Malesia: la sodomia, l’abito scuro e il passo indietro della democrazia

Perak, Malesia. L’opposizione manifesta contro la condanna a 5 anni del suo leader Anwar Ibrahim per sodomia presentandosi all’assemblea nazionale - e al nuovo sultano - completamente vestita di nero.

Una decina di giorni fa il parlamento dello stato del Perak ha accolto il suo trentacinquesimo sultano, Nazrin Muizzuddin, in modo abbastanza insolito: tutti i membri dell’opposizione si sono infatti presentati all’assemblea vestiti di nero, in contrasto con il bianco richiesto per le funzioni ufficiali.

L’accaduto ha stizzito molto il nuovo sultano, tanto da portarlo ad abbandonare la seduta prematuramente e a non presentarsi alla sessione fotografica di rito. In un paese come la Malesia, dove i rituali sono parte fondante della tradizione e della cultura, tale gesto ha un peso ancora maggiore, specialmente se si pensa che quella era la sua prima apparizione ufficiale al Parlamento.

La condanna è arrivata dalla maggioranza e dal capo di stato del Perak, Zambry Abd Kadir:  “Avrebbero potuto vestirsi di nero domani” ha dichiarato stizzito, “è normale avere discordanze con la maggioranza, ma questo è un evento speciale, dove è gradito un abbigliamento da cerimoniale […] Inoltre, questa è la prima volta che il nuovo sultano indossa il suo vestito da cerimonia“.

I motivi della protesta vanno ricercati in un’aula di tribunale non poco lontana da lì, dove il leader dell’opposizione Anwar Ibrahim è stato di recente condannato a 5 anni di reclusione per sodomia. La sodomia è, in un paese mussulmano come la Malesia, ovviamente illegale, anche se i perseguitati sono un numero davvero esiguo. Appare piuttosto evidente, come d’altronde è stato sottolineato dalle maggiori associazioni di diritti umani, come siano ragioni politiche a guidare e spingere le accuse.

Phil Robertson, direttore di Human Rights Watch per il sud est asiatico, ha dichiarato come “permettere a questa parodia di giustizia di esprimersi, non può far altro che minare ulteriormente il rispetto dei diritti e della democrazia in Malesia“.

Malaysian opposition leader Anwar Ibrahim, center, arrives at court house in Putrajaya, Malaysia Tuesday, Feb. 10, 2015. Malaysia's top court on Tuesday upheld Anwar's sodomy conviction in a case seen at home and aboard as politically motivated to eliminate any threats to the government. (AP Photo) MALAYSIA OUT

Anwar Ibrahim

Datuk Seri Anwar Ibrahim è il primo leader dell’opposizione in grado di mettere in seria difficoltà il partito di maggioranza: usando al meglio il suo carisma e le sue capacità di negoziazione, è riuscito a riunire sotto un unico movimento tre partiti molto diversi tra loro,  portandoli alla vittoria alle ultime elezioni popolari (ma non ad una maggioranza di seggi in parlamento).

Rilasciato per insufficienza di prove nel 2012, il governo ha fatto appello alla Corte Suprema e il verdetto è stato rovesciato. L’appello di Anwar è invece stato rifiutato, con grande delusione da parte dell’opinione pubblica internazionale.

La Malesia è una delle quattro democrazie del sud est asiatico, con Cambogia, Myanmar e Thailandia. Il suo ambiente multiculturale è spesso considerato come modello societario di sviluppo e di crescita equa, capace di integrare le diverse etnie senza apparenti problemi.

Ma, grattando sulla superficie, un quadro diverso appare…

No commento

Lascia risposta

*

*