L’oro di Napoli non brilla nell’ Area Nord

Si spenderanno 3 milioni per luci d artista a Salerno, per rendere agibile il teatro di Scampia ne basterebbe la sesta parte. La città culturalmente gode di ottima salute

Osservando Napoli oltre le polemiche politiche, si può percepire come ogni zona della città sembra ormai strutturarsi ognuna con un proprio profilo ben definito.

Il Centro Storico per vocazione naturale non potrà che continuare a puntare sull’industria turistica, al momento alimentata prevalentemente da un flusso di massa, dipendente da vari fattori, molto utile ad alcune categorie merceologiche e meno per altre.

area-nord-1Una boccata di ossigeno in questi anni di crisi nera, ma chiaramente il progetto non può essere quella di una Napoli fatta di camerieri e pizzaioli, con tutto il rispetto per queste nobili professioni, ma bisogna puntare ad un indispensabile miglioramento dell’offerta dei servizi in città, (non solo per i turisti) e rendere Napoli competitiva con le altre destinazioni italiane ed europee, puntando anche a quelle fasce superiori di turismo, quelle in grado di innescare investimenti importanti con tutte le inevitabili ricadute positive sulle attività cittadine nel loro insieme.

La zona Est della città sempre più polo industriale e tecnologico, con le sue raffinerie, l’Hitachi, la Philips, ed anche se pochi lo sanno, a Ponticelli c’è anche la “K4A”, un’azienda che realizza elicotteri leggeri, futuristici “taxi dei cieli”, commissionati dalla Cina e che piacciono tanto anche ad alcuni paesi arabi. A questo insediamento industriale ed ingegneristico avanzato, si è integrato anche il nuovo polo della facoltà di Ingegneria Federico II nell’ex area CIRIO di San Giovanni a Teduccio, dando subito vita alla suggestiva joint venture UNINA-Apple.

Senza dimenticare poi che sempre ad EST, aprirà l’Ospedale del Mare, il più importante nosocomio della città.

area-nord2Ad Ovest invece c’è la sviluppata Fuorigrotta con il Tempio del Dio Pallone ed il suo cospicuo indotto economico, lo storico polo fieristico, il grosso dell’insediamento dell’Università, La RAI…. e poi oltre le diatribe politiche c’è Bagnoli, i molti progetti legati alla sua riqualificazione: il Porto turistico, la spiaggia pubblica, il parco, il Polo della ricerca scientifica avanzata e quello congressuale, senza dimenticare Città della Scienza.

Il parente povero sembra solo Napoli Nord ed i suoi quartieri Piscinola, Marianella, Chiaiano e Scampia, al momento tagliati fuori da qualunque progettualità, un buco nero, territori privi di una loro fisionomia, una situazione derivante in gran parte dall’abbandono in cui versano da sempre, crocifissi al marchio di Gomorra. In effetti anche Scampia avrà il suo insediamento universitario, esiste un piccolo edificio quasi ultimato, ma con un progetto del tutto diverso da quello così ben integrato nel tessuto della zona, come quello di Ingegneria a San Giovanni.

Quello di Scampia invece è avvolto da ombre ed incertezze, quasi messo li a caso in un territorio dove mancano servizi anche essenziali come i trasporti. Negli anni si sono ipotizzati vari indirizzi di studi da poter ospitare in quell’edificio, ad oggi le più accreditate sembrano essere le materie para sanitarie. Sembra finalmente concretizzarsi però il progetto di abbattimento delle Vele, finanziato nel “Patto per Napoli” appena firmato da Renzi e de Magistris. Un’operazione tuttavia anche questa, mirata più al legittimo desiderio di cancellare il carico simbolico rappresentato dalle Vele che ad avere un impulso diretto sullo sviluppo del territorio, almeno non per quello immediato.

area-nord3Le uniche progettualità partorite dalle istituzioni negli ultimi anni per Napoli Nord, sono state la realizzazione della discarica dei rifiuti a Chiaiano ed i tentativi per realizzare due impianti per il trattamento dei rifiuti solidi urbani, prima a Scampia e poi di nuovo a Chiaiano, entrambi poi archiviati per motivi diversi.

Sembra quasi come se la città si ricordasse di quel territorio esclusivamente in funzione della soluzione di problemi per la città. Prima l’emergenza abitativa e la cementificazione a partire dagli anni 60, devastando una piana agricola fertilissima quale era l’attuale Scampia, poi l’allestimento dei campi ROM e oggi i Rifiuti da trattare.

Ovviamente non è così, come la nostra non è una banale affezione da sindrome di nimby, sembra solo che ci si dimentica delle altre impellenti esigenze e potenzialità di sviluppo di quel territorio. A Napoli Nord vive una popolazione di età media intorno ai 29 anni, la più giovane in città, questo vuol dire che gran parte dei Napoletani del futuro saranno soprattutto loro. Risulta quindi facile dedurre che incidere su di essi oggi, migliorando la loro qualità di vita oggi, a cominciare dai trasporti, direttamente incidenti sullo sviluppo, significa orientare il futuro anche dell’intera città.
area-nord4Occorre quindi individuare anche per Napoli Nord un profilo su cui provare a puntare anche per lo sviluppo economico, dare vita ad un progetto che affidi una nuova “mission” a quel territorio, capace di integrare il suo destino a quello della città, provando a partire mettendo meglio a frutto le grandi risorse già esistenti: Il Parco dei Camaldoli e quello delle Colline innanzitutto, una seria valorizzazione dei progetti di agricoltura peri urbana, la verifica di fattibilità del Polo per un nuovo artigianato, come previsto nell’antico progetto di riqualificazione delle Vele che il Comune di Napoli ha fatto proprio. Un territorio con il più alto tasso di associazionismo rispetto al resto della città ed una grande domanda di partecipazione e di consumo di cultura con al centro il Teatro Area Nord.

 Il TAN rappresenta l’unico centro culturale esistente su tutta quella vasta area, compreso anche i nuovi comuni recentemente annessi nella Città Metropolitana. Oltre ad essere luogo di svago, ha una missione come teatro di comunità, rappresentando da sempre il punto di raccordo di gran parte delle attività di quell’ arcipelago di associazioni territoriali ed il mondo scolastico. Grazie ad un proprio progetto europeo sulle “residenze teatrali”, anticipando un po’ quello che sembra destinato a diventare almeno in parte il teatro del futuro, si sta concludendo un’interessante esperienza di sinergia tra il teatro e alcune realtà artigianali locali.

La connessione avvenuta tra compagnie teatrali europee e del resto d’Italia, con le associazioni ed artigiani del territorio, facendoli diventare parte integrante della costruzione di un lavoro teatrale andato poi in scena al TAN in questi giorni. Progetto di grande respiro europeo, che lascia intravedere sviluppi potenzialmente interessanti per il futuro, ed è stata anche un’occasione preziosa soprattutto per i giovani, per riscoprire antichi mestieri ed in generale l’apprezzamento per l’arte del costruire.

In questi giorni i giornali sono pieni delle polemiche per i tre milioni destinati alle luci d’artista di Salerno. intendiamoci, a suo tempo fu una magnifica e lungimirante operazione, sul piano della promozione turistica e su quello culturale, grazie al suo contenuto ambientalista con il riutilizzo dei materiali.

area-nord5Resta comunque difficile non utilizzare quei soldi come parametro per capire e sottolineare come nell’ambito dei 19 milioni stanziati dalla Regione per la cultura, sarebbero bastati meno della terza parte di quei tre milioni, per poter riaprire una struttura comunale come l’Auditorium Area Nord di Piscinola. Lo spreco di una sala da 450 posti chiusa da sempre, e che nonostante i tanti anni trascorsi, ancora oggi si trova in buone condizioni, a cui basterebbe rivedere l’impianto elettrico e una buona impermeabilizzazione del tetto, restituendo un bene pubblico alla città ed a quel territorio diventandone fiore all’occhiello.

Una struttura mancante oggi in città, permetterebbe l’esplosione di progetti non ultimi come quello delle residenze aprendo concretamente una porta sull’Europa oltre ad ospitare la programmazione continua di eventi medio grandi, di teatro, musicali e congressuali, attorno ai quali far sviluppare un indotto oggi inesistente. Forse non sarà risolutivo di tutte le problematiche di quel territorio , ma sicuramente con poca spesa lo si potrebbe aiutare per costruire una possibile propria vocazione come uno dei poli culturali, dell’ associazionismo e della cooperazione in città

 

Si ringrazia Ferdinando Kaiser per il corredo fotografico

Umberto Laperuta

LabManager Dipartimento di Biologia della Federico II. Presidente ODV "Noi&Piscinola", compagni di viaggio del Teatro Area Nord. Tutta la mia passione a sostegno del TAN, terzo teatro comunale di Napoli, unico centro culturale in tutta l'Area Nord della città. Aspettando i tempi della politica, intendiamo contribuire ad unire la città ed i suoi quartieri attraverso la promozione culturale ed artistica, pur consapevoli che: "Ad ogni problema complesso corrisponde una soluzione semplice..... ma è quasi sempre quella sbagliata!!
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