MONDO VIOLENTO

L’aggressività nell’uomo è istintiva, biologicamente determinata e quindi ineliminabile, ma stiamo forse per superare la soglia di sopportazione

Si picchiano ragazzi che sfilano in cortei per reprimere una rivolta, si picchiano gli omosessuali, le trans, le lesbiche. Si picchiano le mogli, i figli, i genitori. Si picchiano i controllori, gli autisti dei bus, gli anziani per le pensioni o negli ospizi, le professoresse che riprendono gli allievi e danno loro un voto basso, i compagni di classe silenziosi e studiosi o perché obesi. Si picchiano i bambini negli asili nido perché non smettono di piangere. Si picchia l’allenatore perché tiene sempre in panchina il ragazzo, o perché lo ha richiamato in panchina. Si picchiano gli arbitri per un rigore non dato. Si picchiano i tifosi delle squadre avversarie. Si picchia l’extracomunitario, il barbone, quello che si è preso il parcheggio e quello che ti ha tagliato la strada. Si picchia quello che ti è passato accanto perché ti ha guardato in modo strano, il ragazzino che ci prova con la tua ragazzina anzi; quello si accoltella. Si picchia l’operaio che vuole essere pagato, la ragazzina che non vuole prostituirsi. Si picchiano le prostitute. Si picchia chi prova a redarguire chi provoca atti di vandalismo, il vicino di casa che non vuole abbassare il volume o quello che ha provato a chiedere di farlo. Si picchiano gli infermieri e i medici nei presidi ospedalieri, gli indifesi, i portatori di handicap, si picchiano i più deboli. Si picchiano i cineoperatori che riprendono soprusi, gli scioperanti che urlano la rabbia per la chiusura delle fabbriche o slogan contro il governo e i suoi governanti. Si picchiano i ragazzi che provano ad alzare la voce e a protestare. Si picchiano i cani dopo averli appesi ad un albero.
Arancia_Meccanica_0002Nessuno prova più a confrontarsi verbalmente, a far sentire le proprie ragioni senza rischiare di ritrovarsi con il naso e i labbro rotto. Siamo sotto scacco di chi, incapace di discutere, usa la violenza credendo così di incuterete timore e rispetto al passaggio. Che brutta società se pensano che non possano esserci altri metodi per appianare le tensioni. Del resto, chi ci governa preferisce sganciare bombe invece di sedersi intorno ad un tavolo e trovare soluzioni meno disastrose. La violenza che respiriamo nel nostro piccolo non è altro quella che si respira nel mondo. Ci sentiamo tutti autorizzati ad alzare le mani, a ferire senza offrire al nostro interlocutore la possibilità di difendersi, giustificarsi, spiegarsi. Un mondo astioso, rabbioso che urla, sbraita fino a farsi uscire gli occhi dalle orbite e che aspetta di veder autorizzare l’uso delle armi per difesa personale. E allora, come per i cellulari, vedremo fiorire un mercato di pistole adatte a tutte le tasche e le età: quelle da donna con il manico tempestato di brillantini, quelle da macho, per il bambino con la faccia di qualche supereroe o calciatore del momento. E a Natale, sotto l’albero, ognuno avrà la sua arma da difesa e in ogni casa si sentiranno botti molto simili a quelli artificiali o di bottiglie di champagne, ma molto più pericolosi. Solo che le scie che lasceranno saranno di sangue e non di polvere chimica.

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