Manchester oh cara

Concerto spettacolo nella città ancora ferita. la paura non ci vincerà

Riceviamo e volentieri pubblichiamo di Simon Chapter del Freelake Manchester

Simon Chapter è un blogger di Manchester che ha accettato il nostro invito a pubblicare un suo blog sulle nostre pagine, lo ringraziamo calorosamente per la gentile collaborazione.

Cominciamo con il dire che tutti quanti i soldi che sono entrati in cassa, tra vendita biglietti e diritti tv, (32 le tv collegate) questi venduti a prezzo politico, sono stati devoluti interamente alle famiglie delle vittime e per le cure dei feriti del 22 Maggio passato.

Veramente è così, non ci sono spese da sostenere e da togliere dalla perfetta organizzazione nelle mani della famiglia di Ariana Grande.

Un pool di commercialisti e alcuni notai della città di MCR ha davvero conteggiato tutto e il danaro è stato intramente versato in una banca etica della città.

Tutti hanno pagato, cantanti, operatori tv e radio, addetti ai lavori la loro quota, i soldi per il viaggio e la strumentazione, perfino i tecnici del suono hanno lavorato a loro spese, anzi di più, tutti da Ariana a Callegher hanno anche pagato il prezzo del biglietto, una cosa mai accaduta prima di stasera.

Il Backstage era molto povero rispetto ad altre volte, nei frigo bar molti succhi di frutta, e acqua, non c’era né champagne, né dolciumi. Non si sa ancora l’entità del danaro raccolto ma sembra la cifra sia da record.

Al concerto sono state ammesse anche le radio libere che hanno potuto trasmettere l’intera manifestazione versando un contributo minimo di 85 sterline.

Il Concerto è stato da tutto esaurito, e c’era uno scollamento tra gli artisti che non hanno voluto parlare della tragedia del 22 né del senso di questa manifestazione, al contrario girando tra il pubblico invece c’era voglia di parlare e tanto.

Un pubblico giovanissimo, come nello stile dei concerti di Ariana, tutti teenager accompagnati da genitori, poche persone avevano più di 50 anni.

Hanno cantato e ballato convinti di farlo come una sfida contro qualcuno che nascondendosi attenta le loro idee e la loro vita.

Catherine di 12 anni dice “sono venuta quì perché mi piacciono le canzoni di Ariana e perché non voglio che qualcuno si impadronisca del mio futuro”

Lucas di 17 anni invece afferma “ la musica è lo strumento più grande che esiste per potere unire tutti noi e farci diventare più coraggiosi, più responsabili”

Un genitore che per tutto il concerto ha tenuto sulle spalle la figlia di 12 anni la prende più sul serio “è la festa della gioventù, mia figlia ha subito detto che stasera dovevamo venire per vedere qualcosa per lei di meraviglioso, inutile negarlo, qualche timore l’ho avuto, ma ho ammirato molto il suo coraggio, dei delinquenti non possono decidere come e dove voglio andare la domenica sera”

Tra il pubblico c’era la voglia di lanciare la sfida a chi vive nell’ombra odiando la nostra allegria e i nostri corpi, loro vogliono vivere pentendosi di essere venuti al mondo? Vogliono odiare? Lo facessero, ma ci lascino vivere come vogliamo noi, io sono felice di essere al mondo e voglio che per la mia figlia sia lo stesso”

Mariah invece è molto dura “ho 19 anni e voglio essere felice anche nelle mie difficoltà, vivessero loro coperti vergonandosi dei loro corpi, io sono felice e voglio dimostrarlo, voglio amare ed essere amata, vivessero nell’odio e nel rancore, credo in Dio, ma un Dio giusto e buono, quello che loro predicano è tutt’altra cosa, sono i satanisti del nostro secolo”

Invece nel backstage si respira un’altra aria, non una parola contro gli attentatori e i mandanti della strage per Ariana “è solo un giorno di musica, perché la musica unisce e è messaggio di pace, del resto nulla mi interessa, sono solo dispiaciuta che mi hanno utilizzato per le loro idee, ma non è questa la sede più giusta per parlarne”.

Il concerto ha avuto una scaletta di artisti formidabile, ma si è notato lo scarto generazionale, quando ha cantato Callagher nessuno o quasi conosceva i testi delle canzoni, è normale, molti dei presenti alla sua epoca non erano ancora nati, ma ha fatto effetto il giubilo udito quando sul mega schermo è apparsi Paul Mc Carteney, un rispettoso applauso che suonava come un passaggio di consegne tra il vecchio e il nuovo.

Mi ha colpito il commento di una madre di 40 anni “quei signori stanno facendo una campagna elettorale, vogliono un vincitore alle elezioni che si apprestano, vogliono uno che scavi un solco profondo tra gli immigrati e noi, non vogliono che vengano e possano mescolarsi alle nostre idee, io sono laburista come lo era la mia famiglia, noi dobbiamo vincere per modernizzare e aprire il nostro paese, loro vogliono il contrario, che noi alziamo muri, perché per loro i muri sono il meglio che esista”.

Una serata che unisce la città di MCR che la fa sentire viva, che commemora a nostro modo persone che sono morte perché cercavano la felicità, seppure effimera”

La Manifestazione è stata un modo diverso per commemorare morti e aiutare i feriti, gli abiti non erano da spettacolo, Ariana non si è mai cambiata e ha indossato un vestito che si usa quando la mattina si esce per andare a fare una passeggiata al parco, è stato un modo per potere dire, come un cartello alzato da un ragazzino di neanche 15 anni, “noi non abbiamo paura, non ci vincerete”

Io desidero ringraziare Cantolibre di Napoli (che ho un bel ricordo per averci vissuto 2 anni) per l’ospitalità e auguro alla città di Napoli domani sera di vivere una bella notte insieme al cantante Franco Battiato, auguri

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