Non gliela diamo 4: Giuseppe Aragno “occorre la disobbedienza civile”

Lo storico Aragno crede in una rivoluzione paciifica che parta da Napoli, disobbedienza e rompere il patto di stabilità

“Luigi de Magistris lo si potrebbe definire l’ultimo dei giacobini, nella sua passione e nelle sue parole c’è molto della rivoluzione partenopea del 1799.

aragno 5I miei rapporti personali con lui sono di una franca e leale amicizia, è certamente un baluardo contro criminalità e cattiva gestione del Palazzo, è vero che l’onestà dovrebbe essere una prassi, ma purtroppo a Napoli e generalmente in Italia la cosa non funziona così, quindi teniamoci stretto questo Sindaco perché quando si ruba al patrimonio pubblico il danno è per tutti.

Credo che alla fine Luigi sarà rieletto Sindaco, non  al primo turno, ma al ballottaggio, anche perché il pericolo reale per de Magistris viene dai pentastellati, ma si sa già che molti di loro voteranno per l’attuale Sindaco.
Non vedo attualmente persone e movimenti o partiti che possano fermare il lavoro del Sindaco e della sua amministrazione, Lettieri può essere un pericolo per la sua capacità aggregativa nei poteri forti e nel sottoproletariato che si accontenta di vivere di promesse.

Di Bassolino preferisco aspettare, il suo ritorno in campo è il totale fallimento della classe dirigente del PD di non aver saputo creare alcuna storia politica da rendere presentabile alla città.

Il Pd in questo momento è alla guida di un governo che crea più danni delle destre, sono assai peggiori dello stesso Berlusconi.

Lo storico Giuseppe Aragno, guida spirituale dell’antagonismo partenopeo non ne ha per nessuno, in due ore ripercorre tutta la storia della prima Repubblica e di Napoli, disegnandone come una lezione tutti gli scenari.

“È vero, sono arrivato al punto da rimpiangere Berlusconi, ma voi credete davvero la favola che Berlusconi sia stato fatto fuori da una forte pressione popolare? Io sono convinto del contrario, Berlusconi aveva cominciato a dare fastidio a livello internazionale, aveva a modo suo trovato il modo di farci risparmiare o avere a buon mercato petrolio e gas da Putin e Geddafi, naturale che sia stato schiacciato, il motivo è sempre lo stesso, come altre volte accaduto in Italia, non serviva più, come la prima Repubblica, sono caduti tutti quando non servivano più.
aragno 4Così come il teatrino che si sta svolgendo in Italia, ma voi credete davvero che il Governo che è sostenuto con i voti di eletti a destra veda davvero all’opposizione Berlusconi? Ma è sotto gli occhi di tutti che è in atto una pastetta dal sapore di commedia delle arti. Quello che sta avvenendo ora in Italia altro non è che l’applicazione del patto del Nazareno, Berlusconi non potendo partecipare in prima persona a questa spartizione ha mandato in soccorso i suoi, ora ex, Verdini e gli altri. È un accordo tra poteri sottobanco, Berlusconi salva la faccia e il Governo la fiducia.

È complicato parlare di Napoli senza entrare nel merito della politica nazionale.

Napoli ha un Sindaco eletto dal popolo, a Roma tutto è contro la Costituzione, Governo e Rami dei Parlamento non li ha eletti nessuno e la Corte Costituzionale di fatto ha dichiarato illegittimi tutti gli eletti, di fatto quando de Magistris parla con Renzi c’è una situazione anomala, il Sindaco è legittimo, il Presidente del Consiglio e tutti quelli che gli sono attorno no, è qua che bisogna lavorare, la smettessero di mandare soldi a Roma, si desse il via alla disobbedienza civile.

Di de Magistris che dire? Io spero davvero sia il nostro Sindaco per altri quattro anni, e se devo dare un disegno di Luigi lo vedo così, – è davvero al momento l’unico personaggio presente nel panorama nazionale che rappresenti la sinistra, certo non quell’idea di sinistra con cui mi sono formato, non è marxista leninista, ma è di una sinistra battagliera sui diritti, legalità e giustizia sociale -.

Il recente incontro pubblico, per la fondazione di una sinistra vera, alla sala Domus Ars ha fatto capire che  chiunque sia stato nel vecchio sistema ha poche possibilità di entrare a far parte del nuovo progetto di sinistra, nel convegno, tra i tanti interventi mi ha colpito quello di Edoardo Sorge, antagonista di Bagnoli, che chiedeva a Fassina come era possibile occupare un posto di rilievo come consulente del FMI oppure al Ministero delle Finanze, e poi proporsi come leader di un movimento che dovrebbe combattere tutto quello che lui stesso ha creato.

Di Edoardo una sola cosa mi fa distinguo, la rivoluzione con le armi e i sanpietrini non è più in agenda, per arrivare a quello stato ci vogliono ancora anni di ruberie, sciacallaggi e leggi liberticide, oggi l’unica rivoluzione possibile è la disobbedienza civile, che diventerebbe incivile se ti mandassero i carri armati. Comunque vada io sono d’accordo con lui sul giudizio franco che ha dato a Fassina, sinceramente non ricordo che quando era Ministro abbia agito nel totale interesse del popolo.

Di Erri De Luca la cosa più preoccupante, al di la di come sia andata a finire, è che lo Stato ha deciso di mettere sotto processo le idee, e quando uno Stato processa le idee siamo prossimi alla dittatura, certo non quella dei carri armati nelle piazze o gli stadi che diventano prigioni popolari, ma una dittatura raffinata, dove gli eletti come fecero durante il fascismo si creano leggi e normative adatte alle loro esigenze private e pubbliche.

aragno 3Dicono che io sia un cuscinetto tra istituzioni e antagonisti? Si è vero sono molto legato alla politica che si svolge al’interno dei centri sociali, e fanno bene i ragazzi a diffidare degli adulti con esperienza politica che gli girano intorno sperando di potere mettere sulle loro attività un cappello, a me è diverso, io da loro sono corrisposto di stima e di affetto, sono cose che mi sono guadagnato nel tempo, con fatti e  non chiacchiere e stando sempre dalla loro parte, anche in momenti difficili, come durante le cariche della polizia fuori il teatro San Carlo, a loro non ho mai chiesto nulla, sto con loro perché svolgono battaglie giuste, non perché abbia un’interesse particolare.

Non ho nessuna intenzione di accettare candidature, il mestiere della politica non lo conosco, preferisco fare cose che mi piacciono e in cui mi sento capace, sono uno storico e tale vorrei restare, non siederò mai su una sedia del Consiglio Comunale.

Quello che sta avvenendo in tutto il Paese è preoccupante, ci sono un Parlamento di abusivi, sentenza della Corte Costituzionale stabilisce che la Camera e il Senato sono abitati da abusivi, il Presidente Mattarella è stato eletto Presidente da un parlamento delegittimato e tenuto in piedi solo dal giudizio di alcuni costituzionalisti che sono corsi in sostegno di Napolitano prima e di Renzi poi.

Ma come è nato il Governo Renzi? Le elezioni avevano dato a Bersani il mandato di formare il governo, poi la Corte Costituzionale ha sancito che il parlamento di nominati era illegittimo, infine Letta, non eletto regolarmente, era Presidente del Consiglio, doveva stare sereno e tranquillo e governare con Renzi segretario del PD.

Questo era lo scenario; e che accade? Accade che dopo una riunione nella sede del PD, con l’appoggio di qualche saltimbanco si chiede a Letta di andarsene, attenzione, Letta si è dimesso senza crisi parlamentare, senza un voto di sfiducia, ove peraltro non era certo che passasse, per cambiare dal mattino alla sera nelle mani di un uomo che non era neanche tra i nominati del suo partito, insomma la Costituzione stracciata e messa sotto i piedi.

Renzi e i suoi sono degli abusivi, incostituzionali e che stanno cambiando la Costituzione e le regole del gioco, se non è giunto il momento di ribellarsi ora a chi bisogna aspettare?

Non ricordo bene l’articolo, ma forse il 54 della Costituzione, ebbene, aveva originariamente tre comma, il terzo poi non passato fu scritto, non da un bolscevico, ma dal cattolicissimo Giuseppe Dossetti, il comma recitava così – Se il governo viola la Costituzione il popolo ha il diritto di ribellarsi per difenderla-  quel comma non passò,  perché lo si riteneva sottinteso-

Non gliela diamo, e sono d’accordo, perdere l’attuale Sindaco sarebbe per Napoli una sciagura, in questo momento la malavita è fuori dal palazzo, e questo non è poco, non dico che de Magistris abbia fatto miracoli, ma almeno è certo che con lui cose sporche non ci son state e non ve ne saranno mai.

Mi piace perché è un’appassionato, un idealista e soprattutto dotato di grande coraggio e di un pizzico di anarchia che lo tiene lontano dai giochi del palazzo.

Il coraggio lo ha dimostrato l’indomani della sua elezione, un politico consumato sarebbe andato davanti la città e avrebbe fatto ricadere le responsabilità delle casse vuote sulla precedente amministrazione, messo la città sotto commissariamento per poi trionfare alle elezioni di due anni dopo, lui no, ha voluto rischiare, l’immondizia non è più territorio per malavitosi e con tanti sacrifici ha riportato la città verso un rinascimento culturale.

aragno 2Di lui mi preoccupa soprattutto la foga e il troppo amore da cui è circondato, amore che alla lunga lo potrebbe danneggiare, è un politico di sinistra diverso, ad esempio, il suo attuale fiore all’occhiello, Nino Daniele che è ottimo Assessore alla Cultura, è uomo dalle radici comuniste e, soprattutto il “politico” di questa amministrazione, ebbene io credo che Nino abbia difficoltà a condividere gli atteggiamentio rivoluzionari del Sindaco, in poche parole, e sembra un paradosso, Nino Daniele è più moderato di lui e non approva, a mio avviso,  appieno i suoi plateali metodi di battaglia.
Che a Bagnoli ci sia in corso il marcio è talmente evidente e sotto gli occhi di tutti, ma come è possibile che in una prateria sterminata qual è Bagnoli debba venire un commissario, governativo, mandato da Roma a gestire i fatti della nostra città tenendo fuori il Sindaco, i movimenti e i comitati civici? Come è possibile pensare in questa direzione? Allora la domanda è semplice, cosa bisogna fare di Bagnoli, a insaputa di Sindaco, cittadini e movimenti? È in corso una vergognosa e alla luce del sole, operazione di vendita, peraltro perpretata da un manipolo di abusivi che stanno derubando il Paese.

Lo scenario che si appresta per le prossime elezioni è molto fosco, de Magistris probabilemte sarà il canditato della città, del popolo che non vuole far tornare Napoli a sistemi antichi. Probabilmente la rielezione di de Magistris non farà di Napoli un paradiso terreste, ma è certo che malaffare non ci sarà.

Gli altri come si muoveranno? Le destre sono in crisi, l’unica speranza di vincere è con un candidato forte, al momento il pericolo maggiore viene da Mara Carfagna, ma non tanto per le sue capacità, ma per il semplice fatto che al ballottaggio gli elettori del Pd trovandosi a scegliere tra lei e de Magistris sceglieranno lei, il motivo è semplice, con la Carfagna e le destre la città tornerebbe ad essere la loro fonte di corruzione, con de Magistris non è possibile nessun accordo, viceversa con la Carfagna tutto tornerebbe come prima di lui, un autobus ove c’è posto per tutti con una guida a volte diversa dalla precedente, ma un autobus ove è possibile far salire tutti, destre, simil-sinistra e altri, tutti ad eccezione di uno, il Sindaco attualmente regolarmente eletto.

Lettieri potrebbe essere un pericolo per quello che rappresenta, a chi può far venire appetito? A chi può far interesse una sua elezione?

La campagna elettorale è già cominciata, e decisivo potrebbe essere il ruolo della camorra, già oggi in città appaiono cose strane, gli assalti all’ex asilo Filangeri, sparatorie nel quartiere Sanità ormai tutti i giorni, pensiline degli autobus e panchine divelte, insomma la camorra è già all’opera per delegittimare la città e di conseguenza il Sindaco, tutto questo con l’aiuto degli organi di stampa, che ansimano per il ritorno di Bassolino, c’è anche questo, l’ex Governatore è appoggiato in toto dalla stampa che conta in città.

Il Sindaco de Magistris si presenterà alla città solo, ma non isolato, pulito e ottimista, la sua provocazione alla Sala Domus Ars, “da Roma non vogliamo soldi, ma opportunità” è una idea realizzabile, forse è giunto il momento per lui per decidere di rompere i patti di stabilità.

aragno2De Magistris è un uomo eletto democraticamente e a suffragio universale, il suo antagonista di Roma, in questo momento è un abusivo, Luigi dovrebbe avere il coraggio di dire a Renzi: tu sei un abusivo, tu non sei stato eletto da nessuno, ricopri un ruolo senza aver avuto alcun mandato elettorale al mio contrario che ho ricevuto un mandato popolare, ci chiedi soldi e spazi, basta! Noi a Roma non mandiamo più danari, li teniamo a Napoli per curare la città fin quando a Roma la situazione non sarà diventata di nuovo chiara e costituzionalmente accettabile.

Con una mossa del genere Luigi de Magistris romperebbe, primo in Italia, il patto di stabilità, arricchirebbe Napoli e porterebbe a compimento tutti i punti del suo programma.

Io sono certo che questa è una strada percorribile, costituzionalmente accettabile e che darà la scossa a questo Paese portandola verso una rivoluzione per la legalità i diritti riconosciuti e la giustizia sociale. Credo che mai come ora il Sindaco di Napoli abbia tra le mani le chiavi per essere il leader nazionale di una sinistra forte e vincente”

Precedenti allegati

presentazione

http://www.cantolibre.it/non-gliela-diamo/

Intervento di Vasquez

http://www.cantolibre.it/non-gliela-diamo-2-vittorio-vasquez-i-miei-distinguo/

intervento di Mario Coppeto

http://www.cantolibre.it/non-gliela-diamo-3-mario-coppeto-vomero-notte-volta-pagina/

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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    13 dicembre 2015 at 16:35 - Reply

    […] intervento di Geppino Aragno:  http://www.cantolibre.it/non-gliela-diamo-4-giuseppe-aragno-occorre-la-disobbedienza-civile/ […]

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