L’ORO DI NAPOLI

OLTRE LA DUCHESCA: IMPORRE UN MAGGIORE SENSO CIVICO E AMORE PER LA CITTA' AI CITTADINI
totc3b2-pazzariello-oro-napoli

In questi giorni Napoli e’ venuta alla ribalta per i soliti episodi di violenza nelle strade, il caso della bambina ferita alla Duchesca, per un raid ai danni di ambulanti extracomunitari che si sarebbero rifiutati di pagare il pizzo.

La notizia è stata data ripetutamente dai telegiornali nazionali e locali per due tre giorni di seguito. Ora io non so se questo è indice del fatto che non c erano altre notizie da dare, per riempire i Tg, oppure perché’ ad essere stata ferita e’ stata una bambina – si sa che I bambini fanno audience, ma mi è sembrato un po’ eccessiva la riproposizione della notizia svariate volte in modo martellante.

duchesca 01Non se ne dovrebbe parlare?  penserà il lettore. Anzi, certi episodi non vanno nascosti, la guardia va sempre tenuta alta. Evidentemente non ci riusciamo, se continuiamo a prendere colpi in faccia! Se permettiamo che questi episodi diventino parte integrante della rappresentazione di Napoli. E come ha detto qualcuno di recente le cose non cambiano, anzi …. chi vi scrive è  nato alla Sanita’ che non è proprio uno dei cosiddetti quartieri bene, ma li come in altre zone la situazione è’ sicuramente peggiorata rispetto ai tempi della mia adolescenza.

Quando passo con lo scooter o a piedi avverto un senso di disagio. E la strada dove  c’è stato il recente episodio di violenza l ho percorsa spesso con lo scooter, ed ho visto abbandono, assenza della legge, del vivere civile. Caos in una parola. Rassegnazione nell accettare lo stato delle cose, contro il quale hanno cercato di opporsi dei poveri ambulanti irregolari, in un quadro generale di irregolarità.

Pensate che bello sarebbe stata l immagine del popolo che in quest occasione si mobilita, accerchia gli aggressori e fa capire loro che ormai è  finita, che il territorio non appartiene a loro ma a quanti con difficoltà cercano di sbarcare il lunario tutti i giorni,  consegnandoli infine alle autorità. Ma non e successo…

Più pessimisticamente si deve arrivare a concludere che a Napoli (ma come in tante altre metropoli) qualunque momento e qualunque luogo può essere quello sbagliato in cui ti puoi trovare tuo malgrado, e stai pur certo che nessuno ti aiuta. In un atmosfera di fatalismo che noi abbiamo creato ed alimentiamo  nella nostra città, come in tante altre ci sono luoghi più o meno sicuri. Ma mi sbaglio o si avverte di fondo una generale assenza della legge e dello Stato? E questa assenza ha radici profonde , che passano dalla atavica tendenza al rifiuto delle regole, alla mancanza di senso civico, a quella sciattezza e superficialità  ( che potrebbe essere scambiata erroneamente come una filosofica leggerezza dell essere) che caratterizza il nostro modo di fare.

matilda-serao-lavora-alla-sua-mitica-scrivaniaAnche la cosiddetta buona borghesia che da tempo ha abbandonato la sua spinta propulsiva ed ha preferito rifugiarsi in rappresentazioni romantiche e se vuoi neo borboniche di una città sempre in cerca di riscatto per questioni e colpe non sue, regno della felicità e del bel vivere, del vogliamoci bene – che forse non esiste e non è mai esistito. Una borghesia che pur disponendo di risorse economiche, ed intellettuali (queste un po meno) anziché farsi promotrice e catalizzatrice di moti di rinascita,  preferisce le feste, le occasioni mondane, quasi a rifugiarsi in un mondo ideale, che non esiste, rifiutando di  bagnarsi (o sporcarsi, fate voi) immergendosi nel VERO, in realtà che non sono molto cambiate rispetto a quando Matilde Serao scriveva del ventre di Napoli.

Comportandosi cosi si dimostra di non amare Napoli veramente. Accanto a questa più’ evidente e rumorosa e’ la Napoli della criminalità organizzata (ormai neanche più tanto), che spara, ammazza, estorce, terrorizza. Anche questa Napoli è cambiata, in peggio, se mai fosse stato possibile. Si è passati dai vecchi guappi , uomini d onore ( o presunti tali – dato che non c’è onore nel far valere la legge del più forte) che rappresentavano una autorità sul territorio, disciplinavano  in assenza dell autorità quella vera, a bande di giovani senza regole, senza onore, senza fantasia – anche nel loro look copiano i terroristi dell Isis con le loro barbe, – che sanno solo fare incursioni, sparando a tutto spiano e non solo nei quartieri dove la presenza dello Stato non esiste.

loro-di-napoli-screenshot-1Anche tutti costoro non amano Napoli, non l’hanno mai amata e si sono sempre comportati come parassiti che hanno succhiato sangue ed energie, diffondendo virus e pestilenze contro i quali e’ molto difficile combattere. E allora? Si dirà che Napoli è il solito inferno, dove nulla cambia, dove non ci sarà mai rinascita e riscatto. Non è così. E ‘ necessario fare tutti la propria parte, ogni giorno, partendo dalle più elementari e basilari regole del vivere civile. Non abbandonarci alle semplicistiche rappresentazioni romantiche della Napoli delle cartoline, e soprattutto non mettere a tacere le voci di quanti esprimono critiche, e suonano altre campane che se vogliamo il bene nostro e della nostra città non possiamo tacitare o non ascoltare. Non dobbiamo lasciarli soli o catalogarli come pessimisti  o peggio gufi…che sfruttano le miserie che raccontano, per avere fama e ricchezza.

Dobbiamo essere fieri dei progressi se ci sono, ma accanto a questi non dimenticare di prenderci solo il buono, ed imporci di passeggiare più spesso in strade e zone che ci propongono immagini e pensieri che gradiremmo piuttosto rimuovere. Capire che certe situazioni hanno ragioni e cause profonde, e se esistono di certo non è colpa di  chi le denuncia, le esamina, cerca di interpretarle  per riuscire meglio ad affrontarle. Qualcuno ha detto che se vuoi vincere il tuo nemico lo devi conoscere.

napolivespaE’ necessario fare fronte comune e dimostrare al cattivo di turno che i buoni sono uniti e non sono più disposti ad accettare angherie e prepotenze , come fa la famiglia del “pazzariello” per cacciare da casa il guappo che vi si era insediato – in uno degli episodi dell Oro di Napoli.

Insomma far capire che la misura è  colma e che non è  più tempo neanche di indulgere in rappresentazioni mistificatorie che apparentemente stemperano le tinte di un quadro che devono rimanere forti se  vogliono suscitare  sdegno, sentimenti di riscatto e di rinascita. Solo questo modo eroico di affrontare la realtà ci potrà’ salvare. E ‘ questo essere veri napoletani. È’ questo il vero oro di Napoli.

No commento

Lascia risposta

*

*