Noi e l’ Acqua

La stessa che bevevano i dinosauri. Oggi una persona su sei nel mondo non ha accesso diretto a acqua potabile e pulita.la prossima guerra sarà per l'acqua
Scritto da Roberto Braibanti
L’acqua è il bene più resiliente di Gea.
La risorsa più riciclabile .
L’acqua che è apparsa sulla terra circa 4,5 miliardi di anni fa’ è la stessa acqua che oggi scorre nei nostri mari,fiumi,laghi e ruscelli .
E, ovviamente, la stessa acqua che usiamo per bere, farci la doccia,cucinare .
Ogni singola goccia ha la stessa sconcertante è incredibile lunga vita.
L’ultimo bicchiere d’acqua che avete bevuto, magari, lo hanno bevuto prima di voi i dinosauri, oppure le tigri con i denti a sciabola.
O ha dissetato i costruttori di Stonehenge o del Tay Mahal.
O magari ha toccato la pelle di Gesù o di Buddha .
Sicuramente ha fluttuato nelle nuvole e insieme ai pesci in oceani o fiumi
Perché l’acqua non può essere finita e non può essere distrutta .
Ha una resilienza oltre ogni limite .
Questa è una buona notizia per gli esseri umani che da sempre la inquinano in tutti i modi possibili: perché l’acqua si autodepurera’ attraverso l’evaporazione e la cristallizzazione .
La cattiva notizia è che per fare tutto questo l’acqua dolce  ci mette centinaia di anni
E Noi siamo troppi e troppo più veloci di lei nel consumarla e sprecarla .
Vedete negli ultimi 25 anni è stato largamente predetto che le nazioni finiranno per farsi la guerra per l’acqua dolce .
Già il Dr Boutrous Ghali,già segretario delle Nazioni Unite nel 1985 lo dichiaro’:
La prossima guerra nel medio oriente si farà per l’acqua non per la politica
Da lì in poi lo disse nel 1995 Ismail Serageldin ,allora vicepresidente del reparto di sviluppo ambientale e ecosostenibile della World Bank,Kofi Annan è più recente, Ban Ki Moon, entrambi segretari generali dell’Onu.
Queste preoccupazioni non nascono per caso.
Oggi una persona su sei nel mondo non ha accesso diretto a acqua potabile e pulita.
E molti sono bambini.
Se immaginate una scuola elementare media di 500 bambini e poi immaginate di mettere in fila i bambini di 10 scuole di queste dimensioni avrete il numero di bambini che muore nel mondo ogni giorno perché non ha accesso a acqua pulita (tre big thrist:the secret life and turbulent future of water;Fischman).
E i paesi sviluppati ?
nell’ultimo secolo la maggior parte delle persone in America e in altri paesi occidentali hanno sempre visto l’acqua come abbondante, sicura, economica:
come l’aria che respiriamo;
per cui  noi abbiamo imparato a contare sull’acqua senza nemmeno pensarci.
Errore .
Oggi negli Stati Uniti si consuma più acqua nella produzione elettricità che per qualsiasi altra cosa :
È stata fatta una stima di 760.000.000.000  di litri d’acqua per fornire energia agli impianti termoelettrici nel 2005 !
E gran parte di questa acqua viene usata per raffreddare macchinari.
L’irrigazione,o innaffiamento agricolo,rappresenta negli usa il secondo uso con 485 miliardi di litri al giorno.
E al contrario dell’acqua che usiamo in casa,che torna nei ruscelli o nel mare,metà di quest’acqua si perde nel processo naturale di  evaporazione ( o nelle perdite dei tubi ).
Comunque la verità è che questo periodo d’oro  sta finendo.
 Tre dei più grandi trend che guidano la penuria d’acqua sono la crescita della popolazione , lo sviluppo economico e il cambiamento climatico.
La popolazione globale e aumentata da circa 1 miliardo e sei del 1900 ai 7 miliardi del 2011.
E entro il 2045 le Nazioni Unite prevedono che raggiungerà’ i 9 miliardi e dato che ogni persona sulla terra ha bisogno d’acqua,ne abbiamo ( e ne avremo) solo una fornitura limitata:
La stessa quantità che abbiano sempre avuto, perennemente riciclata dalle nuvole, dai corsi d’acqua e dei mari, adesso nelle nostre case  e poi di nuovo dalle nuvole.
Non c’è modo di aggirare la nostra riserva globale limitata:
non possiamo creare acqua e non possiamo nemmeno usare dei sostituti dell’acqua .
Secondo le nazioni Unite ,per via dello sviluppo economico,la crescita di consumo d’acqua  è passato per la crescita della popolazione, secondo un tasso di uno a due nel secolo passato.
E anche i cambiamenti climatici stanno aumentando la scarsità d’acqua, rovinando il ciclo naturale idrico in vari modi rendendo  più piovose le zone piovose, più aride quelle già’ aride, le siccità più durature e gli alluvioni più intense e facendo in modo che la neve si sciolga più velocemente.
Cosi i cambiamenti climatici portano a terreni  più aridi,
Che rallentano il rifornimento delle falde acquifere.
E forse la cosa più drammatica:
accelera  lo scioglimento degli ghiacciai, colpendo le riserve d’acqua da qui dipendono  milioni di persone.
 Il risultato di questi e altri fattori ha portato le  Nazioni Unite a prevedere che per il 2025 due terzi della popolazione mondiale potrebbe vivere in condizioni con scarsa disponibilità idrica, in cui potrebbe essere difficile -o impossibile -ricevere acqua adeguata per le necessità agricole, industriali e casalinghe.
Vi sarà chiaro che in questo scenario il rischio di conflitti e’oggettivamente reale.
Il Medioriente e la regione con la più scarsa disponibilità idrica del mondo.
E’  un luogo dove stati in cattivi rapporti, o addirittura in guerra, devono  trovare il modo per condividere questa risorsa ormai insufficiente.
Pensateci : gli abitanti della Turchia, della Siria e dell’Irak, ad esempio, dipendono tutti dall’acqua del fiume Eufrate.
Gli abitanti di Egitto e Sudan invece dipendono dall’acqua del Nilo.
 Israele, la Cisgiordania, la Siria e il Libano devono condividere l’acqua del Giordano, forse la fonte della disputa maggiore.
Poi in effetti bisogna anche dire che ad oggi di guerre per l’acqua ce ne sono state pochissime, in verità solo una:
tra due città stato mesopotamiche, Lagasch e Umma,circa 4500 anni fa.
In compenso la Oregon State university ci dice  che ad oggi sono stati circa 3600 gli accordi legati all’acqua fra vari stati.
Questo per ricordarci che fino ad oggi anche stati in conflitto sono riusciti a evitare che quest’ultimo fosse un motivo per “assetare” i nemici:
 di fatto nessuno fino ad oggi ha usato la guerra per togliere un bene primario i propri nemici.
Questo ci lascia sperare anche se,per tutto quello che vi ho raccontato, la scarsità di acqua prevista per i prossimi anni tenderà a rendere sempre più tesi questi rapporti.
In questo scenario l’Italia come è messa?
Male direi .
Perché se da un lato abbiamo la fortuna di essere un paese molto ricco di acqua naturalmente, dall’altro siamo tra quelli che ne spreca e ne inquina di più.
Abbiamo perdite nelle nostre reti idriche pari al 50% della loro portata.
Non investiamo nulla nella loro manutenzione.
 In più inquiniamo l’acqua dolce in maniera pesante rendendo inutilizzabile gran parte del nostro patrimonio idrico fluviale e lacustre.
Il dissesto idrogeologico, e quindi la cattiva gestione del rapporto acqua
-territorio, fa il resto.
Sono dati recenti di Legambiente quelli  che ci dicono che oltre il 90% dei comuni italiani è a rischio di dissesto idrogeologico.
I cambiamenti climatici che stanno trasformando in semi-desertico il nostro sud e che colpiscono a nord  i nostri ghiacciai sulle Alpi sciogliendoli anno dopo anno, ci danno un combinato disposto con gli altri problemi descritti,che rende il nostro paese decisamente fragile e a rischio .
Dovremmo e investire in prevenzione e in infrastrutture con programmi decennali su tutti i punti citati per poterci trovare pronti a gestire gli scenari globali che si avvicinano .
Ad oggi non lo facciamo.
E siamo un po’ come le cicala della favola di Esopo,che cantavano spensierate d’estate senza pensare all’inverno che le avrebbe uccise da lì a qualche mese.
Roberto Braibanti
-Consigliere di Ato1 Napoli
-Dipartimento ambiente di Sinistra Italiana
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