Maduro vince, l’opposizione sembra insorgere. La minaccia dell’embargo

8 milioni di elettori contro i 7 del referendum privato delle opposizioni, però un Paese diviso a metà, minaccia di embargo, è pronta la "colletta popolare""

Il Venezuela appare ai nostri occhi un Paese in piena dittatura, con scontri mortali, l’opposizione da mesi appare come l’unica forza che fa politica.

In un remoto passato la politica dei colpi di Stato è stata largamente usata nei Paesi sudamericani, In Cile il colpo di Stato ordito ai danni di Salvador Allende e l’alleanza popolare fu perpetrato da un gruppo di camionisti che tenne per mesi in ostaggio il Paese, con gli Usa a fare una spregiudicata quanto ignobile regia.

Oggi i tempi sono diversi, in tutto il sud america le politiche ai danni dei paesi con spiragli di socialismo sono usate altre tecniche, più soft, ma egualmente dannose, basta vedere il Brasile, e quello che è successo agli ex Presidenti di sinistra.

In Venezuela è passato quasi in sordina il fatto che più di otto milioni di persone hanno votato per l’Assemblea Costituente voluta dal Presidente chavista Maduro. le file per votare si son formate sin dal mattino presto a seggi ancora chiusi,

Ovvio che l’opposizione rilancia, in un primo momento ha denunciato la falsità di questi dati, affermando che in realtà ha votato solo il 2% degli elettori, poi solo tre ore dopo la percentuale è salita al 12, evidentemente l’avevano sparata troppo grossa, e questo all’occhio dello spettatore appare più o meno così, “uno che è bugiardo una volta può esserlo anche due, tre e via dicendo”.

L’opposizione, guidata da forze straniere, aveva più o meno un mese fa effettuato, seguito e appoggiato in tutto il mondo, un voto sondaggio a cui a loro dire avevano votato sette milioni di elettori, e questo in tutto il mondo è passato come un atto di sfiducia contro Maduro e il suo partito.

Sempre all’occhio dello spettatore quindi otto milioni di voti, con immagini televisive, che raffigurano lunghe file ai seggi, significano un milione in più rispetto all’opposizione.

Lealmente si può ragionare che comunque il Venezuela è un Paese diviso quasi a metà, ma non meno di tanti altri , Usa compresi, dove Trump è stato eletto al fotofinish per una manciata di voti, noi italiani siamo abituati a vivere in un Paese spaccato a metà come una mela, sappiamo che un milione di voti di differenza è una percentuale di tranquillità per ben governare, Renzi, Grillo o altri griderebbero al trionfo.

Il problema del Venezuela è questo, la pacificazione Nazionale, e proprio questo il motivo per cui è stata voluta l’Assemblea Costituente, per procreare pace e possibilmente benessere, ma sono proprio la pace e il benessere che tolgono il sonno agli oppositori e alle potenze straniere assetate del petrolio venezuelano.

Le cronache raccontano di 18 morti, e tra questi ci sono due persone uccise a bastonate fuori i seggi elettorali da squadristi che ricordano quelle fasciste in Italia, o quelle della morte in Cile, Paraguay, Uruguay e in tutti i Paesi sudamericani satelliti degli anni 70 degli Usa.

Sono morti anche due tutori dell’ordine, questo basta da solo a far capire che le opposizioni non sono così pacifiche e sottomesse ad una dittatura sanguinaria come ci si vuol fare credere.

Il povero spettatore ragiona che un Paese, gli Usa, che pur di invadere un’altro Paese, l’Irak si è letteralmente inventato le armi chimiche e di distruzione di massa possa ripetersi ai danni di un Paese che produce una gran quantità di petrolio.

E adesso è l’ora dei i ricatti, “se Maduro non cede si avvieranno embarghi che faranno piangere il popolo venezuelano”, parole del Presidente Trump. Spesso e a sproposito, si parla di Cuba e la dittatura di Castro, ma avete mai provato ad immaginare cosa vuol dire vivere e governare un Paese avendo un embargo contro per oltre mezzo secolo?

Il fatto è che il petrolio è la causa di tutto questo, Maduro è solo una scusa, la libertà del popolo ancor meno. Per quello che è accaduto in Turchia, Paese alle porte o dentro, ancora non si è capito, dell’Europa, si è gridato un paio di giorni, dal Venezuela arrivano da mesi resoconti quotidiani cui siamo costretti a dubitare sull’effettiva realtà, e non per fare il tifo per Maduro, ma solo per rispetto verso la verità, il resto conta poco.

Il Venezuela è un Paese carico di problemi, la vivibilità, un tasso di delinquenza fuori dell’ordinario, la fame alle porte, ma questo non giustifica gli interventi sgangherati di questi ultimi mesi che i Paesi nemici, con le lobby petrolifere svolgono.

Tornando ai fatti di cronaca si dirà che il voto per l’assemblea Popolare è di oltre otto milioni, e  Maduro ha dichiarato che quello di ieri è stato il giorno più bello da quando il Venezuela ha compiuto la sua rivoluzione.

Il presidente ha ringraziato il popolo venezuelano e ha ribadito l’impegno del governo per rendere l’Assemblea costituente nazionale (ANC) uno spazio di dialogo e  di incontro. “Chiudiamo i ranghi in modo che l’ANC sia lo spazio per il dialogo nazionale di tutti i venezuelani, delle persone oneste e sincere che vogliono la pace, e il benessere del Paese ” così ha dichiarato alle tv di tutto il mondo.

In tutto il Paese ci sono state manifestazioni di giubilo, come capita in queste occasioni, ma queste non le abbiamo viste, il perché è noto a tutti. Noi le pubblichiamo, non siamo in molti a farlo. Da più parti del mondo però si stanno già organizzando catene di aiuto nel caso davvero gli Usa e i suo Paesi amici adottassero l’embargo, la cosa più fastidiosa è proprio questa, il Venezuela non è poi così solo, le bugie hanno il tempo corto…

Un commento

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  • Giovanni luigi panzetta
    31 luglio 2017 at 11:47 - Reply

    Ben detto….