Lula vittima dell’oligarchia che controlla il Brasile

Dopo l’impeachment a Djlma Rousseff silurato anche Lula, colpito da una sentenza di condanna senza prove.

Barak Obama lo definì il leader più popolare sulla terra. Lula da Silva nato nel nord-est del Brasile, diventa leader indiscusso del sindacato. Nel 1980, durante la dittatura militare, finisce anche in carcere per aver organizzato vari scioperi nel sud industriale del Brasile. Nel 2002 Lula venne eletto finalmente Presidente del Brasile, governando dal 2003 al 2010 diventando una celebrità internazionale. Lula è una personalità speciale in Brasile, per capire il disagio devi averlo vissuto, solo così puoi capire le sue grida, le sue frustrazioni e le sue illusioni. Lula viene da lì, dallo sfruttamento, dalla poesia delle carezze elargite da mani rugose.

Il suo fu definito il “Socialismo del buon senso”, un’azione riformatrice che è riuscita a rilanciare le ragioni del Socialismo in un paese come il Brasile. Nonostante non abbia potuto studiare, li estrazione Socialista e Progressista di Lula, gli ha permesso di governare il suo paese riuscendo a farlo sviluppare, raggiungendo una solidità economica fino a riportare il Brasile tra le maggiori potenze al mondo. Ma la sua peggiore colpa è stata quella di aver promosso politiche in grado di togliere dalla povertà decine di milioni di brasiliani. E’ stato possibile grazie alle riforme del suo governo se i salari dei lavoratori si sono riqualificati, restituendo un po’di dignità alle persone.

Il Giudice Sergio Moro  ha autorizzato l’arresto di Lula da Silva dopo che il tribunale di Porto Alegre lo aveva condannato a 12 anni di carcere per il  reato di “corruzione passiva”, nell’ambito dell’inchiesta Lava Jato, una tangentopoli brasiliana, risultando come la continuazione per via giudiziaria del golpe istituzionale perpetrato nei confronti della presidente Dilma Rousseff.

Una specie di sottoprodotto giudiziario rispetto al reato che in Italia definiamo come “voto di scambio”. Secondo la sentenza infatti, l’ex leader del Partito dei Lavoratori, diventato poi Presidente del Brasile, Lula, in cambio di un appartamento fronte mare, avrebbe concesso favori ad una società di costruzioni (OAS).

Occorre precisare che in Brasile, anche se sarebbe meglio dire in tutta l’America Latina, del resto come nella stessa nostra Italia, la corruzione è profondamente radicata nel tessuto sociale, è una piaga, un male endemico che i paesi devono combattere perché colpisce tutti.   L a grande maggioranza dei politici brasiliani, di tutti i partiti, sono indagati per corruzione. Anche nei tribunali brasiliani come in quelli italiani, è estremamente difficile riuscire a condannare qualcuno, (soprattutto se potente) perché tutte le prove utilizzabili in tribunale, devono essere ufficialmente approvate e raccolte in un modo molto particolare. Ed è qui, in queste pieghe processuali che gli azzeccagarbugli aprono la loro caccia a quei cavilli che consentono di far saltare i processi o almeno a farli durare diversi anni.

Lula invece è stato condannato a tempo di record, alla vigilia delle elezioni previste per il prossimo autunno, e quando i sondaggi danno Lula vincente nella corsa presidenziale. Condannato per aver ricevuto un appartamento e per aver concesso favori ad una società privata di costruzioni, ma nessuna prova dimostrasse le due cose o almeno una delle due è stata mai esibita. Anche il giudice Moro ha ammesso che non ci sono prove. Quindi, Lula è stato condannato sulla base del “sentito dire”. E’ stato dimostrato come l’appartamento risulti ancora registrato a nome della società OAS, e nessun testimone ha mai confermato che Lula e/o la sua famiglia abbia mai utilizzato almeno una volta quell’appartamento. Tutte le “prove” di accusa si basano sulle dicerie di un singolo dipendente dell’OAS.
È uno scandalo, un processo che non starebbe in piedi in nessun tribunale, in qualsiasi altra parte del mondo. Lula è chiaramente  vittima della legge, sono usciti decine di articoli a testimoniarlo, scritti da grandi giuristi brasiliani, descrivendo uno spaventoso scenario di violazioni dei diritti umani e il crollo dello stato di diritto, in cui, emblematicamente, l’ex presidente Lula appare vittima in una vera e propria caccia giudiziaria. (http://lawfareinstitute.com/).
Inutile dire che in Italia poche sono state le voci che si sono espresse su questa vicenda, e ancor meno quelle che hanno condannato quella che per molti appare essere solo l’estromissione di Lula dalla vita politica brasiliana. Una vicenda che rilancia anche un’antica questione: Dov’è il confine esistente tra politica, ideologia e conservazione dello stato di diritto?

Uno scenario dove gli unici a trovare il loro vantaggio sono gli speculatori internazionali, interessati a prendere il controllo delle risorse brasiliane, ad esempio il petrolio. Sfortunatamente, la maggior parte dell’élite brasiliana non è preoccupata per il futuro di questo paese e si è alleata con questi speculatori per trarne i loro vantaggi anche se a scapito nel bene comune. La particolarità dell’elitè Brasiliana è quella che gli ultra-ricchi, anche se una piccola comunità, hanno un’enorme influenza avendo il controllo di tutti i principali media del paese.

In ogni caso, i dirigenti del Partito dei Lavoratori non demordono e nonostante l’arresto, insistono nel volere Lula, 72 anni, come candidato del partito alle prossime elezioni di Ottobre. Tecnicamente, essere imprigionato non lo tiene lontano dal ballottaggio.

Ad agosto, tuttavia, la più alta corte elettorale del paese prenderà le decisioni definitive sulle candidature. Si prevede che la candidatura di Lula venga rigettata dalla corte sotto la legge “pulita” del Brasile, che squalifica le persone che hanno avuto condanne penali confermate. Lula potrebbe appellarsi, anche se farlo dal carcere sarebbe molto più complicato.

 

 

 

 

 

 

 

Umberto Laperuta

LabManager Dipartimento di Biologia della Federico II. Presidente ODV "Noi&Piscinola", compagni di viaggio del Teatro Area Nord. Tutta la mia passione a sostegno del TAN, terzo teatro comunale di Napoli, unico centro culturale in tutta l'Area Nord della città. Aspettando i tempi della politica, intendiamo contribuire ad unire la città ed i suoi quartieri attraverso la promozione culturale ed artistica, pur consapevoli che: "Ad ogni problema complesso corrisponde una soluzione semplice..... ma è quasi sempre quella sbagliata!!
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