MORTE E IMMIGRATI: ORA BASTA!

Passare dalle parole ai fatti, lasciare entrare tutti. appello di Salvatore Nappa

Riceviamo e volentieri pubblichiamo: di Salvatore Nappa

Si ha la coscienza di ciò che esiste solo quando questo è raccontato, ma lo si interiorizza meglio se si è esposti al contatto diretto con degli avvenimenti che producono emozioni o con persone portatrici di emozioni.
Da anni l’Italia  è diventata un porto di approdo per migranti provenienti dall’Africa e non solo.                                                       Un viaggio che li costringe ad attraversare il Mar Mediterraneo con carrette sgangherate strapiene di gente, un ultimo passo dopo aver camminato per giorni lungo cocenti deserti.

immigrant2Il termine “viaggio” si configura, nell’immaginario comune, con valenza positiva,: lo si identifica con ore trascorse lietamente nell’esplorazione di nuovi mondi e nuovi orizzonti, ma per molti migranti il termine ha valenza piuttosto negativa: il viaggio è l’unica speranza per una vita migliore, una via di fuga da oppressione, guerre, pericoli e violenze.

Ci si allontana da casa e prima di attraversare il mare si attraversano intere regioni, si è sottoposti a vagabondaggi e a soste nei posti più disparati. Molti non ce la fanno, il viaggio ha in sé una propria selezione naturale. Solo i più forti, una piccolissima percentuale, riescono ad arrivare al confine col mare. Mare ci ha anche consegnato corpi senza vita, senza nome, nel totale sgomento di tutti.

Troppi morti, molta commozione ai funerali delle vittime dei naufragi.. Una seria di numeri sulle bare in legno, grandi, piccole, bianche: il Mar Mediterraneo, che per secoli è stato crocevia di civiltà, oggi è diventato un cimitero di corpi che tentano di comunicare i loro disagi e le loro necessità. Noi muti spettatori restiamo a guardare arrivare chi ce la fa, interiorizzando le loro espressioni facciali, inermi davanti a tutto ciò. Non esiste un’alternativa legale al viaggio, necessitiamo di riappropriarci di umanità e non di lasciare al mare il compito di far naufragare le vite degli uomini.

Non risolveremo mai il problema dell’immigrazione se non risolveremo la profonda sperequazione economico-finanziaria che regge questo mondo, dove il 10% si pappa il 90% delle risorse di questo mondo e questo per difendere lo stile di vita di pochi a spese di molti morti di fame. E’ crollato il muro di Berlino ora tocca al muro del denaro.

 

fiori-in-mare

 

 

 

 

 

 

 

Mare Mostrum.

Mi sono dato a te come al seno della mamma

come pietra allo scalpello

non mi sono sottratto al rollio delle tue fauci

sulla cresta dell’onda

ho patito vomito e spine

Su rotte invisibili

ho sparso sogni e passioni

Sale e sole hanno roso fauci bruciato occhi.

Immerso nel vortice assassino mi percuote l’onda.

Siamo gregge senza pastore

storie senza fine

grani senza filo

farfalle senza ali

cornice senza quadri

passaporti senza foto.

mani senza dita

porti senza nave

scarto

(Salvatore Nappa)

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