Napoli/Venezuela: dopo i ni del Sindaco cresce in città la mobilitazione pro Maduro

Presentazione alla Casa del Popolo del libro "dopo Chavez come nascono le bandiere" occasione per una forte solidarietà per Maduro e il suo popolo. in città cresce la mobilitazione
“Ieri, a Napoli, presso la Casa del popolo di piazza Dante, si è tenuta la presentazione del libro: “Dopo Chavez come nascono le bandiere” di Geraldina Colotti. Hanno presenziato la Console di nomina governativa della Repubblica bolivariana del Venezuela a Napoli, Esquisia Rubin, ed il Presidente del Consiglio comunale, Sandro Fucito.
L’iniziativa è stata promossa dal Gruppo Antonio Gramsci e ha visto la partecipazione di Rifondazione comunista ed ex Opg/Potere al popolo oltre a tante associazioni, collettivi, movimenti. Sono intervenuti, fra gli altri: Rosaria Galiero, consigliera comunale “Napoli in comune a sinistra”; Claudio Finelli, delegato cultura Arcigay Napoli; Roberto Evangelista, Ex Opg / Potere al popolo; Gabriele Gesso, Segretario provinciale del PRC Napoli.
 
La grande partecipazione all’evento è stata utile per informare sul tentativo di golpe in corso in Venezuela e lanciare una nuova campagna di mobilitazione internazionalista.”
Questo il comunicato del gruppo “Antonio Gramsci“,  in particolare, la presentazione del libro, che ha dato spunto a questo pomeriggio venezuelano è statao un successo imprevisto forse per gli organizzatori stessi, le sale piene come anche le scale che portano all’ingresso della Casa del Popolo.
Il Presidente Fucito nel presentarsi ha ironizzato sul comportamento di Guaidò “come lui si è proclamato Presidente del Venezuela io ora mi autoproclamo Sindaco di Napoli“. Fucito si è inoltre esposto in un intervento tutto formalizzato sull’imperialismo americano. “quello in Venezuela è un vero è proprio colpo di stato senza mezze misure, con la minaccia di intervento militare e di guerra, generale o civile”
Scorre nella sala un sentimento di preoccupazione, negli interventi risulta molto facile paragonare l’attuale amministrazione Trump a quella sanguinaria degli anni 70, allorquando creava guerre e sanguinosi conflitti in Asia e con politiche di totale assenza di diritti umani in tutto il Sud America.
La consigliera Galiero ha ribattuto che le risoluzioni che via via si stanno realizzando in molti Paesi, tra cui la Comunità Europea altro non sono  che attacchi scriteriati verso un Paese che le sue elezioni già le ha avute e con un risultato netto.
Ed è questo il leit motiv dell’assemblea, perché questa prestesa, quasi violenta di nuove elezioni o addirittura di farsi da parte, è una pretesa ai più incomprensibile.
Negli interventi si è dibattuto molto sull’importanza del petrolio, nell’esportazione della Democrazia, sulle fake news che arrivano dal Paese, qualcuno avverte “staanno taroccando perfino le fotografie, piazze semivuote per Maduro,oceani di folla per Guaidò.
Intervento politico invece quello del Segretario Provinciale Gabriele Gesso, che ha battuto i punti su alcune analogie con l’Italia, e allora:”Venezuela un Paese di corruzione politica?  e parliamo proprio noi che della corruzione politica ne abbiamo fatto un uso di Stato, così come la precarietà sanitaria, ma chi di voi non fa la fila alla ASL o non può curarsi per i costi eccessivi della Sanità, la realtà che l’imperialismo americano vuole tornare a dettare legge in tutto il Sud America, e dopo Brasile, Argentina, e altri Paesi ora manca il Venezuela, maggior produtore di petrolio, ma quello che di quel Paese maggiormente si teme è l’esempio che può dare a intere generazioni”.
Il Segretario ha continuato auspicando che cresca una mobilitazione, anche perché quello della rivoluzione Bolivariana è uno degli ultimi sogni che percorrono il mondo, ed è così che è entrato nel merito del Libro della Colotti, “è un testo sorprendente, che è stato scritto con passione e dedizione, da questo libro veniamo a conosceza di tanti aspetti della vita venezuelana e soprattutto i successi nel campo dei diritti, è un libro che va letto più di una volta e da conoscenza profonda del Venezuela post Chavista”
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