L’estro e la fantasia di Lucio Amelio

Ancora oggi la città trae beneficio culturale dalle sue opere e intuizioni

Gli eventi drammatici del sisma che ha colpito il Centro Italia nella notte tra il 23 e 24 Agosto, oltre a suscitare commozione e sentimenti di solidarietà, per me, come immagino anche per tanti altri della mia generazione, è stato l’ennesimo deja vu.

I meccanismi della memoria, quasi autonomamente, rimandano alla mente come in un film di repertorio, le immagini vissute durante il terremoto dell’Irpinia del 1980. I ricordi si sovrapponevano alle immagini dei telegiornali, quasi a confondersi, i paesi distrutti e ridotti ad un cumulo di macerie sembrano tutti uguali, Amatrice come Onna Sant’angelo dei lombardi,
il sangue grondante da quelle facce impolverate e disorientate estratte dalle macerie, è lo stesso.
Così come è uguale la grande gara di solidarietà scattata in tutto il paese,  la corsa dei soccorritori, volontari e non, a conferma che non solo il Calcio, ma anche le grandi tragedie rendono gli italiani un grande popolo unito. Guardando i telegiornali stamattina, tra i ricordi affiorati c’era anche il famoso titolo de “Il Mattino” di Napoli nel 1980: “FATE PRESTO”.

COP2- Lucio AmelioQuel titolo non rappresentò solo il drammatico appello lanciato da intere comunità che fin da subito percepirono la gravità dell’evento, alla fine dalle macerie furono estratti 2500 morti, quel titolo ispirò anche l’estro di un grande personaggio di Napoli: Lucio Amelio con la sua mostra Terrae Motus”.
Una rassegna di opere di artisti contemporanei dedicata al terremoto, una mostra manifesto per ribadire un concetto caro a Lucio Amelio, e cioè che l’arte riesce ad arrivare laddove non arriva la politica, e nemmeno le parole.

Un centinaio di opere, 65 artisti provenienti da 13 paesi del mondo, riuscendo a coinvolgere giganti dell’arte come Wharol, Bauys e tanti altri, una collezione che ricopre un valore commerciale inestimabile, oltre a quello artistico e storico.
La collezione ha fatto il giro del mondo più volte, milioni di visitatori, ma non ha mai avuto una sede stabile a Napoli, così come auspicava Lucio Amelio e come gli fu promesso dalle istituzioni. Gli fu concessa un’ala nell’ex Convento di Santa Lucia al Monte al Corso Vittorio Emanuele a Napoli, cominciarono anche i lavori di ristrutturazione, (durati un’eternità), salvo poi bloccare tutto per le solite pastoie burocratiche e le ingerenze della politica.

Nell’arco di tempo dei lavori di ristrutturazione, la Mostra fu ospitata  per un po’ di anni  a Villa Campolieto di Ercolano, poi al Grand Palais di Parigi, ed infine, dopo il “naufragio” del progetto sul Convento di Santa Lucia, fu trasferita a “deposito”nellaReggia di Caserta, e resa visitabile solo raramente. E’ di questi giorni la notizia che Caserta non è più solo un “parcheggio”, anzi, la Direzione della Reggia ha inserito la collezione “Terrae Motus” nelle attività per il rilancio e la valorizzazione della Reggia, diventando così non solo sede permanente della mostra, ma in collaborazione con la Seconda università di Napoli, alcuni sponsor privati e richieste di finanziamenti europei,  si lavora alla creazione di un centro culturale incentrato sulla figura di Lucio Amelio.

http://reggiaofcaserta.altervista.org/it/reggia/terrae-motus/
Ennesima occasione sprecata da una città autolesionista qual è Napoli, che sembra ostinata a voler rifuggire dalla sua vocazione di città internazionale ed illuminista,  invece di spalancare le porte a chi porta lustro internazionale, si chiude ad essi, senza spendersi fino in fondo. Un destino quello di Amelio, comune a quello del suo amico Gerardo Marotta, che pur riuscendo a creare una istituzione culturale internazionale da far impallidire le università di mezzo mondo come l’Istituto Italiano degli Studi filosofici, riconosciuto dall’UNESCO come Istituzione senza pari al mondo, oggi si trova abbandonato dalle istituzioni e ridotto quasi all’elemosina, sfrattato e senza una sede, insieme ai suoi preziosi volumi riposti ad ammuffire negli scatoloni.

Lucio Amelio4Nato a Napoli nel 1932 e morto nel 1994, Amelio è stato tra i maggiori galleristi internazionali di arte contemporanea, un napoletano cosmopolita, dall’intelligenza caratterizzata da un pensiero sempre aperto ed esplosivo, a testimonianza delle sue radici vesuviane, però appartenente a quell’altra Napoli, quella dei Gerardo Marotta, Francesco Rosi, Raffaele La Capria, Luigi Compagnone, Renato Caccioppoli, e tanti altri napoletani “atipici”, cresciuti nel dopoguerra a Napoli e molti di loro poi emigrati per sopravvenuta incompatibilità “ambientale” con una città diventata culturalmente asfittica.

Tutti personaggi poco “piacioni”, spesso spigolosi, se non addirittura antipatici, o almeno diversi da come pretende che sia lo stereotipo del napoletano  nel falso immaginario collettivo, inclini cioè ad essere ruffiani ed a caccia di facili consensi.

Quest’altra Napoli al contrario, è sempre stata ostinata nel guardare alla propria città anteponendo il pensiero libero e critico al sentimentalismo sfuso ed a pacchetti,  senza mai abbandonarsi al “sonno della ragione”, rifiutando la commedia del falso identitarismo, come capitò invece a tanti nella Napoli di quegli anni. Gli spazi espositivi di Piazza dei Martiri e quelli aperti in giro per il mondo, a Parigi, Berlino e New York, fecero di Napoli un centro culturale internazionale. La qualità delle attività di Amelio, le sue intuizioni geniali, il respiro internazionale, facevano delle sue idee-collezioni, opere d’arte in se, connotando Amelio come una figura “mitologica”, metà gallerista e metà artista, credibile e competente, riuscendo a coinvolgere e portare a Napoli i massimi esponenti dell’arte contemporanea, gente del calibro di Andy Wharol, inserendo Napoli tra le capitali internazionali dell’arte contemporanea del ‘900.

Umberto Laperuta

LabManager Dipartimento di Biologia della Federico II. Presidente ODV "Noi&Piscinola", compagni di viaggio del Teatro Area Nord. Tutta la mia passione a sostegno del TAN, terzo teatro comunale di Napoli, unico centro culturale in tutta l'Area Nord della città. Aspettando i tempi della politica, intendiamo contribuire ad unire la città ed i suoi quartieri attraverso la promozione culturale ed artistica, pur consapevoli che: "Ad ogni problema complesso corrisponde una soluzione semplice..... ma è quasi sempre quella sbagliata!!
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  • Lucio Amelio | Melquidas&Mecondo
    27 settembre 2016 at 13:37 - Reply