Non gliela diamo 5: Carlo Faiello: allargare il centro della città

Napoli è città straordinaria, calda e appassionata, stasera tutti a Piazza Municipio per la notte dell’accoglienza

Carlo Faiello, da più parti considerato l’erede naturale di Roberto de Simone si considera un uomo fortunato, felice di essere musicista e soprattutto di essere partenopeo.

“Ammetto di essere stato un uomo molto fortunato, non mi è mai successo in vita mia di dover lavorare un solo giorno alle dipendenze di qualcuno, la carriera di musicista mi ha molto aiutato nella crescita, soprattutto quella culturale.

Da ragazzo mi piaceva un’altra musica, suonavo altre cose, dirò di più, la canzone popolare e quella dialettale non m’interessavano proprio, mi sembrava roba vecchia e sorpassata.

Per di più avevo mio padre che mi contrastava nella mia scelta di essere musicista, e si arrabbiò non poco quando decisi di iscrivermi al Conservatorio.

peppebarra-nccp08Ma da ogni passione può nascere una virtù, non potendo ricevere aiuti da nessuna parte mi trovai costretto a lavorare per guadagnare, non sapendo fare altro che suonare cercai lavoro con il mio strumento musicale.

Conobbi il Maestro Roberto de Simone che mi offrì di lavorare con lui, all’epoca non capì bene la fortuna che mi si parò davanti e cominciai controvoglia a suonare, lavorare e a guadagnare, cosa più importante.

Frequentando de Simone e il suo gruppo cominciai a incantarmi di fronte la loro passione e le fiabe cui erano circondati, e lentamente la passione della musica popolare entrò in me.

-la cantata dei pastori e poi la gatta Cenerentola- erano lavori splendidi, non capivo che stavo lavorando a grandi progetti musicali e letterali che sarebbero entrati nella storia della mia città.

Napoli è una città di cose bellissime, la cultura partenopea da sempre è stata un faro, non solo italiano, ma mondiale.

Qualsiasi opera musicale si faccia nel mondo, qualunque grande tenore termina i suoi spettacoli con canzoni napoletane, -o sole mio, tu can nun chiagne, funiculì funiculà-, essere nati a Napoli la reputo la più grande delle mie fortune, ammetto di essere sempre stato felice.

Se nasci a Napoli, città piena di tutto, di musica, di favole, di fantasia, fare l’arte è molto più semplice, perché la cultura è dentro il nostro DNA.

Pochi sanno ad esempio che la coppia Lennon Mc Cartney, i più grandi innovatori della musica contemporanea ascoltavano regolarmente le canzoni e le melodie di Napoli, da quelle canzoni nascevano le loro idee musicali.

Il lavoro che stiamo preparando mi carica di passione e di emozioni, nel periodo natalizio proporremo al Teatro delle Palme “La cantata dei pastori” penso che la città abbia bisogno di rivedere dopo tanto tempo una delle opere più amate, sono felice di poterla fare, speriamo sia anche un bel successo di pubblico.

faielloCredo che però sia anche una città difficile, governare Napoli? Penso che per chiunque sia un’impresa titanica, ora c’è Luigi de Magistris, persona dabbene ma soprattutto onesta, sì, sono convinto che lui possa essere un argine contro il malaffare nel palazzo, ma francamente mi aspettavo di più, Napoli oggi è solo centro, la periferia è staccata dalla città come se fosse un’altra realtà.

Penso a quartieri come Scampia, Barra, Ponticelli, non c’è nulla, non si propone niente, eppure ci sarebbero realtà, ove sarebbe possibile fare attività culturali, penso al Teatro dell’Area Nord, una bellissima struttura abbandonata a se stessa, la canzone è sempre uguale –non ci sono soldi– eppure il denaro non è tutto, mi sono sempre messo a disposizione della città, ho anche proposto lavori pure gratis, m’imbarazza la lungaggine delle istituzioni, ormai è più di un anno che ho proposto all’Assessore Daniele la riproposizione della cantata dei pastori, in una bella piazza o di nuovo alla Galleria Umberto, non ho mai avuto una risposta.

Ammetto che sono preoccupato di come andranno a finire le elezioni, mi terrorizza l’idea di Lettieri Sindaco, sarebbe un ritorno al passato di secoli.

Napoli sta bene, e merita molto di più di alcuni tribuni che gridano che questo o quello non va, soprattutto se in qualche modo sono stati responsabili del degrado con cui de Magistris l’ha trovata.

Il compito del Sindaco non è assolutamente facile, credo per chiunque sia difficile se non impossibile far quadrare bilanci e risorse a Napoli, la nostra, credo sia una delle realtà più difficili al mondo, forse neanche Gesù Cristo riuscirebbe a fare bene.

Luigi de Magistris però ha un grande merito, quello della scelta di liberare i beni comuni, grazie ai cosiddetti centri sociali sono aumentati gli spazi di aggregazione e dove è possibile ascoltare buona musica o riproposizioni teatrali, erano luoghi completamente abbandonati, ora sono liberati e grazie a loro è aumentato ancor di più il quoziente culturale.
Mi accade spesso di suonare all’interno di questi luoghi liberati, si respira una bella atmosfera e mi piace vedere questi giovani così impegnati nelle attività sociali, credo che per qualunque Sindaco sarebbe stato più facile far eseguire gli sgomberi forzati, perché sui centri sociali girano voci false e incontrollate, invece avendo toccato io con mano la loro realtà posso dire che quei ragazzi sono dei piccoli eroi, bravi loro e bene al Sindaco che ha dato a questi giovani la possibilità di inserirli nel panorama culturale, recuperando forze che in precedenza e in altre città vivono nell’emarginazione.
faiello 3Sono nato sui gradoni di Chiaja, su quelle scale ho vissuto la mia infanzia felice, è un posto strategicamente ottimo perché a ridosso di due realtà, la povertà economica dei quartieri e la ricchezza del quartiere cosiddetto bene. Ho vissuto la mia giovinezza confrontandomi tutti i giorni con queste due situazioni, ricchi e poveri, questo mi ha fatto capire le diversità tra i due modi di vivere la città.

Ho girato il mondo, ma come Napoli nessuna, mi ha affascinato molto New York, una città viva, ci sono andato per una serie di spettacoli con altri artisti della mia città, tra cui Lina Sastri, che reputo una delle figure contemporanee napoletane più apprezzate, vivere a New York è un’esperienza unica, è una città che dà un’energia eterna, sembra di vivere con la caffeina incorporata, mi è successo anche di dimenticarmi di dormire, una città aperta 24 ore su 24.

È stata bella anche l’esperienza di soggiornare a Rio de Janero, bellissima, ricca di allegria e desidero di vivere, musica e disperazione si fondono in un cocktail semplicemente unico.

Credo che la cultura sia fondamentale per la crescita dell’umanità, la cultura non è solo la musica ma è tutto, essere civili con se stessi, è cultura non sporcare la città, è cultura la raccolta differenziata, è cultura la buona educazione. Le canzoni? Aiutano a crescere, una canzone non cambia il mondo, ma senz’altro aiuta a migliorarlo, altrimenti saremmo ancora fermi all’età del bronzo.
La povertà è un’emergenza, essere artisti non significa essere ricchi, siamo costretti a fare bilanci col contagocce, il momento è critico, dieci anni fa c’erano più possibilità e più risorse, oggi mancano soldi per proporre qualsiasi cosa, a volte siamo costretti a lavorare nella speranza o peggio nell’illusione di poter guadagnare, ma l’importante è comunque esserci e proporsi.

faiello 2Napoli musicale negli anni 80-90 dettava legge in Italia, una fucina artistica senza rivali, oggi stiamo un po’ a guardare, la realtà è che siamo tutti un po’ orfani di Pino Daniele, sono felice di poter avere nel mio curriculum delle collaborazioni con lui, Pino è stato grande, immenso, ha scritto cose che lui stesso non riusciva a ripetere, è stata una guida per qualsiasi napoletano si volesse cimentare in musica.

Di Pino ho apprezzato molto la sua riservatezza, la sua abnegazione, era capace di studiare giorni interi senza alcuna interruzione, ma non ha mai avuto atteggiamenti da star, un esempio da seguire. Chi sarà il suo erede? Nessuno, Pino è stato il Maradona della musica, è impossibile che qualcuno riuscirà a raccogliere il suo testimone, sì, forse ci sarà chi riuscirà a essere rappresentativo e a vendere tanti dischi, ma il genere che lui ha creato nessuno potrà mai eguagliarlo. Oggi? Credo che sulla sua figura ci sia un’imbarazzante opera di sciacallaggio.

Il mondo sta correndo troppo e male, stasera suonerò a Piazza Municipio per la giornata dell’accoglienza, spero davvero sia una bella serata piena di gente e, che possa lanciare un altro sasso contro il muro dell’egoismo e dell’indifferenza. Napoli è anche questa, una città diversa da altre che fanno manifestazioni e cortei contro gli ultimi, il bello di questa città è anche qui, è capace di essere ospitale, leale e accogliente con tutti, ecco perché bisogna essere orgogliosi di far parte di questa città”

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Precedenti allegati

presentazione

http://www.cantolibre.it/non-gliela-diamo/

Intervento di Vasquez

http://www.cantolibre.it/non-gliela-diamo-2-vittorio-vasquez-i-miei-distinguo/

intervento di Mario Coppeto

http://www.cantolibre.it/non-gliela-diamo-3-mario-coppeto-vomero-notte-volta-pagina/

Intervento di Giuseppe Aragno

http://www.cantolibre.it/non-gliela-diamo-4-giuseppe-aragno-occorre-la-disobbedienza-civile/

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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  • Ciro Talotti
    24 ottobre 2015 at 22:59 - Reply

    Peccato che solo al Vomero è negata la possibilità di fare musica in uno spazio “liberato”, e si che ve ne sono, uno, centralissimo, addirittura è a disposizione della Municipalità da anni, ma i ns. amm/ri sono in altre faccende affacendati, e la la gente lo sa!

  • Non gliela diamo 6: Rua Portalba -de Magistris come Berlinguer-
    31 ottobre 2015 at 13:28 - Reply

    […] Cultura […]

  • Non gliela diamo 7: Pino De Stasio: nulla più a sinistra di noi
    13 dicembre 2015 at 17:07 - Reply

    […] intervento di Carlo Faiello:    http://www.cantolibre.it/non-gliela-diamo-5-carlo-faiello-allargare-il-centro-della-citta/ […]

  • Non gliela diamo 9: Elena Coccia “la vittoria è certa!”
    29 febbraio 2016 at 23:33 - Reply
  • Non gliela diamo 10: Fucito –la vittoria è possibile-
    3 marzo 2016 at 12:02 - Reply
  • Non gliela diamo Carmine Maturo con de Magistris si ….
    8 aprile 2016 at 22:23 - Reply
  • Non gliela diamo – spot
    7 maggio 2016 at 16:09 - Reply