Marocco: colonia capitalista e la rivoluzione è in atto!

La lotta continua nella prigione sotto le stelle. Una lotta che riguarda il destino dei lavoratori e delle lavoratrici d’Europa così come proletarie e proletari della UE

Scritto daMarco Sbandi da Casablanca

Il Rif è la regione del Marocco che si affaccia sul Mediterraneo. La sua storia coloniale è diversa da quella del restante paese perché, contrariamente alla maggior parte del paese non è stato colonia della Francia, ma della Spagna che ha conservato dopo l’indipendenza del paese leenclaves di Ceuta e Melilla e l’isola di Alboran.

La popolazione del Rif non è araba, ma totalmente di etnia berbera. Nel Rif da tempo è in atto un movimento politico e sociale di opposizione chiamato Hirak.

Il capo riconosciuto del movimento del Rif Hirak, Nasser Zefzafi, ha recentemente fatto appello a militani e rifani in generale, ovunque essi siano, a continuare la lotta uniti contro il regime marocchino e manifestare dovunque sottolineando la tragica fine, avvenuta 3 anni fa,  di Mohcine Fikria, un ambulante morto in seguito ad una azione di polizia.

Nasser Zefzafi è stato condannato a 20 anni di prigione dopo aver manifestato nel Rif contro le condizioni di miseria nelle quali i governi lasciano da lungo tempo (si potrebbe anche dire da sempre dopo l’indipendenza) la regione.

Venti anni di prigione perché l’orgoglio di essere del Rif costituirebbe già da solo una minaccia alla integrità e alla sicurezza nazionale. Contro Nasser Zefzafi e altri militanti è stata mossa l’accusa di essere al soldo di agenti stranieri, accusa rituale in Marocco e organizzata ed in modo maldestro e risibile (una somma ridicola, 3000 euro, avrebbe permesso a Zefzafi di armare Hirak).

Alle condanne a pene pesanti di prigione contro i leadersdel Rif, bisogna aggiungere le condanne a mesi di prigione contro manifestanti di Zagora che pretendevano l’acqua potabile nella regione, e il moltiplicarsi delle condanne contro giornalisti che osano criticare i personaggi più influenti del makhzen (“sistema” politico, economico, sociale, criminale).

La condanna contro la giornalista Raissouni, accusata di relazioni extra-coniugali (il che non significa adulterio, ma semplicemente relazioni tra persone non sposate) e di aborto clandestino, è l’ultimo caso e mostra l’accanimento del makhzen attraverso accuse che mirano a distruggere l’onore e la credibilità dei giornalisti, per giunta senza alcuna dimostrazione provata e a dispetto anzi delle prove addotte.

Di fronte ad un accanimento talmente palese, centinaia di giornalisti, scrittori, intellettuali, etc hanno firmato un appello nel quale dichiarano di “essere fuori della legge” in quanto uomini e donne che amano e che stabiliscono relazioni sentimentali con altre persone senza chiedere l’autorizzazione alle autorità politiche e amministrative. E dunque la rabbia nel vaso Marocco è al suo colmo, e i padroni sono molto spaventati.

Bisogna capire che non si tratta solo dei padroni marocchini ma anche e soprattutto dei padroni internazionali: nella regione di Tanger-Tetouan-Al Hoceima sono soprattutto delle imprese straniere a sfruttare migliaia di operaie e di operai del Marocco attraverso orari di lavoro interminabili, luoghi di lavoro pericolosi e nocivi, salari molto bassi, pensioni sempre più lontane nel tempo e sempre più ridotte; nella regione di Tanger-Tetouan-Al Hoceima si concentra (a causa della vicinanza delle coste spagnole) gran parte delle persone sub-sahariane e marocchine che cercano di lasciare il Marocco e l’Africa per andare a vivere in Europa, persone vittime di reti criminali e delle forze di sicurezza marocchine che arrestano i migranti in modo molto violento e spesso sottraggono loro telefoni cellulari e denaro; nella regione di Tanger-Tetouan-Al Hoceima si concentra la maggior parte dei corpi senza vita ritrovati nella foresta o sulla spiaggia (a causa delle leggi europee sui visti e sulla migrazione); da Tanger a Casablanca (e oltre) la raccolta di rifiuti lascia per le strade, nei terreni vuoti, nelle piazze, sulle spiagge, discariche ufficiali e non ufficiali che minacciano la salute degli esseri umani ma arricchiscono la Derichebourg (Multinazionale francese, leader nella raccolta dei rifiuti), che ha guadagnato tanti contratti con i comuni … ed ora ha lasciato precipitosamente il Marocco “per concentrarsi sull’Europa” (Campania compresa).

Nel Medio ed Alto Atlante sono sempre più spesso ditte agro-industriali straniere le sole a tirare profitto dallo sfruttamento delle terre (aspirando tutta l’acqua di vaste zone, dopo essersi impadronite dei terreni a basso prezzo e a dispetto dei diritti tradizionali che assegnavano alle donne la gestione dell’acqua; sulla costa atlantica sono flotte straniere (della UE, degli USA, della Cina, del Giappone, etc) che si impadroniscono della maggior parte del pesce a dispetto dei bisogni dei marocchini; in diverse città del Marocco sono ormai ditte straniere (francesi, turche, etc) ad assicurarsi i contratti per il trasporto pubblico dopo il fallimento di quelle nazionali (Mdina bus per esempio); ed è una impresa coreana che andrà a mettere in funzione una centrale a carbone sul mare (a JorfLasfar) a dispetto della salute umana e della ricchezza in pesce delle acque prospicienti; e ancora in campo alimentare sono soprattutto imprese straniere (francesi, americane, tedesche, spagnole) a dominare il mercato con i loro prodotti e le loro linee di prodotti ; e così nel campo della sanità (le condizioni disperate della sanità pubblica sono ancora una volta denunciate da rapporti pubblici) (la Merck-Serono dalla primavera lascia le farmacie senza rifornimento di Levotyrox, medicinale per la tiroide, infischiandosene totalmente della salute delle persone); e della istruzione (le scuole private francesi, belghe, statunitensi, etc si moltiplicano come ratti nelle metropoli e nei villaggi).
Quindi è ben evidente che il Marocco non è che una colonia capitalista dove lavoratrici e lavoratori sono sfruttati fino alla morte; i proletari e le proletarie sono deportati nelle periferie a fianco delle discariche; le élite vivono in quanto caporali del capitalismo straniero e traditrici della patria.

Il makhzen promette a queste élites la sopravvivenza e le minaccia con lo spettro del caos anarchico nel caso critichino il makhzen. La minaccia è ben credibile, le promesse lo sono ogni giorno di meno. E dunque bisogna capire che una lotta contro il capitalismo è in atto nel Rif e in Marocco e che si tratta di una lotta che riguarda allo stesso tempo il destino dei lavoratori e delle lavoratrici d’Europa così come proletarie e proletari della UE.

Le risorse dei paesi sono sempre più gestite da una minoranza capitalista contro la vita della maggioranza dei popoli, e allora contro questo attacco globale ci vuole una risposta internazionale delle classi sfruttate, una risposta rivoluzionaria, perché gli ambienti capitalisti non permetteranno una via democratica e pacifica alla propria sconfitta.

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