Libertà significa coraggio

La mera commemorazione non ci rende consapevoli, la resistenza e la libertà rappresentano la coscienza di chi siamo, ma soprattutto di cosa significa vivere. Attribuiamo ai concetti come la...

La mera commemorazione non ci rende consapevoli, la resistenza e la libertà rappresentano la coscienza di chi siamo, ma soprattutto di cosa significa vivere.

Attribuiamo ai concetti come la politica, la lotta contro i soprusi, dei significati ormai lontani da noi, quando invece nulla siamo senza di essi.

Il punto non sono gli eventi organizzati per la ricorrenza, la memoria dei caduti o tanto meno la bandiera. Il punto non sono le parole pronunciate dal capo dello stato, da uno storico o da un poeta. Stavolta il punto non sta neanche nella differenza fondamentale tra due parti opposte: fascismo e antifascismo, come destra e sinistra. Il punto è la politica in sè. Questa meravigliosa parola è diventata una parolaccia, e nonostante sia assolutamente vero che il governo e in generale i partiti, siano essi di maggioranza o di dubbie opposizioni, facciano acqua da tutte le parti, siano vuote parole o pessime azioni, il mare in questione siamo noi. Fai politica ogni volta che parli o ti esprimi in qualunque modo, fai politica ogni volta che decidi dove stare, con chi stare e cosa fare. Fai politica nella musica che ascolti, nelle passioni che hai, quando ami e non ami, quando butti la spazzatura, quando aiuti qualcuno, quando ti giri dall’altra parte, quando te ne vai e quando resti. Leviamocelo dalla testa che “io non mi interesso di politica, perché tutto è uno schifo”, paradossalmente anche dicendo questa frase stai facendo politica, e proprio tu fai parte dello schifo che condanni. Dobbiamo tornare a capire che fare politica non è esclusivamente iscriversi ad un partito , che “il palazzo” l’abbiamo costruito anche noi dal basso, direi che persino se non voti, in realtà stai votando. Dobbiamo tornare a riappropriarci delle nostre vite perché questo è il tempo storico dell’indifferenza, la cui essenza è una grande bugia e falsità. Questa codardia ci ammutolisce, ci annienta, molto di più di una pugnalata alle spalle magari dal nostro miglior amico. Nessuno è veramente indifferente, altrimenti saremmo delle amebe, o dei morti viventi, siamo solo troppo delusi … questo ce lo concedo, ma non è una scusante, tutti abbiamo delle idee, il punto sta nel coraggio di assumersi la responsabilità di perseguirle o di calpestarle, e questo ce l’hanno insegnato i partigiani. Il famoso 25 Aprile 1945, la famosa parola “liberazione”, non ci parla di commemorazione, ci insegna bensì che la libertà significa coraggio. zzzEssere completamente liberi è un’utopia per l’essere umano, quando raramente riusciamo a spezzare una catena, ce ne sarà sempre un’altra in agguato, a partire dai contorti sentieri della nostra mente, figuriamoci all’esterno. Però quello che possiamo fare è non essere indifferenti, sentirle quelle catene, vederle, non fingere, scegliere la consapevolezza, nonostante l’amaro che ti resta in bocca, e lottare, perché assaporare e capire i diversi gusti è molto meglio che ingozzarsi o digiunare a prescindere. Tutte queste parole che utilizziamo per identificarci, catalogarci, differenziarci e poi? Diciamo sempre tutti le stesse cose, proviamo sempre e tutti gli stessi dolori, eppure non siamo mai in grado di unirci. Come trovare sollievo in queste contraddizioni? Ce lo insegnano i partigiani, perché, nonostante oggi esista CasaPound, esista la Lega Nord, e purtroppo certe erbe cattive della famiglia del nazifascismo è dura sradicarle, le guerriere ed i guerrieri della resistenza non si sono mai arresi e di conseguenza sono i vincitori, e sono ancora vivi da qualche parte in noi. Dopo 70 anni, in questa giornata di festa e di riflessioni, a Napoli si è svolto un corteo antifascista organizzato dai movimenti sociali contro il razzismo dall’inequivocabile slogan “Né con Renzi né con Salvini”. Importantissimo messaggio nell’era in cui la vicenda immigrazione è sinonimo di genocidio, e le soluzioni di chi sta ai vertici non tutelano affatto i diritti, molte anzi contribuiscono alle stragi. Il percorso della manifestazione che ha previsto partenza da piazza Garibaldi ed arrivo a via Foria, nei pressi de la Berta, sede di CasaPound, non è stato senza ostacoli poiché ha incontrato il divieto della Questura, ma nonostante questo non si è fermato e i migliaia di partecipanti hanno continuato fino alla Prefettura. Napoli, con le sue quattro giornate, fu un esempio di resistenza e liberazione in prima linea contro i tedeschi, e sicuramente nelle le sue odierne, controverse strade, da qualche parte ancora oggi si può respirare uno spirito vivo, cosciente, e non indifferente.

 

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