Non gliela diamo 10: Fucito –la vittoria è possibile-

Un Assessorato il mio che ha prodotto e darà benefici epocali al risanamento della città. Da Sodano a Marx, il proletariato. L’invenzione cittadina di un’affittopoli. La giunta? Un team

Sandro Fucito, Consigliere Comunale eletto da tre legislature e punto di riferimento per gli elettori di Rifondazione lamenta l’emarginazione che il suo Assessorato riceve da parte della stampa cosiddetta ufficiale, risultati progetti e opinioni nel suo comizio letterario a seguire:

Noi che lavoriamo in giunta non abbiamo mai tempo libero, mai, siamo un team che si cerca telefonicamente quotidianamente, c’è un confronto continuo tra noi, non dico che siamo tutti amici ma stiamo assieme, ecco, stasera viene a cena da me Piscopo, non avremmo tempo libero per noi, perché comunque il lavoro e la passione per quello che facciamo ci prende la mano. Normalmente le cose da fare le scegliamo insieme, le richieste o partono dall’esterno o dal Sindaco, poi vengono dibattute tra noi, quindi si verificano in tutte le sedi l’attuabilità e se è cosa nasce la delibera a fare. Il nostro modo di fare politica è cambiato, anche in noi stessi che amministriamo la città, da questi cambi di rotta che abbiamo anche vissuto in corso d’opera sono nati malumori e qualche abbandono.

Io penso sia fisiologico, alla nascita di una comune sensibilità che non ha avuto il tempo di formarsi e definirsi nella sua idea generale, nel suo rapporto con la società. Su Sodano, penso che abbia visto incrinato un dialogo privilegiato oppure, forse, una esclusiva di opinione sulla giunta e sul Sindaco, Tommaso (Sodano NDR) vedeva venir meno le prerogative iniziali che lo hanno visto come colui che potesse dettare in assoluto una linea al Sindaco.

È un Assessorato difficile il mio, complesso e con pochi riflettori, infatti soffro, nei riguardi miei e dei miei collaboratori, una sorta di -emarginazione mediatica-

fucito1Sono Comunista e me ne vanto, grazie alla mia formazione ho portato avanti quest’Assessorato che nella storia della città è stato sempre la croce e la frontiera del malaffare

Provo dolore e un senso di frustrazione, tre anni di duro lavoro e nessuno neanche sa che cosa abbiamo fatto in questo Assessorato. Mi sento sempre controvento, oscurato dai maggiori organi di stampa, emarginato dalla comunicazione formale e dalla difficoltà di spiegare il lavoro epocale che ho svolto, e non perché si tratti di me, ma perché in questo Assessorato si è chiusa un epoca nera e se ne avviata un altra solare, è un lavoro che agisce in senso contrario a ciò che è stata la -consuetudine- Quest’ultima nella nostra città è stata la gestione privata del Patrimonio Pubblico e l’adesione alla politica ideologica della dismissione.

Alla luce di quanto dico quindi ammettiamo che a Napoli c’è un privato, che prima faceva affari con il Comune, legato ad un grande gruppo editoriale che ci fa una guerra o  con il silenzio, tacendo su quanto di buono stiamo producendo, o creando casi cittadini come –Affittopoli-

L’esperienza di questa giunta ha in se qualcosa di strordinario, abbiamo trovato debiti e guai, affittopoli ad esempio, c’è un giornale che sta cercando di paragonare il caso di Napoli a Roma, ma sia chiaro, anche per questioni di carattere strutturale quello che è successo a Roma a Napoli e in altre città non può accadere, a Roma ci sono beni mmobili ministeriali, a Napoli che c’é? Le abitazioni di proprietà del Comune. A Napoli non esiste un solo caso di appartamenti affittati  in modo clietelare o amicale a chicchessia.

Stanno pubblicando e spulciando dati e notizie vecchie di quindici anni. Lo stesso giornale grida che a Napoli esistono 6 milioni di euro per  fitti passivi, -e va bene dico io, però nessuno dice che quando siamo arrivati noi era di 8 milioni e 300mila euro-.

Abbiamo trovato e risolto delle situazioni che erano veri e propri doli,la circoscrizione di Poggioreale, mezzo milione l’anno, per non parlare dell’appartamento nel centro storico degli eredi Tecce, 82 anni per restituirlo e abolire un terribile fitto passivo.

Sandro FucitoA Napoli ci sono il 10% degli appartamenti ricevuti da donazioni, lasciti, incorporazioni, acquisizioni che è chiamato bene disponibile, uno di questo è a Posillipo, hanno cavalcato la notizia di una famiglia che ci abita con un fitto agevolato, quel giornale parla di scandalo, è un affitto molto vecchio, quella famiglia è composta da due genitori anziani e due figli disabili, sono poveri vicino l’indigenza, insomma cosa mi si chiede? Di sfrattarli e collocarli a Scampia perché la loro casa ha la vista sul mare? Oppure perché inquinano la Posillipo bene con la loro presenza?

A me sembra strano che questo giornale dopo 25 ani di silenzio sul patrimonio immobiliare,vada a rispolverare casi che non abbiamo prodotto noi ma solo ereditato, sinceramente mi appare surreale!

Io prendo solo atto che la candidata Sindaca Valente ad una manifestazione svoltasi all’’Augusteo abbia dichiarato che è interessata per ciò che concerne il patrimonio anche alla collaborazione con privati, cioè a tornare al vecchio sistema che produce denaro per privati, sistema che si è dimostrato disastroso per il passato.

Napoli ha fatto, anche grazie al mio apporto passi da gigante, noi dobbiamo continuare questa opera, e per continuarla c’è solo un’opzione, vincere le elezioni, non voglio essere ottimista come Elena Coccia, non dico alla Che Guevara che la vittoria è certa, preferisco affermare che vincere è possibile, possibile perché abbiamo lavorato bene e i risultati sono evidenti.

Io anche questa volta sarà candidato, anche perché mi è stato chiesto, avrei preferito fare altre cose, ma di fronte le necessità non posso negare il mio apporto e dei compagni che con me condividono idee e progetti.

Io sono di Rifondazione Comunista ma sono pure interessato al processo unitario, sarebbe bene che ci fosse una lista di  tutta la sinistra, come Napoli in Comune.

Il motivo di un’altra lista come Napoli Bene Comune non l’ho compreso, anzi, spero si sia superato.

veleI proletari oggi sono tutti quelli che Marx definiva tali, i proletari oggi sono coloro che creano plus valore e negoziano la loro fatica o intelligenza per un prezzo prestabilito normalmente non corrispondente al valore di scambio della loro prestazione. è a questi che abbiamo il dovere di rivolgerci.

La nostra promessa elettorale è unica –portare a termine tutte le cose che abbiamo messo in cantiere. Io ho da raccontare le cose che sto facendo, la consegna a Marzo al Rione de Gasperi a Ponticelli, la consegna delle vele, 60 locali da mettere a bando, l’Albergo sociale in Via Settembrini (oggi occupato (NDR) , ho da terminare i lavori per il cimitero e i crematori.Personalmente io ho portato alle casse del Comune un beneficio di di beni demaniali, 25 milioni di euro di spesa in meno all’anno.

Del mio lavoro il mio rammarico è di non avere accorciato il divario tra l’ideazione di un’azione e il suo materiale e visibile beneficio e metto in conto che in futuro altri raccontino queste mie azioni come attività proprie. Vorrei sottolineare che il Patrimonio ha concorso al risanamento delle casse con cifre spaventose, quindi rivendico ciò che ho fatto e prodotto.

So e posso spiegare, perché soprattutto in qualcuno che gravita  nell’area dei centri sociali il mio nome si spesso accostato a Gesco, in realtà un signore per fare piacere a un grande imprenditore privato, nel cercare di screditarmi ha scritto che io sarei stato in combutta con Sergio D’Angelo perché mia moglie lavorava, con paga sindacale e prestazioni dovute a 15 anni di esperienza, e che per ben due volte a causa mia ha perso il posto,  per una cooperativa afferente alla Gesco, vero che ho fatto anche una querela su quest’argomento.

Però ammetto che nel tempo sia nato un rapporto personale e di amicizia con Sergio D’Angelo e voglio far notare che comunque il nome Gesco è progressivamente quasi scomparso da quest’amministrazione. I motivi di una mia –antipatia- da parte dei centri sociali  non li ho capiti e vorrei che mi fossero spiegati, è vero che ho cercato di farmeli spiegare, ho invitato Giovanni Pagano quì,  con loro ho spesso incontri per la costruzione di attività e laboratori, allora mi chiedo da me che si vuole? Sono sempre stato attento ascoltatore. Ho letto il comunicato di massa Critica e non capisco se ci sarà appoggio o astensione, in realtà spero che qualora prevalga la seconda ipotesi sia solo una scelta di facciata, perché non credo che loro possano trovare interlocutori più attenti di me e di noi.

Mi dispiace senz’altro che nelle comunali non ci sarà una falce e martello, ma non è la prima volta, è già capitato nel dopoguerra quando i comunisti costruirono un cartello con il Vesuvio e Garibaldi, nei grandi mutamenti storici capita anche questo, ma è evidente che non tutti diamo lo stesso valore ai simboli

 

“Non gliela diamo” precedenti allegati:

http://www.cantolibre.it/non-gliela-diamo/

intervento di Vittorio Vasquez

http://www.cantolibre.it/non-gliela-diamo-2-vittorio-vasquez-i-miei-distinguo/

Intervento di Mario Coppeto, Presidente Municipalità 5

http://www.cantolibre.it/non-gliela-diamo-3-mario-coppeto-vomero-notte-volta-pagina/

intervento dello storico Giuseppe Aragno detto Geppino

http://www.cantolibre.it/non-gliela-diamo-4-giuseppe-aragno-occorre-la-disobbedienza-civile/

Intervento del Musiocologo Carlo Faiello

http://www.cantolibre.it/non-gliela-diamo-5-carlo-faiello-allargare-il-centro-della-citta/

Intervento del gruppo operaio E Zezi

http://www.cantolibre.it/non-gliela-diamo-6-rua-portalba-de-magistris-come-berlinguer/

Intervento del Consiglere Pino De Stasio Municipalità 2

http://www.cantolibre.it/non-gliela-diamo-7-pino-de-stasio-nulla-piu-a-sinistra-di-noi/

Intervento di Melinda Di Matteo Assessora Municipalità 2

http://www.cantolibre.it/melinda-di-matteo-la-bellezza-un-problema-di-classe/

Intervento di Elena Coccia Vice Sindaco città metropolitana

http://www.cantolibre.it/non-gliela-diamo-9-elena-coccia-la-vittoria-e-certa/

 

 

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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  • Non gliela diamo – spot
    7 maggio 2016 at 16:04 - Reply
  • Non gliela diamo fine: Nino Daniele -Napoli sarà la capitale dell’illuminismo-
    5 giugno 2016 at 4:18 - Reply