Napoli: città accessibile a tutti? Un sogno ancora lontano

Ai disabili la città negata e non solo i giorni della sfilata di D&G

Polemiche pro e contro la scelta di consentire lo svolgimento della kermesse griffata D&G, riservando l‘accesso ai Decumani solo a pochi e selezionati privilegiati, mentre veniva negato per ragioni di sicurezza al resto dei napoletani. Continua invece a passare sotto silenzio, quasi come “accettato” o “normale” la negazione alla comunità dei disabili Napoletani del diritto alla mobilità e quindi l’accesso all’intera città, e non solo ai Decumani e non solo per un unico week end. (Umberto Laperuta)

Per barriere architettoniche s’intendono gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea;  gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di parti, attrezzature o componenti; la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi.

Costruzioni senza barriere oggigiorno dovrebbero essere una cosa ovvia.

Malgrado le leggi ne impongano l’eliminazione sono ancora molto presenti  e l’accessibilità nelle nostre città è ancora lontana, soprattutto, nelle grandi città , come Napoli.

Nonostante siano state effettuate numerose opere di abbattimento e adeguamento, con scivoli, pedane , dispositivi di sollevamento, muoversi in carrozzina è ancora molto difficile e problematico.

Il trasporto pubblico ha accessibilità quasi pari a zero. Gli autobus e i tram sono inaccessibili e quelli dotati di scivoli automatici, quasi sempre non funzionano perché non c’è manutenzione.

Le funicolari sono dotate di percorsi agevolati e impianti di sollevamento, che spesso si guastano, bloccandosi a metà percorso e creando situazioni difficili e rischiose.

barriereLa linee della metropolitana sono prive di barriere architettoniche e con ascensori per l’accesso agevole in carrozzina, ma anche qui non mancano i problemi perché il dislivello tra la banchina e il passaggio ai treni rappresenta un ostacolo notevole. Basterebbe una pedana removibile ma non c’è.

A questo punto va fatta anche una riflessione sul fatto che i disabili sono costretti a muoversi solo accompagnati , dovendo così rinunciare a muoversi in autonomia con la propria carrozzina elettrica, e questo è molto avvilente.

Per chi vive in periferia e, non dispone di mezzi propri, la situazione è anche peggio, gli autobus sono tutti inaccessibili e praticamente si rimane tagliati fuori.

Il taxi rappresenta spesso, l’unica alternativa possibile, ma non esistono autovetture particolari, magari con sistemi di sollevamento, quindi chi ha un’autonomia più ridotta, anche in questo caso non può spostarsi da solo.

Gli scivoli dei marciapiedi poi, sono continuamente occupati da auto e motorini in sosta,alcuni sono fatti male, troppo ripidi e in altri casi mancano….

Insomma muoversi in città significa affrontare mille difficoltà ed è per questo che molti disabili preferiscono rinunciare e restare in casa.

Ma questo significa rinunciare ai propri diritti ed alla libertà . L’unica strada possibile è quella di continuare, partecipando in prima persona, segnalando e denunciando le cose che non vanno, chiedendo , senza mai stancarsi, che i nostri diritti vengano rispettati, affinchè ognuno capisca che la città è un patrimonio di tutti

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