L’unione Civile di Deborah e Elena. La vittoria dell’amore

È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio. (Albert Einstein)

Erano emozionatissime fino alle lacrime Deborah Piccinini ed Elena Vanni di 46 e 45 anni il 24 luglio quando, sedute sulle poltroncine del salone del Comune di Castel San Pietro in provincia di Bologna, quello stesso dove avranno visto tanti amici e amiche promettersi amore, di fronte al Sindaco Tinti con tanto di fascia tricolore, si sono sentite dire: “Siete civilmente unite, è un atto blindato”.

Chissà da quanti anni stavano aspettando questo momento, più o meno quanti ne stanno aspettando tutte le coppie che adesso, dopo gli ultimi passaggi che spettano alla Corte dei Conti, dopo la firma dei decreti attuativi della legge Cirinnà, decideranno di coronare il loro sogno d’amore. Chissà come gli battevano i cuori quando il Sindaco le ha ringraziate per aver contribuito a rendere le persone migliori.

elena-deborah-spose-300x225Quando avranno visto i loro genitori piangere come si fa in tutti i matrimoni perché questo è un matrimonio a tutti gli effetti. E sono anche in controtendenza in quanto le statistiche dicono che i matrimoni sono in discesa. Loro no. Loro hanno risposto che “Tanti dicono che il matrimonio è la tomba dell’amore ma per noi è solo una prosecuzione di ciò che già siamo”.

Non sono le prime. Dopo Lugo e Sorrento sono le terze nozze celebrate in Italia. Però le loro hanno un vero sapore di vittoria. Chissà da quanto tempo condividevano la stessa casa, le stesse amicizie, gli stessi affanni. Chissà quante volte si saranno scontrate con il pregiudizio e la volgarità della gente. Tutto archiviato, tutto dimenticato. Oggi bisogna lasciare spazio solo alla festa con i loro invitati che hanno gremito il Comune per brindare e gridare “W le spose!” lanciando una pioggia di riso sulle loro teste e le loro lacrime che finalmente sono di gioia e non di rabbia o dolore. Perché questa legge servirà soprattutto a tutti quei ragazzi e ragazze che si sentono soli nell’accettazione della propria identità, derisi e offesi dalle persone, dalle compagne di classe, da genitori e parenti al punto di decidere alcune volte, presi dalla disperazione, di ricorrere a gesti estremi convinti di non poter aver altra soluzione.

Chissà le facce di tutti quelli che, dopo la legge Cirinnà lanciarono scomuniche, parlarono di corruzione strabocchevole, di piaceri del mondo che erano degenerati in perversione. Analizziamoli questi “paladini” della famiglia tradizionale.

Un’onorevole nipote di un uomo che fece internare lasciandolo morire come la madre, in un manicomio pubblico, il suo primo figlio illegittimo, che fu sorpreso mentre stava scappando in Svizzera con la sua amante dopo aver rifiutato l’incontro con la moglie e i suoi figli lasciandoli al proprio destino, moglie a sua volta di un uomo condannato perché beccato in un giro di lolite-squillo. Di un ex premier e del giro delle olgettine e del bunga-bunga sul quale è stato detto e scritto tutto.

Di una presidentessa di una corrente di destra incinta senza essere sposata. Di un giornalista che si scaglia contro le unioni civili perché decretano la decadenza morale e demografica e antisociale e mettono a rischio le famiglie che, in questo modo, non metterebbero più al mondo dei figli dimenticando però di dire che lui non ha messo al mondo nessun pargolo.

gay001Perché nessuno di questi o queste che hanno pensato di dar vita ad un movimento come le “Sentinelle in piedi” non mi hanno mai saputo dare una risposta sensata alla mia domanda: “Se un uomo ama un altro uomo o una donna ama un’altra donna a voi cosa toglie o mette? Se uno (come dite voi) vuole vivere solo di piaceri e di perversioni… che ve ne importa?

Nessuno ha mai saputo dare una risposta sensata nascondendosi dietro la religione, la morale. Se la cosa vi dà tanto fastidio, non li frequentate. Non fateli entrare nelle vostre case belle e lucide, piene di santini e di ceri accesi davanti alle Madonne. Non prendete il caffè con loro, non li salutate, non cedetegli il posto negli autobus, non andate alle loro feste, non siete obbligati a farlo.

Nessuno vi manderà le partecipazioni o le liste di nozze. Ma vivete e lasciate vivere. Perché solo un essere senza cuore può commentare davanti alle foto di queste due spose che sono due peccatrici, due perverse. Perché se ci leggete questo, e allora siete voi che dovete stare lontani da chi invece sprigiona amore da tutti pori

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