Libertà di viaggiare per tutti

Un modo semplice per potere distruggere il malaffare che ruota intorno agli immigrati? Liberalizzare i viaggi

Uomini, donne, bambini in cerca di una vita migliore, anziani speranzosi di finire le proprie pagine con migliore dignità e meno affanni.

Tutti saliti su quelle che chiamiamo carrette della morte, trattati male, violentemente, in uno spazio compreso tra i 30 e i 50 centimetri quadrati, all’impiedi cercando di muoversi il meno possibile, se c’è un bisogno impellente meglio farsela addosso piuttosto che dovere arrivare fino ad un posto ove ti aspetta un secchio comune poi da rivoltare in mare.

Capifamiglia che cercando il futuro migliore hanno venduto, casa, animali da cortile, piantagioni, vestiti e tutto quello che avevano per potere reperire 6000 euro a testa per raggiungere il nostro Paese.

Una famiglia di un uomo, moglie, e due bambini deve pagare circa 25mila euro per venire da noi.

25mila euro per esere trattati così male, sapendo che le possibilità di morire sono alte, altissime, oltre il 20%

Qualunque cittadino italiano o europeo  oggi voglia partire per andare in Libia o in qualsiasi altro luogo non ha problemi a farlo, un agenzia turistica, magari un visto del Consolato, non sempre necessario, e si parte.

La democrazia vive di paradossi, e quello più grande è che i cittadini non sono tutti uguali.

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Un volo Tripoli Roma, ha un prezzo che varia dai 282 euro ai 1000 a persona, dotato per tutti i confort, ma questi viaggi in nome della superiorità sono banditi perché c’è un vizio di forma, i cittadini che sognano di vivere in Italia, Germania, o qualsiasi altro Paese della UE sono poveri, non hanno niente e vengono da noi a cercare pace e lavoro, ne più ne meno di quello che fanno i ragazzi italiani quando vanno a Londra o negli USA come turisti, se poi hanno la fortuna di trovare lavoro si sistemano, questo ai cittadini di Paesi poveri non è consentito.

La domanda è semplice, perché?

Perché un cittadino che vive in paesi in guerra, quasi sempre creata da i nostri rappresentanti in nome dell’esportazione della democrazia, non ha i nostri stessi diritti? Perché costringerli a salire su quelle carette? eppure analisti e statistici affermano che quello che è successo in questi primi mesi dell’anno era tutto previsto, anzi, entro dicembre assisteremo ad altri 2000 morti, meglio chiamarle esecuzioni.

La carta Costituzionale italiana assicura il diritto di asilo a persone provenienti da Paesi in guerra o di dittatura, bisognerebbe far sapere ai cittadini che cercano la pace per mare, in una assurda traversata, che basterebbe andare a rinchiudersi in Ambasciata la quale poi dovrebbe provvedere al viaggio, oppure il sistema più semplice, lasciarli partire dignitosamente.

Il nostro è un giornale ancora in fase di costruzione, non forte per grandi proclami o progetti, ma abbiamo pensato a lungo prima di accodarci ai fiumi di parole che sono stati versati per l’ennesima tragedia.

Ma vorremo provare a ribaltare la situazione, vorremmo oltre le parole fare qualche gesto concreto, e i gesti concreti possono venire solo dalle idee.

È evidente che il Governo e la UE hanno bisogno delle idee dei cittadini, bisognerebbe invadere le sedi delle cancellerie con proposte e appunto idee, provarci non costa niente e ci darebbe il senso di rendersi partecipe.

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Il nostro è un Paese che spende ognio giorno 60 milioni per spese di armamenti ed è al decimo posto della classifica mondiale, fucili, cannoni, carri armati, mitra portaerei, bombardieri, personale, capitani, generali, sedi operative e uffici destinati a progettare tutto fuorché la pace; sono dati della Stockholm international peace reasearch institute (Sipri), la più importante agenzia mondiale del settore.

L’operazione Mare Nostrum, che costava al Paese 9 milioni al mese è stata tagliata a 3, coscienti che questo cambio di direzione avrebbe causato tra le seimila e diecimila vittime in un anno.

Il nostro è quindi un Paese che per salvare vite spende 3 milioni al mese, per missioni di “pace armata” o “esportazione della democrazia” ne spende 60 in un giorno.

Sarebbe bello fare qualcosa, vedere dei fatti senza aspettare la prossima tragedia, ma mai come questa volta le proposte devono partire dal basso, vista l’incapacità di chi in questo momento sta cercando di risolvere il problema.

Quella dell’immigrazione è una piaga, una piaga che come il mercato della droga ha interpreti e sceneggiatori, ogni viaggio causa un esborso di 6000 euro per persona, 20mila per una piccola famiglia, soldi che vanno nelle mani di gente legati al malaffare, quei 6000 euro di sangue vanno divisi tra, mediatori, individui che affittano le baracche in attesa della partenza, gli scafisti e gli organizzatori, nonché i venditori e riparatori di carrette della morte.

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Una volta arrivati, se arrivano, comincia il mercato interno, come i fatti di Roma hanno dimostrato, ci guadagnano in tanti, costruttori di baracche, impiegati, politici e persone legate al malaffare,  caporali, altri mediatori, e mafiosi e cammorristi che instradano sul lavoro nero, quasi sempre illegali, i fratelli appena arrivati.

È quello sugli immigrati un vergognoso commercio di vite, ogni immigrato è un utile economico per qualcuno. Se si desse la possibilità di venire in Italia tranquillamente tutto questo commercio svanirebbe, la droga legalizzata annienterebbe tutto il malaffare e morte, la liberalizzazione dei viaggi distruggerebbe tutti i loschi affari che girano intorno a questi disperati.

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