Mi canto es un canto libre (Victor Jara)

Inizia oggi in Florida il processo a uno dei più grandi criminali della storia, uccise divertendosi il più grande artista cileno del '900

Victor era tutto ciò che si può definire arte, commediografo, letterato, poeta e cantautore, iscritto al Partito Comunista cileno di Pablo Neruda. Aveva di fronte una carriera luminosa, avrebbe avuto riconoscimenti internazionali, forse un Oscar o un Nobel.

Victor con altri compagni era la mattina del 15 settembre, solo 3 giorni dopo il golpe  nazi-fascista, all’Università. Insieme i compagni cercavano di organizzare la resistenza popolare, nel mentre arrivarono a decine i militari con i loro fucili e cani, proprio come i nazisti, e arrestarono tutti, conducendoli in uno stadio che era in quei giorni diventato un campo di concentramento e di morte.

victor jaraVictor fu dopo poche ore prelevato e portato in una palazzina adibita a studio di tortura.

Era uno dei cantanti più apprezzati del Cile e della cultura andina.

Essendo musicista e quindi pericoloso, perché i golpisti vivevano nella convinzione che la musica fosse pericolosa per il sistema, fu privato dei suoi strumenti per essere libero, gli furono mozzate le mani per non dargli più la possibilità di comporre, di far diventare musica le sue idee, le sue liriche inconfondibili.

Quindi fu costretto a giocare con altri prigionieri alla roulette russa, benché vide morire i suoi compagni per la loro stessa mano, fu a lungo torturato e circa quaranta colpi di pistola, alle gambe, alle braccia, in punti non vitali, i militari che volevano governare un Paese così si divertivano, uccidendo lentamente, il generale Bianchi affermò “devono vedere la morte lentamente per capire che la loro ora è giunta, devono capire che pensano sbagliato” poi alla fine il colpo di grazia.

Il suo corpo fu gettato in una discarica e solo dopo tempo la moglie riuscì a recuperarlo e farne una tomba normale che oggi è meta di pellegrinaggio per tutti gli uomini liberi e gli artisti.

Oggi comincia il processo negli USA a uno dei suoi aguzzini, torturatori e assassini, Pedro Pablo Barrientos Núñez, ha la veneranda età di 88 anni, tutti vissuti nascondendosi dai suoi crimini, dal suo comportamento contro la vita e le persone.

È passato molto tempo dalla fine della dittatura in  Cile, e in America e nello stesso Cile  non sono pochi a chiedersi che senso ha dopo tanto tempo cercare questa vendetta.

Non si cerca la vendetta, sentimento peccaminoso e privo di senso.

Non sono pochi a credere che il tempo che passa possa lenire un dolore, questo non è possibile, passano settimane, mesi a volte anni e lustri, che il dolore, il senso di vuoto, la paura che possa ricapitare vive in chi ha subito il danno, e la società intera ha subito il danno della perdita di Victor, non si cerca la vendetta, ma semplicemente la giustizia per vivere in un mondo se non più bello ma almeno più giusto

jaraEl verso es una paloma
que busca donde anidar,
estalla y abre sus alas
para volar y volar.
Mi canto es un canto libre
que se quiere regalar
a quien estreche su mano,
a quien quiera disparar.Mi canto es una cadena
sin comienzo ni final,
y en cada eslabón se encuentra
el canto de los demás.Sigamos cantando juntos
a toda la humanidad,
que el canto es una paloma
que vuela para alcanzar,
estalla y abre sus alas
para volar y volar.Mi canto es un canto libre
No commento

Lascia risposta

*

*