Ma dove finiscono i soldi delle multe agli automobilisti?

Automobilisti sul piede di guerra, i maggiori contribuenti delle casse vivono in città proibite, impossibilitati dall’uso del trasporto pubblico

 

Forse non tutti sanno che parte delle sanzioni che sono irrogate agli automobilisti di molte città italiane e purtroppo anche ai napoletani,  sono destinate alla “assistenza e previdenza della polizia locale” e parliamo di un minimo di euro 1.500.000 all’anno a partire dalla delibera n. 560 del 31.7.2013 pubblicata in albo pretorio in data 5.9.2013(per 15gg…).

Lo scopo dichiarato, anche in forza di sentenza della Corte Costituzionale nr. 426 del 17/10/2010 sulla delibera della Corte dei Conti nr. 104 del 15.9.2010, riguardo all’applicazione dell’articolo 208 comma “c” del codice della strada, è quello di alleggerire l’onere dei Comuni utilizzando parte dei proventi dalle sanzioni.

bilanccioNon  interessa conoscere la natura del fondo in cui vengono versati questi soldi e neppure con quale criterio saranno gestiti e da quale banca o compagnia assicurativa saranno amministrati…tanto per gli automobilisti son comunque soldi persi…

Piuttosto, considerato che il provento da sanzioni viene considerato un vero e proprio introito, una voce di cassa, come l’utile di una azienda, come lo stipendio di un lavoratore o il profitto di un commerciante; insomma una voce che non può mancare nelle casse comunali e che negli ultimi anni, guarda caso, lievita in modo esponenziale, potrebbe nascere l’ipotesi, eufemisticamente parlando, di un latente…ma enorme, conflitto d’interessi

Sarà lecito quindi quanto meno “sospettare” che l’automobilista diventi una sorta di “bancomat” per i solerti tutori della legge che diventano, anche con mezzi telematici, una rete sul territorio che, per come viene gestita la città, si trova all’interno di una miniera d’oro dove può raccogliere pepite a volontà…

A questo punto qualche malpensante potrebbe immaginare che tra isole pedonali, strade inagibili, parcheggi insufficienti (23.000 posti a raso in una città con 500.000 automobili) e l’assenza di parcheggi interrati sia tutto funzionale alla irrogazione di contravvenzioni per aumentare i proventi.

traffico-5-3Se cosi fosse, non ci si spiega perché lo stesso trattamento non venga riservato alle due ruote che possono parcheggiare impunemente ovunque e sono libere di circolare in tutti i sensi di marcia, senza destare l’attenzione dei tutori della legge e non riprese da telecamere puntate sempre sulla strada e non sui marciapiedi che diventano strade per i mezzi a due ruote.

Il proprietario di auto, tanto vessato e bistrattato, dovrebbe essere considerato in funzione della contribuzione economica e fiscale cui è sottoposto; invece è additato con disprezzo e trattato come un nemico della società…  Ad esempio Napoli sta sempre più diventando città per quelli che lavorano sotto casa se non a casa. e non si devono spostare inseguendo un lavoro. Se venisse a mancare il gettito delle accise sui carburanti e gli introiti da sanzioni dove verrebbero reperiti i famosi proventi?

metropolitanacollinareA questo punto aumenta il dubbio che le amministrazioni, che usano questi proventi dall’indisciplina degli automobilisti, che le città scoppino per il traffico e che si parcheggi in divieto di sosta perché così incassa più soldi dalle multe, e conviene anche a parcheggiatori/estorsori abusivi e conviene ancor di più agli innumerevoli garage dove gli sventurati residenti possessori di automobili vengono spennati mensilmente, spesso senza ricevuta fiscale per tacere di tutte le piccole irregolarità che costoro applicano, da uscite notturne dell’auto a tua insaputa, addirittura ad eventuali affitti.
Di fatto l’automobilista è diventato una sorta di capitalista qualunque auto possegga, da quella da rottamare a quella per lavorare e la domenica fuoriporta con famiglia.
La soluzione per scoraggiare gli automobilisti all’uso dell’auto ci sarebbe, ma è roba da fantascienza, un servizio pubblico efficiente che ti porti da un luogo all’altro della città in una decina di minuti, possibilmente respirando e non restando schiacciato dalla ressa,  un’attesa di autobus metrò o tram di massimo quattro cinque minuti, certo la salute e le città ne guadagnerebbero, ma le casse delle Amministrazioni no

Un commento

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  • Amilcare
    11 maggio 2017 at 21:12 - Reply

    Sembra una montagna che partorisce il topolino…poteva essere un articolo dirompente per il tema affrontato…si vede chiaramente che ha subito tagli e modifiche…evidentemente qualcuno non si vuole inimicare qualcun altro…e Napoli finisce nell’ammucchiata dei problemi metropolitani italiani…