Le ragioni di dire NO

A settembre, insieme alla rielezione di De Luca in Campania, si voterà per un referendum costituzionale. Se voto SI confermo il dimezzamento del numero di parlamentari, se voto NO lascio invariabile il numero di parlamentari. Non c'è quorum, quindi il voto pesa
riceviamo e pubblichiamo di Gennaro Argo
Io non so cosa voterò alle regionali, può darsi che non voterò. Ma voterò per il referendum e voterò NO. Perché non voglio che sia indebolito il Parlamento, anzi vorrei che si smettesse l’uso abuso di decreti legge o addirittura dpcm, vorrei che in Parlamento si parlasse. Impressionante che Sgarbi divenga uno dei difensori del Parlamento? Direi di no.
Gli italiani vogliono l’uomo solo al comando. A cosa servono tanti parlamentari? A cosa serve un iter legislativo, parlare, confrontarsi anche insultarsi nelle Camere? In un sistema che sembra perdere pezzi, resiste il Presidente della Repubblica, vi sono ancora istituzioni che bocciano decisioni imposte dal Governo o dai parlamentari.
Tutti, quasi tutti in Parlamento hanno votato questa riforma costituzionale sostanziale, perché nessuno aveva il coraggio di dire agli italiani che era contrario al taglio dei parlamentari, dimezzamento, ma poi tra loro hanno raccolto le firme per la richiesta del referendum confermativo.
La gran parte della popolazione non sa che ci sarà questo referendum, meglio così perché la maggior parte vota De Luca, in Campania, ed è per il dimezzamento del numero di parlamentari. Quindi magari non diciamolo in giro, se non a quelli che sappiamo essere per la difesa delle istituzioni parlamentari ed in primis del Parlamento.
Mussolini diceva che il Parlamento è un bubbone pestifero da estirpare, potremmo dirle queste oggi parole che sono di Salvini o Di Maio, magari di De Luca. Io voto NO.
Un giorno magari voteremo per un Parlamento europeo e ci saranno candidati e liste comuni per diversi paesi.
Oggi io voglio che ci siano le Camere nelle quali i parlamentari parlino, dibattano.
Sarebbe bello avere anche parlamenti locali effettivi, nei quali elaborare idee, confronti, scontri, non soggiogati a movimenti dettati da pochi
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