Napoli: Finito il giorno più lungo

Napoli deserta di giorno, turisti spaesati in un centro pressocchè chiuso. Giornata di lavoro per il Sindaco e l’Assessore Daniele. A Tullio de Piscopo le chiavi della città.

È considerato da psicologi e analisti il giorno più pericoloso dell’anno, per anziani e persone che vivono la solitudine,  è il controppasso del Natale, più commerciale e grazie alle rigide temperature più sopportabile.

Il 15 Agosto, Ferragosto, festa sia laica che cattolica, è il giorno dei conti con se stesso e con il seminato.

Contrariamente a quanto sbandierato la città, come le altre supponiamo, è apparsa deserta, calda, vuota.

Alle 9 del mattino Piazza Dante è libera da qualsiasi rumore o voce, sulle panchine alcune donne di provenienza straniera, qualche “motoretta” che sfonda il silenzio irreale.

Un po’ di vita, un gruppo di turisti giapponesi lo si incontra nei pressi della funicolare di Via Toledo.

Alle 9,30 Piazza del Plebescito sembra far riflettere l’asfalto, qualche passante, un paio di auto della polizia municipale e un po’ di vita nei classsici Bar che riempiono il triangolo San Carlo-via Chiaia- Piazza Trieste e Trento

Ma basta uscire dalle piazze per entrare nelle vie, anche principali per tornare nel deserto.

Naples,_Montesanto_station_SEPSALa Ferrovia Cumana è presa d’assedio da almeno un centinaio di perone, intorno alle 11,30, la zona flegrea è la sotto-meta della Penisola Sorrentina. Le spiagge di Lucrino non hanno il pienone, ci sono disponibili a meno di 10 euro lettini in prima fila.

I servizi, o meglio i disservizi della ferrovia Cumana  fanno sì che, invece, il viaggio di ritorno diventa una prova di nervi; i treni sono affollati già da Torregaveta, salire sui vagoni dalla stazione di Lucrino è pressoché impossibile, manca l’aria e il viaggio sa di esodo, stretti stipati con incoscienti che lasciando aperti i propri passeggini non solo tolgono spazio agli altri ma anche aria ai loro figli immersi nella calca. Una signora grida la sua rabbia dicendo che “a Napoli non funziona più niente per colpa dei neri e dei cinesi”, ma immediatamente e spontaneamente scatta una salva di fischi.

Giornata di lavoro e di affari al centro storico, gli “acchiappatori” di ristoranti e bar hanno il loro da fare, peraltro riuscendoci con professionalità e discrezione.

I “nativi” invece o stanno al chiuso in casa a guardare la tv o sulle panchine di Piazzetta Nilo e San Domenico Maggiore, instancabili e all’opera gli artisti di strada e i venditori ambulanti.

Giornata di lavoro intensa per il Sindaco Luigi de Magistris, rimasto in città insieme all’Assessore Nino Daniele, per gli ultimi preparativi del concerto dedicato alla città alla rotonda Diaz.

Il giorno più lungo però da un po’ di tregua, l’aria è più fresca e nel primo pomeriggio una leggera pioggia rinfresca la città.

La città s’incontra dal calar del sole nelle vie del mare liberato, Partenope e Caracciolo.

DE-PISCOPOLa sera  alla rotonda Diaz il concerto di Tullio De Piscopo, alla presenza del Sindaco è un segnale alla città, rimasto con i più deboli, i più colpiti, i più tartassati, anche questo è una dimostrazione dei tempi che cambiano, sono lontani quelli dei Sindaci che il giorno di ferragosto lo passavano in barche o in ville a Capri o Ischia, lasciandosi fotografare per quotidiani e rotocalchi.

La città ha avuto il suo attimo di svago, di unione serale con il concerto del sempre più bravo De Piscopo, non c’è la folla delle grandi occasioni, ma ci sono famiglie intere, dai nonni ai nipoti, c’è lavoro per i bar, i ristoranti e gli “acquafrescai”. Non ci sono i fuochi d’artificio, ma la natura rimedia con dei lampi fantastici che sembrano colpire il Vesuvio e la Penisola Sorrentina.

Tullio De Piscopo ha risposto favorevolmente alla proposta di levare un po’ di tensione e dispiacere ai cittadini rimasti in città per povertà e non per scelta.

Durante lo spettacolo, essenziale e allo stesso tempo divertente, Tullio è apparso molto ciarliero, invitando gli altri cantanti a smetterla di dedicare tributi e fare sciacallaggio ai danni di colleghi che non ci sono più e subito appare chiaro il messaggio… quindi racconta della sua vittoria contro il cancro e si mostra commosso quando l’Assessore Nino Daniele gli consegna le chiavi della città, la massima onorificenza cittadina, per i 50 anni di carriera.

L’assessore alla Cultura, Nino Daniele, racconta anche alcuni aneddoti che lo legano ai suoi incontri con De Piscopo e Pino Daniele.

L’Assessore è vestito di jeans e giacca bianca senza cravatta, la semplicità e la discrezione è stata l’atmosfera di questa festa, l’ultima dell’estate; da domani comincia il conto alla rovescia, la città attende il rientro di chi ha mollato la presa e i cassetti si riempiono di sogni da realizzare.

Il ferragosto del 2016, speriamo che sia diverso per tutti. Auguri!

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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