, rappresentare Napoli è un’emozione unica, indescrivibile, come per un giocatore giocare per la sua nazionale, ricordiamo un’organizzazione perfetta e tutta la città partecipò al festival.

rua portalba 3Al contrario di molti altri musicisti che possono dire di non avere mai lavorato alle dipendenze di qualcuno, io non posso dire altrettanto, oltre ad essere musicista sono sempre Massimo Mollo, uomo che come tale ha bisogno di vivere, di mettere insieme pranzo e cena, di pagare bollette, di crescere mia figlia, certo lavorare mi levava ore al giorno da dedicare alla musica, allo studio e alla sperimentazione, ma non c’è problema, il tempo per recuperare quando hai voglia e passione esce sempre, la notte non è poi così piccola lavorare nel reparto amministrativo di un ospedale comunque è un compito che ti fa comunque stare vicino a situazioni dolorose, lì vedi la realtà che ti circonda e che cerchi di mettere nelle canzoni.

Non invidio i colleghi che invece non hanno mai lavorato alle dipendenze di qualcuno, sia dello Stato sia di un privato, abbiamo solo praticato scelte diverse, con lo stipendio certo posso sentirmi più libero di fare in campo musicale le scelte che più mi aggradano, non siamo costretti a dire di sì pur di suonare.

Affermare che una canzone non cambia il mondo è sbagliato, la musica è la forma d’arte più utilizzata dagli abitanti della terra, non c’è film, commedia o dipinti che possano competere con l’impatto di una canzone.

La musica per questi motivi può cambiare il corso delle cose, la popolare soprattutto, leggete bene le classifiche di vendita e download di musica, la popolare è forte soprattutto nelle feste e nelle piazze, ha un compito immediato, porta al divertimento, allo stare insieme, a sentirsi in movimento, però non è quasi mai presente nelle classifiche, non è come il rock o la musica delle canzonette che la fanno da padrona, la musica popolare è da consumo immediato, il resto no.

La musica e le canzoni sono importanti, altrimenti non si sarebbe mai capito il motivo per il quale il tiranno nazista Augusto Pinochet due giorni dopo il sanguinoso colpo di Stato del 1973 mise al bando gli strumenti musicali della tradizione. In Cile farsi trovare a suonare la musica popolare, anche una latta vuota era un reato, gli Inti Illimani hanno portato la tragedia di quel sangue in tutto il mondo, la musica ha fatto sì che quel governo fosse isolato, e in America Latina la libertà se la sono conquistata con la musica, cantando e ballando, tutto diventa strumento, le padelle, le pentole, i tegami, come si può dire che la musica non è fondamentale? La musica è la libertà.

I distinguo tra una coppia in amore che fa arte ci sono, se uno come Massimo non ha nessun rimpianto e rifarebbe tutto quello che ha fatto, Marzia meno, -forse avrei potuto provare un’altra carriera artistica, ero scultrice e sarei potuta diventare una grande artista, ma alla fine è andata bene così-. Condividiamo un desiderio non realizzato, benché innamorati di Napoli -entrambi saremmo voluti andare via da questa città che era mal governata e gestita da sistemi rozzi e personaggi incolti-.

Ci sentiamo una coppia grande forse esemplare per tante altre che vanno in crisi al primo temporale, a noi i temporali ci hanno rafforzato, uniti, reso forti, come un albero più piove più cresce e s’irrobustisce.

ruaportalba2A Maggio si torna a votare per il Comune, siamo fiduciosi che Luigi de Magistris non abbia problemi per governare altri anni e migliorare oltre a quello che ha già fatto la nostra città.

Sappiamo bene di dire una cosa che può aprire polemiche, ma de Magistris ricorda a tratti Berlinguer, la questione morale, la distanza dai poteri forti, l’essere vicino a chi ha bisogno, Berlinguer era un personaggio integro, vediamo similitudini tra i due.

Prima di continuare a parlare dell’Amministrazione ci piace dire una cosa, siamo vicini al Sindaco, ma non abbiamo mai ricevuto niente, questo sia chiaro.

De Magistris è di sinistra, ma delle più belle del Paese, la cultura a Napoli è migliorata, il teatro dell’area nord, tra poco si sa che cominceranno i lavori di restauro, la periferia è vero che è lontana, ma sono anche cresciute tante realtà, a Scampia ad esempio si sta creando il centro di compostaggio, e attenzione non di smaltimento, ci sarà lavoro pulito per molti.

Il Sindaco lo conoscemmo in una manifestazione al Vomero, ai giardinetti di via Ruoppolo, eravamo 4 gatti, ma parlando con lui capimmo che era fatto di grande stoffa, in quel giorno nessuno di noi avrebbe mai immaginato che sarebbe poi stato il nostro primo cittadino.

Così come quando ci fu, l’inaugurazione di largo Luigi Berlinguer andammo con una bandiera che fu regalata a Massimo quando era ragazzino, era una vecchia bandiera rossa dei partigiani, con tanto di falce e martello, il Sindaco venne vicino a noi e con entusiasmo ci chiese di dargliela un attimo perché voleva farsi un selfie.

Sono convinto che la città non gliela dobbiamo dare, quando sento certi nomi, Bassolino, Lettieri, o altri mi viene in testa il titolo di un film “il ritorno dei morti viventi”.

Il Sindaco è stato sotto attacco, e siamo accorsi accanto a lui come persone del mondo della cultura, il Primo Cittadino non è solo un amministratore di condominio, della sua amministrazione ci piace notare il segnale che ha lanciato la città, un Sindaco che cammina per strada, che è a contatto con i cittadini, che non fa piaceri a nessuno, ad esempio, ricordiamo le polemiche legate a quando suo fratello Claudio si occupò, peraltro gratis, degli eventi, polemica che non abbiamo capito, mi sembra normale che uno che vuole intraprendere qualsiasi progetto cerca di coinvolgere persone di cui si fida maggiormente, senza trascurare che Claudio de Magistris è persona attenta, leale, e soprattutto capace, in quella storia chi ci ha perso è stata la città, certo tra gli artisti in città ci furono divergenze, anche noi in principio eravamo sfavorevoli, ma poi la vita insegna che ognuno di noi si circonda delle persone cui maggiormente è in sintonia.

Quando de Magistris fu eletto, sembravamo immersi non solo da cumuli di spazzatura, ma anche da indifferenza, malaffare, scostumatezza, ci spiace se lui sarà ricordato solo come chi ha pulito Napoli, de Magistris non è uno spazzino, ma ha fatto tante cose, ad esempio l’acqua pubblica, la liberazione e affidamento dei beni comuni, l’avvicinare alla politica istituzionale i giovani dei centri sociali e spazi liberati, il PAN e le sue manifestazioni a carattere internazionale.

Al Palazzo delle Arti di Napoli, ad esempio, prima c’era un certo De Fusco che faceva il bello e cattivo tempo in tutte le longitudini, ora non c’è più, e grazie a Nino Daniele il Pan è liberato e tornato agli artisti napoletani.

rua scampiaNon dimentichiamo la ZTL in Via Caracciolo, quanto inquinamento in meno, la bellezza di godere il cammino in una delle strade più belle del mondo, dopo anni il mare è tornato a essere praticabile per i cittadini, il turismo ha avuto impennate furiose, una volta i turisti a Napoli erano degli Ufo, oggi sono una realtà che a volte paralizza le strade della città, per non parlare dell’appoggio a uomini di cultura come Erri De Luca, de Magistris, l’unico Sindaco italiano a schierarsi apertamente a favore dello scrittore.

Sentiamo spesso dire che lui sarebbe anche bravo ma che è circondato da incapaci, penso che a Napoli abbiamo il migliore Assessore alla Cultura d’Italia, Nino Daniele ha governato bene Ercolano tirandola fuori dal degrado camorristico cui era ridotta e fatta diventare un’oasi in Campania, come Assessore sta lavorando bene, i segnali cui parlavamo prima? Con Daniele ci mettemmo 5 minuti per organizzare la festa dei 40 anni dei Zezi, e ci siamo commossi non poco quando sul palco diede dei Zezi quella definizione, Gioia e Libertà, è vero, in tre parole ha disegnato la realtà della nostra storia musicale.

Nino Daniele quando si decise di festeggiare il nostro quarantennale ha organizzato tutto, e tutto a gara pubblica, perfino l’impianto di amplificazione fu affidato per gara pubblica, mica fece una telefonata all’immancabile amico che aveva a disposizione i mezzi. So anche che si sta interessando alla creazione del museo dei Zezi da un’idea del Maestro  Angelo De Falco, si tratta di un museo vivente che narrerà la tradizione della musica popolare, è una nostra grande speranza che speriamo non sia disattesa.

Sono questi i segnali del cambiamento, vederli per la strada a distribuire volantini e adoperarsi perché la nostra città sia bella, suggerirei a Daniele e de Magistris di studiare bene la proposta del professor Aragno a praticare una disobbedienza civile fiscale per dedicare più risorse alla città.

La verità è che prima il palazzo era distante dai cittadini, ora gli inquilini del palazzo vanno tra i cittadini. C’è chi vuol far tornare il palazzo lontano, come il castello del re in collina ove abitavano regine, principi e principesse, i napoletani non sono così fessi, Napoli non tornerà indietro. Non può.

E poi chi sarebbero gli ostacoli alla sua rielezione? Lettieri? Bassolino, o forse i 5 Stelle che praticano una protesta demagogica e populista? Ma facitec o piacere, jatevenne!

ruaportalba7I centri sociali o gli spazi liberati, sono luoghi ove si fa e si pratica cultura, guardiamo i report fotografici e i filmati, teatro, musica, produzioni, bisogna far capire a persone, come Lettieri, che non sono luoghi, ove si sa solo bere o fare canne, nulla di tutto questo. Vediamo il lavoro dell’Asilo FIlangeri, a noi vicino casa, hanno attacchi continui, irruzioni, distruzione di materiale comune, ma pensateci bene, chi ha interesse ad allontanare dal centro questi ragazzi? Cosa si faceva o si cerca di fare nei vicoli circostanti? Traffici illeciti, piazze di droga, naturale che la presenza dei cittadini dell’Asilo abbia dato fastidio, soprattutto alla camorra.

Il Comune di Napoli si è offerto di produrre il documentario della storia dei 40 anni di Zezi, si chiama Zig Zeg Zug, anche in questo caso bisogna dire che tutto il lavoro che c’è dietro la nostra storia è affidato per gare pubbliche.

La nostra amarezza? Che nel mondo artistico partenopeo c’è l’incapacità a condividere, a progettare insieme, si preferisce l’individualismo anziché pensare che stando insieme tutto riesce meglio.

Napoli? Ci viene da ridere, anche se si dovrebbe piangere, a pensare che quando c’era la Iervolino nessuno ci calcolava, avevamo una cooperativa sociale “Canto Libre” il nome lo scegliemmo perché era una canzone di Victor Jara, un grande musicista cileno che fu ucciso dalla polizia di Pinochet due o tre giorni dopo il colpo di Stato, prima di ucciderlo gli tagliarono le dita, era la punizione che i musicisti subivano nel regime cileno.

Noi di Canto Libre fummo i primi con la collaborazione del Comitato Centro Storico a praticare la raccolta differenziata, nessuno in città parlò della nostra iniziativa, nessuno ci diede una mano, pochi capirono che eravamo 20 anni avanti.

Canto Libre fu un’operazione geniale, la casa degli artisti a Napoli centro, era anche scuola di arte, dai piccoli agli adulti, siamo stati travolti da debiti e dalla camorra che con ogni scusa e mezzo ci impedì di creare.

Bisogna aggiungere che forse Napoli non era pronta per quell’esperienza, e le istituzioni ci osteggiavano con ogni mezzo, visite sistematiche dei vigli, verbali, accuse di schiamazzi notturni, cause civili e penali, abbiamo sbagliato il tempo di nascere, il nostro rammarico? Se ci fosse stato il Sindaco de Magistris, e l’Assessore Daniele Canto Libre non avrebbe chiuso, ne siamo certi e questo aumenta il nostro dispiacere.

rua portalba5Il giornale CantoLibre? Ci piace e lo leggiamo, speriamo sinceramente che faccia strada, il progetto è ambizioso ma sappiamo che è di difficile realizzazione, se fossimo credenti, pregheremmo ogni sera affinché duri, ovvio che ci fa piacere che qualcuno vuole riprendere il nostro cammino anche se con mezzi differenti.

La nostra avventura amorosa ci ha portato ad avere una figlia, Martina, cui siamo orgogliosi, ma non solo perché si tratta di nostra figlia, ma perché è davvero un’artista che si presta con animo profondo in ogni occasione, è elemento decisivo nelle nostre scelte pubbliche quanto private, se c’è qualcuno che non vuole sentire parlare di ritiro dal palco questa è proprio lei. Martina sta preparando un video molto bello con Caterina Bianco, con la collaborazione di Kriss Barone, e Carlo William Rossi, un lavoro bellissimo cui ne andiamo fieri. la nostra famiglia è larga, forte anche perché ovunque ci sia stato un sogno noi ci siamo stati insieme a tanti altri

Ci piace che nostra figlia sia una musicista, ci fa continuare a vivere sognare e lottare, ma soprattutto vincere”

Si ringrazia Ferdinando Kaiser per la concessione all’uso delle sue foto

Precedenti allegati

presentazione

http://www.cantolibre.it/non-gliela-diamo/

Intervento di Vasquez

http://www.cantolibre.it/non-gliela-diamo-2-vittorio-vasquez-i-miei-distinguo/

intervento di Mario Coppeto

http://www.cantolibre.it/non-gliela-diamo-3-mario-coppeto-vomero-notte-volta-pagina/

Intervento di Giuseppe Aragno

http://www.cantolibre.it/non-gliela-diamo-4-giuseppe-aragno-occorre-la-disobbedienza-civile/

Intervento di Carlo Faiello

http://www.cantolibre.it/non-gliela-diamo-5-carlo-faiello-allargare-il-centro-della-citta/

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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  • Jack
    1 novembre 2015 at 19:19 - Reply

    Sicuramente pensare a Bassolino o Lettieri fa rabbrividire…e l’attuale sindaco “come male minore” potrebbe anche continuare ad esibirsi in varie comparsate ovunque ci sia qualcosa da inaugurare…anche nella chiusura di varie arterie cittadine ha ottenuto grandi risultati…anche le buche nelle strade sono diventate piu’ profonde e anche i marciapiedi sono abbastanza pericolosi e fonte di reddito per i malcapitati che recuperano qualcosa di soldi per i danni subiti da cadute e auto danneggiate…non si riesce a dirottare le risorse impiegate pagare le fioriere(gia’ luride) e obbrobbri simili verso la riparazione di strade,marciapiedi etc.etc.?

  • Non gliela diamo 7: Pino De Stasio: nulla più a sinistra di noi
    13 dicembre 2015 at 16:19 - Reply

    […] Intervento E’ Zezi:      http://www.cantolibre.it/non-gliela-diamo-6-rua-portalba-de-magistris-come-berlinguer/ […]

  • Non gliela diamo 9: Elena Coccia “la vittoria è certa!”
    23 febbraio 2016 at 12:36 - Reply
  • Non gliela diamo 10: Fucito –la vittoria è possibile-
    3 marzo 2016 at 10:26 - Reply
  • Non gliela diamo Carmine Maturo con de Magistris è anno zero
    17 marzo 2016 at 15:14 - Reply
  • Non gliela diamo12: Chirico–ll più bel Municipio del mondo!
    21 aprile 2016 at 8:29 - Reply
  • Non gliela diamo – spot
    7 maggio 2016 at 15:15 - Reply
  • Non gliela diamo fine: Nino Daniele -Napoli sarà la capitale dell’illuminismo-
    5 giugno 2016 at 4:18 - Reply