L’EUROPA PER UN REDDITO DI BASE UNIVERSALE E INCONDIZIONATO

Come ampliare contemporaneamente libertà, uguaglianza e fraternità, nel Secondo Millennio

Un angelo si aggira per l’Europa: l’Angelo della libertà, dell’uguaglianza e della fraternità, chiamato UBI (Unconditional Basic Income, cioè Reddito di Base Universale ed Incondizionato). Tutte le potenze della vecchia Europa si coalizzeranno in una sacra caccia alle streghe e agli stregoni contro questo Angelo, che non è un Angelo Vendicatore, ma un Angelo Liberatore ed Instauratore di una società, di un’Europa più libera, più equa, più fraterna. È ormai tempo che chi è favorevole al contemporaneo sviluppo della libertà, dell’uguaglianza e della fraternità, fra gli esseri umani, si coalizzi senza sterili personalismi e attui insieme agli altri tutti i percorsi giuridici, economici, politici, culturali e sociali, per introdurre stabilmente in tutta Europa il Reddito di Base Universale/Incondizionato.

Che cosa è il Reddito di Base Universale e Incondizionato (in inglese UBI, Unconditional Basic Income)?

Esso può essere una costante e periodica (di solito, mensile) erogazione monetaria, che va elargita secondo le seguenti 4 caratteristiche:

1) Universale: l’UBI va versato a tutti, senza una valutazione delle risorse individuali, non deve essere soggetto a limiti di reddito, né di risparmio o di patrimonio (mobiliare e/o immobiliare); pertanto, ogni essere umano, a prescindere dall’età, dal ceto, dalla cittadinanza, dal luogo di residenza, dalla professione, insomma da qualsiasi sua caratteristica e/o condizione socioeconomica, ha il diritto di ricevere tale prestazione;

2) Individuale: chiunque – donna, uomo o bambino – ha il diritto all’UBI, poiché si tratta dell’unico modo per impedire il controllo da parte di altre persone; la sua erogazione è indipendente dallo stato civile, dalle forme di convivenza o dalla configurazione familiare, oppure dal reddito o patrimonio di altri conviventi o familiari;

3) Incondizionato: in quanto diritto umano e giuridico, il reddito di base incondizionato non è soggetto a nessuna condizione preliminare, che sia l’obbligo di svolgere un’attività lavorativa retribuita, di dimostrare la volontà di lavorare, di svolgere un lavoro socialmente utile o di comportarsi secondo ruoli di genere predefiniti;

4) Sufficiente: l’importo dovrebbe consentire un tenore di vita dignitoso, corrispondente alle norme sociali e culturali del paese interessato; pertanto, dovrebbe prevenire/arginare la povertà materiale e offrire l’opportunità di partecipare in modo ancor più libero ed indipendente alla vita sociale; quindi, l’importo netto del reddito di base incondizionato dovrebbe essere almeno superiore alla soglia di povertà secondo le norme dell’UE, cioè corrispondere al 60% del reddito medio netto equivalente nazionale; nei Paesi in cui i redditi sono più bassi e, di conseguenza, anche il reddito medio non è alto, per determinare l’importo del reddito di base si dovrebbe utilizzare un valore di riferimento alternativo (esempio: un paniere di beni e servizi), al fine di garantire una vita dignitosa, la sicurezza materiale e la piena partecipazione alla vita sociale.

Il reddito di base incondizionato non dovrebbe sostituirsi allo Stato sociale, ma piuttosto integrarlo e trasformarlo da uno Stato sociale assistenziale in uno Stato sociale emancipativo.

Philippe Van Parijs, uno dei maggiori teorici di rilievo mondiale, docente all’Università di Lovanio)

Questa misura socioeconomica è uno strumento molto efficiente ed efficace per migliorare le condizioni e la qualità di vita di tutti gli esseri umani, a prescindere dalle loro condizioni e caratteristiche sociali, culturali, di età, psicofisiche, etniche, religiose. Essa costituisce una diretta conseguenza di un’effettiva attuazione dell’Articolo 25 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani proclamata dalle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948. Esso stabilisce al primo comma che: “Ogni essere umano ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.” Il secondo comma aggiunge che “La maternità e l’infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale.”

(fonte: https://www.ohchr.org/en/udhr/pages/Language.aspx?LangID=itn ).

Il 25 settembre 2020 è partita la Petizione Europea per introdurre in tutta Europa l’UBI: in effetti, nei Trattati Europei è previsto che i cittadini europei possano collettivamente presentare una Petizione direttamente alla Commissione Europea, al Parlamento Europeo e al Consiglio Europeo. Bisogna raccogliere entro il 24 settembre del 2021 almeno 1 milione di adesioni in tutta Europa; in Italia, sarebbero necessarie almeno 53.580 firme. Ad oggi, dopo appena 3 giorni, sono state già espresse circa 2.550 adesioni. Il pronostico di chi scrive è che in Italia avremo in un anno almeno 100.000 adesioni.

Se volete sottoscrivere la petizione, munitevi del numero della vostra carta d’identità e cliccate su questi collegamenti (link): https://eci-ubi.eu/ oppure https://eci.ec.europa.eu/014/public/#/screen/home

“L’adozione di un reddito di base universale per tutti può aiutare la società a pensare in modo creativo a nuove idee, a sviluppare nuove industrie e consentire alle persone di lavorare su importanti progetti futuri.” — Ray Kurzweil, inventore e futurista capo di Google

Gli obiettivi dei promotori dell’iniziativa europea sono i seguenti: 1) chiedere alla Commissione europea di presentare una proposta relativa a redditi di base incondizionati in tutta l’Unione, che riducano le disparità regionali, al fine di rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale nell’UE; 2) conseguire l’obiettivo della dichiarazione comune del Consiglio europeo, del Parlamento europeo e della Commissione europea, formulata nel 2017, secondo cui “l’UE e i suoi Stati membri sosterranno, inoltre, regimi di previdenza sociale efficienti, sostenibili ed equi per garantire un reddito di base”, in primo luogo al fine di combattere le disuguaglianze. Noi aggiungiamo anche il fine di ampliare l’orizzonte della libertà di tutti i cittadini, i quali sarebbero così affrancati dalla necessità economica e dal ricatto di dover soddisfare i bisogni essenziali e fondamentali.

Esperimenti di introduzione su piccola scala di questa misura socioeconomica sono stati già avviati in un recente passato in vari Paesi del Mondo (es. Canada, Corea del Sud, Norvegia); recentemente, è partita una sperimentazione anche in Germania.

Nelle prossime settimane pubblicheremo ulteriori informazioni su questa rivoluzione socioeconomica.

Per chi non voglia attendere e voglia intavolare (in questo blog o altrove) un dibattito costruttivo, informato e appassionante, consiglio di consultare questi link:

https://europa.eu/citizens-initiative/initiatives/details/2020/000003_it

https://basicincome.org/

https://www.bin-italia.org/

https://www.facebook.com/rbu.italia

https://www.facebook.com/groups/508453142659334

https://www.facebook.com/groups/IstituzioneRedditoDiBaseUniversalePetizione

 

Adoperiamo le nostre potenzialità intellettive e creative per sviluppare e diffondere sempre di più e meglio condizioni di libertà ed uguaglianza fra gli esseri umani in un contesto di diffuso equilibrio ambientale.

 

 

 

TAG: reddito, cittadinanza, universale, incondizionato, libertà, uguaglianza, fraternità, solidarietà, comunismo, socialismo, liberalismo, economia, politica, Unconditional Basic Income.

Un commento

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  • Vittoria Cimmino
    30 settembre 2020 at 13:04 - Reply

    Che questo reddito sia il primo passo verso un futuro migliore.