Morire qua dentro

Un marocchino dentro la sua valigia ha messo qualche straccio, tanti sogni e il fratello che muore asfissiato. Ieri, giornata della vergogna europea, 8000 respingimenti alle frontiere.

La valigia è la rappresentazione di momenti indubbiamente felici, quel rettangolo è l’ideologia della festa, del sogno, delle partenze, delle cose e degli abiti importanti da portarsi in vacanza.

In  una valigia normalmente si mettono abiti, sogni e ambizioni. I più poveri invece la usano come armadio – cassetto per poterla poi aprire al primo cambio di stagione.

Per noi italiani, in particolare, la valigia è anche la rappresentazione di un riscatto, poche cose dentro, soprattutto dei sapori della terra di provenienza, salami, olio, vino e soprattutto tanti formaggi che riempivano l’aria del vagone di un treno che li avrebbe portati dalle province del Sud a Milano, Torino, Genova, o sulle navi dirette da Genova a New York, Sidnney e altre capitali del mondo.

Ieri in Marocco, con direzione Spagna un giovane di 27 anni ha cercato di raggiungere quella che un gruppo di banchieri e faccendieri del danaro insistono a chiamare impropriamente Unione Europea.

Come tutti i ragazzi del mondo anche i due fratelli sognavano di restare uniti e di raggiungere Madrid, Parigi, Berlino, Goeteboòrg, o magari Copenaghen e Helsinki, città sognate da tutti i giovani per tanti motivi.

Città sognate grazie all’enorme fiume  d’inchiostro che romanzieri e sceneggiatori hanno contribuito nei secoli a rendere più ricche e piene di fantasia.

Queste anime vaganti, sono ottanta milioni nel mondo, più di Germania e Austria messe insieme, o se si preferisce, Italia, Svizzera Grecia e Albania, insomma una superpotenza umanitaria.

Questi sognano l’Europa non per capriccio ma perché vedono l’Europa come un fratello maggiore che dovrebbe togliere loro le castagne dal fuoco o aiutarli nel momento del bisogno.

banca-centrale-europeaSi perché noi europei, razza bianca abbiamo molti interessi in Africa, dove ci conoscono perché le risorse dei loro Paesi sono nelle mani fi uomini bianchi occudentali; se ci sono petrolio, diamanti, miniere di qualsiasi genere o metalli preziosi e non,  gli interessi europei spaziano nelle loro terre in lungo e in largo; in Camerun perfino alcuni ristoranti del centro della capitale sono di proprietà di un campano, precisamente di Positano, in provincia di Salerno.

Credono di avere affinità con noi perché ancora oggi, nonostante il colonialismo sia finito da decenni ben 14 nazioni africane, dal Burkina Faso, al Senegal, la Guinea-Bissau, la Costa d’Avorio, il Mali, il Niger, il Senegal, il Togo, il Camerun, la Repubblica Centrafricana, il Ciad, il Congo-Brazzaville, la Guinea Equatoriale e il Gabon, ogni anno versano nelle casse della Banca Francese un corrispettivo di ben   500 miliardi di dollari al  ministero del Tesoro francese.

Non sono pochi gli analisti economici che affermano che se non esistesse l’Africa la Francia, così dura con gli immigrati, sarebbe un Paese da quarto mondo.

Sognano l’Europa perché parlano francese, portoghese, spagnolo, addirittura italiano, come in Libia e  Eritrea e un poco anche in Somalia.

Sognano l’Europa perché nei 67 colpi di Stato che si sono effettuati regolarmente negli ultimi 50 anni in Africa c’è sempre stato lo zampino di qualche Paese europeo, soprattutto Francia e Belgio.

Sono stati abituati da sempre e neanche con tante gentilezze, a sentirsi, ora francesi, ora spagnoli o portoghesi,  belgi o olandesi.

Appare naturale che con questi presupposti l’Europa,  a loro, appare la scelta più naturale, penseranno che se gli europei sono stati secoli da loro a prendere saranno anche capaci di dare.

imageMa ieri per l’Europa è stata la giornata della vergogna: ben 8000 immigrati che sono arrivati alle nostre frontiere sono stati ri-inviati da dove provenivano, le frontiere Europee ieri hanno fatto il pieno, 1700 immigrati allontanati dal porto di Calais mentre cercavano di raggiungere l’Eurotunnel,  altra trappola mortale, dove grazie a costosi dispositivi sono stati scovati altri 700 uomini e donne, anche un bambino di 10 anni.

In Ungheria quasi 5000 respingimenti di uomini e donne che venivano dalla Serbia e Siria, Egitto e Cina e Pakistan. 

Notizie vicino all’incredibile giungono dall’Inghilterra, l’ultimo Paese ad avere abolito la tratta legale degli schiavi, ebbene Cameron sta per presentare una nuova legge contro gli immigrati, carcere a chi ospita immigrati senza permesso, e sembra sia allo studio anche un piano atto a favorire la delazione, chi sa dove è un clandestino e non lo dichiara sarà severamente punito dalla legge, prima di tutto perdendo la casa attraverso uno sfratto forzato.

In Ungheria si alza un muro che scoraggi i serbi ad entrare nel Paese degli Ungheresi, ed è in corso la riproposizione del nazismo,  e l’Europa, così forte con la debole Grecia, quella dei conti a posto e dell’Austerity, è incapace di chiedere al governo ungherese “cosa state facendo?”.

L’Europa è solo una circonvenzione di banche e la parola che regna sovrana in tutta la comunità è una sola “EURO” il resto non conta.

Alle frontiere non basta più il passaporto, ma quel che occorre è una Mastercard o un’American Express, questa è l’Unione Europea, in cui le persone dotate di un minimo di sentimento positivo non vogliono assolutamente riconoscersi.

È questa l’Europa strana, così brava a prendere, e con la mano così tirata quando si tratta di dare, e costoro che la giudano e governano alzano anche la voce e con molta probabilità non sapendo di cosa parlino.

bagagliotransitoI due fratelli, quello rimasto vivo ora in stato di arresto per omicidio colposo, sognavano la libertà, una vita insieme con meno affanni  e qualche sogno che avrebbero voluto vedere realizzato. Forse il migrante morto, cui non sono state fornite le generalità, si è lasciato prendere la mano dalla storia di Abou, un bimbo di otto anni che è riuscito a diventare spagnolo grazie a questo sistema.

Il giovane e forte è entrato in quella valigia e si è messo nella stessa posizione cui è stato nove mesi prima di nascere, con molta probabilità gli son bastate meno di nove ore per morire soffocato, senza aria e in quella posizione solo all’apparenza così innaturale.

Messo in valigia dal fratello, sistemato nel bagagliaio di un’auto, è salito sulla nave ufficiale che andava in Spagna,  parcheggiata nel garage della nave, ove già di per esso il calore è insopportabile e la carenza di aria è forte, figurarsi quante speranze aveva di vivere sistemato in un bagagliaio tra altri bagagli al chiuso di un’automobile nel garage di una nave..

 Il fratello in un giro di controllo ogni tanto andava a controllare che la situazione fosse ideale, purtroppo nell’ultimo controllo non ha sentito nessuna risposta al suo segnale, due colpi secchi sulla valigia ai quali lui avrebbe dovuto rispondere dall’interno con i medesimi due colpi.

Il fratello impaurito ha aperto la valigia dei sogni e ha trovato l’orribile spettacolo di cui tutti dovremmo sentirci un po’ responsabili, dai più importanti e grandi cittadini della comunità agli ultimi come noi che evidente fanno troppo poco perché questo continuo assassinio di vite termini e al più presto.

torre_eiffel_web--400x300È morto sognando la torre Eiffel, o forse il Tamigi,  l’abbraccio dei suoi amici e familiari che cercava di raggiungere, la sua fiamma si è spenta mentre sognava come un bimbo che si affaccia alla vita.

Qualcosa di strano deve essere accaduto negli ultimi 50 anni se è vero che nel 1965 Ute Schmalfuss con lo stesso sistema, chiusa in una valigia provò a scappare, riuscendoci, da Berlino Est alla parte dell’’Ovest, Ute scappava dal comunismo, e appena arrivata all’Ovest fu ricevuta dal borgomastro ed ebbe onori nazionali, fu considerata una eroina, perfino il Presidente degli USA Kennedy le inviò un messaggio apprezzando il suo gesto di valore per la libertà. Chi è capace di spiegare cosa sta accadendo?

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